Come proteggere gli asset in dollari dal rischio di cambio

R. F.

15 Aprile 2025 - 15:38

Il dollaro scende a un nuovo minimo semestrale mentre la politica dei dazi di Trump genera incertezza. Come proteggere i vostri asset in dollari dal rischio di cambio.

Come proteggere gli asset in dollari dal rischio di cambio

Il dollaro è rimasto stabile oggi, scambiato vicino a un minimo di tre anni contro l’euro (1,1360 alle ore 12) e a un minimo semestrale contro lo yen, mentre gli investitori, che cercano di dare un senso ai continui cambiamenti dei dazi imposti dal presidente Donald Trump, rimangono cauti verso gli asset statunitensi. Sia obbligazionari che azionari.

Gran parte della volatilità che ha colpito il dollaro la scorsa settimana e che ha fatto impennare i rendimenti dei Treasury sembra essersi in qualche modo attenuata leggermente, sebbene il sentiment degli investitori rimanga ancora fragile. Il dollaro può continuare a svalutarsi.

L’euro, che è stato uno dei maggiori beneficiari della dismissione di asset statunitensi di questo mese, oggi è leggermente più debole, appena sotto il massimo di tre anni della scorsa settimana a 1,1474 dollari. Se parliamo del cross USD/YEN il dollaro era leggermente più debole a 142,99 yen, rimanendo vicino al minimo semestrale di 142,05 toccato venerdì. Ma non solo. Dopo essere crollato a un minimo di 10 anni contro il franco svizzero la scorsa settimana, il dollaro è salito dello 0,2% martedì. Tuttavia, è in calo di quasi l’8% contro il franco svizzero questo mese, avviandosi verso il suo maggior calo mensile da dicembre 2008. La debolezza del dollaro è unilaterale.

L’attenzione del mercato si è concentrata sui titoli dei giornali relativi ai dazi in continua evoluzione, con gli Stati Uniti che hanno rimosso smartphone e altri dispositivi elettronici dai dazi sulla Cina durante il fine settimana, fornendo un certo sollievo, sebbene i commenti di Trump suggeriscano che la tregua sarà probabilmente di breve durata. L’imposizione da parte di Trump e poi il brusco rinvio della maggior parte dei dazi sulle merci importate negli Stati Uniti ha seminato confusione, aumentando l’incertezza sui cambi per investitori e responsabili politici in tutto il mondo. Quindi solo per oggi si è avvertita una maggiore calma in tutto il mercato dei cambi. Ma data l’incertezza che Trump e la sua indecisione sui dazi hanno suscitato, gli analisti si aspettano che il sollievo per il dollaro sia di breve durata.

«Con ogni inversione di rotta nel suo ’dealmaking’, il presidente degli Stati Uniti distrugge ulteriormente la sicurezza della pianificazione e ancora più fiducia, motivo per cui alla fine non mi aspetto alcuna significativa ripresa del dollaro statunitense finché persiste questa incertezza», ha scritto in una nota di ieri sera la stratega dei mercati valutari di Commerzbank Antje Praefcke.

La debolezza del dollaro va di pari passo con la volatilità dei rendimenti del Treasury, visto che le due variabili sono strettamente interconnesse fra loro: si vendono le obbligazioni del tesoro americano e i soldi vengono rimpatriati, vendendo dollari e acquistando euro, oppure comprando yen e franco svizzero. Brutto segnale. Significa che questi soldi usciti dal mercato americano per ora difficilmente sono destinati a rientrarvi nel breve termine.

I rendimenti dei Treasury hanno veramente subito grosse volatilità. Pensate che sono aumentati di circa 50 punti base la scorsa settimana - il loro maggiore aumento settimanale in oltre 20 anni – proprio perché analisti e investitori hanno messo in dubbio lo status dei bond statunitensi come gli asset più sicuri al mondo.

