Come investire in Rolex e quali prodotti conviene comprare oggi

Emanuele Di Baldo

9 Settembre 2026 - 17:48

Rolex da investimento per il 2026: la guida ai modelli migliori da acquistare oggi e quelli destinati ad aumentare valore in futuro

Come investire in Rolex e quali prodotti conviene comprare oggi

Comprare un Rolex per lo status symbol o per investimento? L’idea di investire in Rolex continua ad attrarre non solo i collezionisti, ma anche chi cerca alternative concrete ai classici strumenti finanziari. Gli orologi Rolex da investimento restano una delle poche forme di valore tangibile con un mercato secondario liquido, trasparente e monitorato da indici di prezzo pubblici.

Il quadro del 2026, però, è molto diverso da quello del biennio 2021-2022. La bolla speculativa si è sgonfiata, i rendimenti si sono normalizzati e la selezione conta più della marca. Secondo l’indice ChronoPulse di Chrono24, tra aprile 2021 e aprile 2026 i prezzi Rolex sul mercato dell’usato sono cresciuti dell’11,2%, ma nei soli ultimi dodici mesi l’incremento è stato di appena il 2% circa. Tradotto: comprare un Rolex a caso non è più sufficiente.

Ecco quale Rolex comprare per investimento nel 2026, quali referenze tenere d’occhio, quando conviene acquistare (e quando no) e quali fattori influenzano davvero il valore nel tempo.

Perché investire in Rolex nel 2026

Ci sono almeno cinque ragioni per cui Rolex resta il punto di riferimento di chi guarda agli orologi come asset.

1) Un punto d’ingresso ancora definito

  • I Rolex entry-level restano il modo più semplice per entrare nel mercato. Con il listino 2026 l’Oyster Perpetual 28 parte da 6.000 euro, dopo un aumento di 150 euro rispetto al 2025 esteso a tutta la collezione. È una soglia molto più alta rispetto a pochi anni fa, ma resta la porta d’accesso più economica al catalogo ufficiale. Sul mercato dell’usato si trovano Rolex vintage e referenze neo-vintage a cifre inferiori.

2) Scarsità governata, non subita

  • Nel 2025 Rolex ha prodotto circa 1,15 milioni di orologi, riducendo volontariamente i volumi del 2% per il secondo anno consecutivo, secondo il nono report annuale Swiss Watcher di Morgan Stanley e LuxeConsult. È una scelta deliberata: meno pezzi immessi sul mercato significano liste d’attesa più lunghe e un mercato secondario più teso sulle referenze più ricercate.

3) Un marchio che domina l’intero settore

  • Sempre secondo Morgan Stanley e LuxeConsult, nel 2025 Rolex ha superato gli 11 miliardi di franchi svizzeri di fatturato wholesale, pari a circa 16 miliardi a valore retail, conquistando il 32,9% dell’intero mercato orologiero svizzero per valore (il 34,4% includendo Tudor). Il dato è ancora più significativo se si considera che nel 2025 le esportazioni orologiere svizzere sono calate dell’1,7% in valore, con volumi scesi a 14,6 milioni di pezzi, il minimo da decenni. Rolex cresce mentre il settore arretra.

4) Liquidità reale sul mercato secondario

  • È il vantaggio che manca a quasi tutti gli altri beni da collezione. Il Report Rolex 2026 di Chrono24, costruito su diversi milioni di transazioni concluse tra il 2018 e il secondo trimestre 2026, attribuisce al marchio il 30,5% del volume delle transazioni sulla piattaforma, contro l’11% di Omega e il 6% circa di Patek Philippe. Nella fascia tra 10.000 e 20.000 euro la quota Rolex sale al 61,4%. Un Rolex si rivende in tempi rapidi e a un prezzo osservabile: è la definizione operativa di liquidità.

5) Un livello di prezzo che non è tornato indietro

  • L’indice dei prezzi Rolex di Chrono24 resta circa il 55% sopra il livello del 2019 ed è salito di circa il 7% negli ultimi dodici mesi. La frenesia pandemica è finita, ma i valori non sono affatto tornati al punto di partenza.

Come investire in Rolex passo dopo passo

Prima di acquistare un Rolex come forma di investimento è importante procedere con metodo. Ecco i passaggi da rispettare.

Per prima cosa, bisogna informarsi e capire quali referenze sono davvero richieste sul mercato. Non basta il nome del modello: contano la referenza completa (per esempio 126610LN o 126710BLNR), l’anno di produzione e la configurazione. Referenze diverse della stessa collezione possono avere andamenti opposti.

Una volta individuati i modelli più interessanti, occorre selezionare venditori affidabili: un rivenditore autorizzato, una casa d’aste conosciuta, un dealer specializzato con reputazione verificabile oppure un marketplace che offra servizi di deposito a garanzia e autenticazione. Meglio evitare i canali improvvisati.