La scorsa settimana è stata tutta dedicata al “deleveraging”, cioè alla liquidazione e alla riallocazione degli asset fuori dagli Stati Uniti. Il tono di questa settimana appena iniziata potrebbe essere più calmo in quella che è una settimana abbreviata dalle festività. Dopo Pasqua, se non interviene la Fed, la quota 1,15 di euro contro dollaro potrebbe essere a portata di mano. Dipende da quanto e come parla Trump: se aumentano le affermazioni a ritmo giornaliero su dazi e mercati e se continua a dire tutto e il contrario di tutto, la già bassa fiducia nell’economia americana sprofonderà ancora più in basso per gli investitori internazionali. E con essa il dollaro.

In molti ora confidano nella Fed. Ad aiutare a stabilire il tono potrebbero essere i commenti accomodanti dei funzionari della Fed che suggeriscono che stanno guardando oltre l’inflazione, e verso i pericoli di recessione.Il governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato lunedì che le politiche tariffarie dell’amministrazione Trump rappresentano un grande shock per l’economia statunitense che potrebbe portare la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse per prevenire una recessione anche se l’inflazione rimane elevata. Se la Fed tagliasse i tassi id interesse, allora il dollaro potrebbe sprofondare ancora di più.

La svendita del biglietto verde ha scatenato ulteriori preoccupazioni nei mercati finanziari sul fatto che il mercato mondiale dei cambi stia subendo un cambiamento di regime. Il dollaro e i Treasury tipicamente guadagnano durante periodi di stress e tensione geopolitica, data la potenza dell’economia statunitense e la profondità dei suoi mercati. Stavolta non è andata così.

La debolezza del dollaro e i tassi statunitensi al rialzo significano che gli asset una volta considerati beni rifugio continuano a essere venduti: questa è decisamente una combinazione “tossica”, figlia della incertezza generale.
Ma fin dove si potrebbe spingere la debolezza del dollaro?

Guardiamo qui sotto nel grafico Bloomberg una analisi grafica del cambio EUR/USD basata sulle medie mobili.

CAMBIO EUR/USD A 5 ANNI CAMBIO EUR/USD A 5 ANNI FONTE: BLOOMBERG

Come si vede, la resistenza statica evidenziata dalla linea bianca a 1,1240 è stata bucata al rialzo con notevole facilità. Probabilmente se nei prossimi giorni ci saranno manovre distensive e contro-mosse di irrigidimento sulla politica dei dazi, la prossima resistenza a 1,1470 evidenziata dalla linea rossa potrebbe essere anche essa bucata con decisione, per puntare alla 3^ resistenza statica posta a 1,1640 (evidenziata dalla linea verde).

Tutto questo in assenza di interventi Fed volti a iniettare liquidità sul mercato. E se intervenisse la Fed con operazioni sul mercato aperto dei titoli di Stato? Oppure con un inatteso ribasso dei tassi sui Fed Funds ? Oppure con tutte e due le opzioni simultaneamente? Beh, allora la velocità dei movimenti rialzisti dell’EUR/USD nel bucare le due summenzionate resistenze sarebbe abbastanza violenta, e il cambio nel giro di due o tre mesi potrebbe puntare direttamente alla fascia 1,20 -1,22 come avvenne nell’inverno 2021- primavera 2022.

È un rally della moneta unica inaspettato, il rally più veloce dell’euro dal 2009, che alimenta le scommesse su un ulteriore balzo oltre 1,20 dollari. Con l’aiuto della Fed.

Quasi l’80% degli intervistati in un sondaggio di Bloomberg ha previsto che il dollaro si indebolirà ulteriormente nel prossimo mese, la percentuale più alta di pessimisti da quando i sondaggi sono iniziati nel 2022.

Anche gli strateghi delle più grandi banche di Wall Street vedono il potenziale per un’ulteriore debolezza.
Gli analisti di JPMorgan Chase & Co. hanno suggerito agli investitori di rimanere ribassisti sul dollaro, specialmente contro lo yen e l’euro, poiché c’è ancora la possibilità di una recessione negli Stati Uniti. Mizuho Bank Ltd. prevede che la valuta statunitense possa scendere di un ulteriore 5% su base ponderata per il commercio prima di rimbalzare, basandosi su quanto accaduto nel 2017-18 e durante la pandemia.

Per coloro che hanno asset in dollari nel loro portafoglio, siano essi azioni od obbligazioni emesse in dollari, la scelta non è che una sola: coprirsi da ulteriori svalutazioni del dollaro.

Se escludiamo l’opzione dei futures valutari (prerogativa degli investitori istituzionali, nessuna banca vi autorizza ad operare in derivati sull’euro-dollaro a meno che non siate classificati come “Professional”) c’è una interessante alternativa per sterilizzare il rischio di cambio: un ETF quotato sulla borsa italiana che è “Short “ sul dollaro (venditore a termine) e “Long” sull’euro (compratore a termine.

Si tratta del WisdomTree Short USD Long EUR ISIN JE00B3SBYQ91 TICKER: USEU IM.

WisdomTree Short USD Long EUR è un Exchange Traded Product (ETP) quotato sulla borsa italiana, interamente collateralizzato, «UCITS Eligible», pensato per offrire agli investitori una protezione al dollaro USA rispetto alla svalutaazioe contro EUR.

L’ETP replica l’indice MSFXSM Short US Dollar/Euro Total Return (MSCEEUS), fornendo un rendimento complessivo costituito dalla performance giornaliera dei contratti forward su mercato forex inversa USD rispetto al EUR.

Ad esempio, se il dollaro USA sale dell’1% rispetto all’EURO in un giorno, allora l’ETP scende dell’1%, commissioni escluse. Tuttavia, se il dollaro USA scende dell’1% rispetto all’EURO in un giorno, allora l’ETP sale dell’1%, commissioni escluse.
Ho fatto una analisi di regressione, tramite l’ausilio di Bloomberg, delle due variabili e debbo dire che l’ETP in questione ha un ottima correlazione.

Nota bene: per evidenziare la correlazione negativa tra ETP e USD ho usato il cambio inverso USD/EUR. E infatti si vede bene che quando il dollaro si rafforza (linea bianca) l’ETP si deprezza (linea arancione), mentre invece quando il dollaro subisce un crollo, l’ETP in questione si rafforza violentemente. Uno studio sul coefficiente di correlazione tra le due variabili inoltre mi evidenzia una forza del legame dell’80%, il che significa che l’80% del movimento del prezzo dell’ETP di Wisdom Tree è spiegato dal movimento del cambio inverso USD/EUR. E quindi l’ETP in questione può ben essere usato per sterilizzare la svalutazione del dollaro.

CORRELAZIONE TRA CAMBIO USD/EUR (LINEA BIANCA) ED ETP WISDOM TREE USEU IM (LINEA ARANCIONE) A 12 MESI CORRELAZIONE TRA CAMBIO USD/EUR (LINEA BIANCA) ED ETP WISDOM TREE USEU IM (LINEA ARANCIONE) A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Nota bene: è tuttavia importante rilevare che:

  • Il prodotto in questione non è molto liquido. Gli asset in portafoglio non superano i 90M di euro e gli asset in portafoglio sono costituiti, oltre che dai derivati sui cambi, da bond messi a collaterale delle esposizioni corte su quelle esposizioni corte sul dollaro ricavate dai currency futures.
  • L’ETP in questione vale circa 31 euro sul mercato, pari a 35,90 dollari al cambio odierno di 1,1360 quindi per coprire una esposizione di 100.000 dollari, pari a 88.000 euro, dovreste comprarne 100.000 usd / 35,90 usd = 2785 quote cioè spendete 2.785 x 31euro= 86.335 euro. È evidente che uno sforzo simile in termini finanziari, seppur garantendo a copertura totale dell’asset in dollari, vi espone anche al rischio che, se il dollaro si rafforza dai livelli attuali, iniziate a perdere soldi sull’ETP in questione. È quindi raccomandabile una copertura parziale, ad esempio al 50% dell’asset, o anche al 25% dell’asset, cioè investendo solo il 50% di 88.000 euro o il 25% di 88.000 euro.
  • Vale infine la pena sottolineare che il prodotto è adatto ad investitori esperti, che amano diversificare il proprio portafoglio, e che abbiano ben compreso le dinamiche degli strumenti di copertura del rischio di cambio.
DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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