Individuato l’orologio, verificare sempre che sia autentico. Chiedere i certificati, controllare il numero di serie sul rehaut (presente sui modelli successivi al 2007-2008) e assicurarsi che la documentazione sia completa.

Se si acquista un modello usato o vintage, è ancora più importante valutarne le condizioni e l’originalità: cassa, bracciale, quadrante e movimento devono essere in buono stato e, soprattutto, originali. Quadranti ridipinti, componenti non Rolex e lucidature aggressive abbattono il valore. Un esemplare conservato con la sua patina vale più di uno «rinnovato».

Confrontare i prezzi tra più rivenditori e, se la trattativa lo consente, negoziare. Gli indici pubblici di WatchCharts e Chrono24 permettono oggi di verificare in pochi minuti se un prezzo richiesto è in linea con il mercato.

Chiedere sempre la garanzia e una ricevuta d’acquisto, anche se si compra da un privato. Sono elementi fondamentali per tutelarsi.

Infine, mettere in conto i costi accessori. Un Rolex non produce cedole né dividendi: la manutenzione periodica, l’assicurazione e l’eventuale custodia sono costi che erodono il rendimento e vanno calcolati prima, non dopo.

Quale Rolex comprare per investimento

Per investire in un Rolex, alcune collezioni hanno dimostrato negli anni una tenuta superiore. I dati di Chrono24 sul 2026 permettono di ordinarle per peso effettivo sul mercato secondario, non per percezione.

  1. Rolex Datejust: è la sorpresa del 2026. Con circa il 28% del valore delle transazioni Rolex su Chrono24, è oggi la collezione più importante del marchio, davanti a tutti gli sportivi. Il merito è della varietà: generazioni, metalli, quadranti, bracciali e diametri diversi lo rendono adatto a un pubblico amplissimo. Rappresenta il 42,8% della spesa Rolex tra le donne, contro il 23,1% tra gli uomini. Le referenze a cinque cifre hanno mostrato una notevole stabilità: la ref. 16234 con cassa in acciaio e lunetta in oro bianco è cresciuta di quasi il 21% tra maggio 2021 e maggio 2026.
  2. Rolex GMT-Master II: seconda collezione per valore, con il 14%. Progettato nel 1954 in collaborazione con Pan Am per piloti e navigatori, mostra due fusi orari e deve la sua fama alla lunetta bicolore «Pepsi» in bachelite rosso e blu. Tre delle otto referenze Rolex più scambiate del 2026 appartengono a questa famiglia: la ref. 126710BLNR «Batman» a circa 15.908 euro (+6,3% su base annua), la ref. 126710BLRO «Pepsi» a 23.052 euro (+24,0%) e la ref. 126710GRNR «Bruce Wayne» a 18.125 euro (+2,9%).
  3. Rolex Submariner: lanciato nel 1953 e presentato nel 1954, resta il subacqueo più riconoscibile al mondo, impermeabile fino a 300 metri. Vale circa il 12% del valore delle transazioni Rolex. Le referenze più scambiate sono il Submariner Date ref. 126610LN a circa 12.513 euro (+3,3%), il Submariner no-date ref. 124060 a 11.446 euro (+4,5%) e il ref. 126610LV «Starbucks» con lunetta verde a 13.358 euro (+0,7%). È noto anche per essere l’orologio associato a James Bond nei primi film della saga.
  4. Rolex Cosmograph Daytona: altro 12% del valore delle transazioni. Lanciato nel 1963 come cronografo per i piloti da corsa, misura velocità fino a 400 km/h. In catalogo la versione in acciaio ref. 126500LN ha un listino di 16.650 euro, rimasto invariato anche dopo l’adeguamento di giugno 2026. La referenza fuori produzione 116500LN viaggia invece intorno ai 27.505 euro sul secondario, in crescita del 6,7% su base annua. È il modello che più di ogni altro funziona insieme come orologio sportivo, pezzo da collezione e status symbol.
  5. Rolex Day-Date: circa il 6% del valore delle transazioni. Conosciuto come «President’s Watch», è prodotto esclusivamente in metalli preziosi. Il Day-Date 40 ha un listino intorno ai 49.800 euro dopo gli aumenti del 2026. Sul secondario la ref. 118238 è passata da circa 19.700 euro del 2021 a circa 26.100 euro nell’aprile 2026, con un incremento superiore al 32%: una performance trainata in buona parte dalla corsa del prezzo dell’oro, più che dalla desiderabilità dell’orologio in sé.
  6. Rolex Explorer ed Explorer II: introdotti rispettivamente nel 1953 e nel 1971, sono i modelli tecnici per esploratori e speleologi, apprezzati per robustezza e leggibilità. Restano tra i punti d’ingresso più razionali al mondo Rolex sportivo, ma vanno scelti con attenzione: come si vedrà, l’Explorer II ref. 16570 è il peggior performer quinquennale del marchio.
  7. Rolex Sea-Dweller: apprezzato per la resistenza all’acqua e la valvola di scarico dell’elio, è tra i più rari e ricercati dal suo lancio nel 1967. La ref. 16660 del 1978, con valvola potenziata e vetro zaffiro, è particolarmente valutata per rarità e funzionalità.
  8. Rolex Yacht-Master e Yacht-Master II: lanciato nel 1992, lo Yacht-Master nasce per le regate. Nel 2026 Rolex ha riportato in catalogo lo Yacht-Master II, il cronografo con conto alla rovescia da regata uscito di produzione nel 2024, in una nuova generazione azionata da due pulsanti al posto della lunetta Ring Command.

Questi sono alcuni dei Rolex che si sono dimostrati investimenti sicuri nel tempo, ma i veri intenditori riescono ad anticipare i trend prima ancora che si manifestino.

I Rolex che potrebbero apprezzarsi di più

Il meccanismo più affidabile per anticipare una rivalutazione resta la messa fuori produzione. Il 2026 ne ha offerto l’esempio più netto degli ultimi anni.

Il Rolex GMT-Master II «Pepsi» Ref. 126710BLRO è uscito dal catalogo nella primavera 2026, sia nella versione in acciaio sia in quella in oro bianco, e Rolex non ha introdotto alcun sostituto con lunetta rossa. La reazione è stata immediata: secondo Chrono24 il valore stimato è salito di circa il 24% in dodici mesi, arrivando a 23.052 euro; WatchCharts registra un guadagno vicino al 12% nel solo primo trimestre 2026, con la referenza in acciaio scambiata intorno ai 22.500 dollari, seguito da un assestamento dopo il 13 aprile a fronte di un numero record di annunci in vendita. È il caso di scuola di come la scarsità muova il prezzo, e anche di come rientri in parte quando l’offerta si riversa sul mercato.

Rolex GMT-Master II Ref. 16710 Rolex GMT-Master II Ref. 16710 Fonte Rolex

Il Rolex Submariner Ref. 16610, prodotto dal 1988 al 2010, resta la porta d’ingresso più razionale al Submariner storico. Rispetto ai modelli attuali con lunetta in ceramica risulta più accessibile, e i collezionisti privilegiano le versioni con luminescenza al trizio. Va confrontato con il ref. 124060 attuale, che sul secondario si aggira sugli 11.250 euro con una crescita quinquennale di appena lo 0,5%: chi cerca rendimento sul Submariner deve guardare al vintage, non al modello in produzione.

Rolex Submariner Ref. 16610 Rolex Submariner Ref. 16610 Fonte Rolex

Il Rolex Datejust Ref. 16234, lanciato nel 1988, resta l’opzione migliore per entrare nel mondo Rolex con un esborso contenuto. Estetica retrò e funzionalità moderne grazie al calibro 3135 e al vetro zaffiro, cassa in acciaio da 36 mm e lunetta zigrinata in oro bianco. È anche la referenza con la performance quinquennale più solida tra quelle monitorate da Chrono24: +21% circa tra maggio 2021 e maggio 2026. La variante bicolore ref. 16233 si è fermata poco sotto il 6% nello stesso arco temporale.

Datejust Rolex Datejust Rolex Fonte Rolex

Il Rolex Explorer II Ref. 16570 è il contro-esempio necessario. Prodotto dal 1989 per ventidue anni e sostituito dalla ref. 216570, ad aprile 2026 costa in media 7.200 euro su Chrono24. Dopo il picco di 8.900 euro dell’estate 2022 è tornato esattamente al prezzo della primavera 2021: un rendimento quinquennale pari a zero. Resta un ottimo orologio e un possibile punto d’ingresso, ma va comprato per quello che è, non per quello che il mercato prometteva nel 2022.

Rolex Explorer II Ref. 16570 Rolex Explorer II Ref. 16570 Fonte Rolex

Il Rolex Explorer II Ref. 1655, introdotto nel 1971, presenta un design inconfondibile con lunetta fissa a 24 ore e lancetta arancione supplementare per il secondo fuso orario. È il classico vintage a domanda ristretta ma stabile, sostenuto da un pubblico di collezionisti fedele più che dalle mode del secondario.

Rolex Explorer II Ref. 1655 Rolex Explorer II Ref. 1655 Fonte Rolex

Merita una nota anche il Rolex Milgauss, uscito di produzione nel 2023. Lanciato nel 1956 per medici, ingegneri e scienziati esposti a campi elettromagnetici, con vetro zaffiro verde e lancetta dei secondi a forma di fulmine arancione, è oggi reperibile solo sul mercato secondario. La sua uscita dal catalogo ne ha spinto i valori, ma è un fuori produzione ormai maturo: l’effetto scarsità è in gran parte già prezzato.

Quanto rende davvero un Rolex: i numeri del 2026

È la domanda che conta, e la risposta va data con i numeri.

Dopo tre anni di stagnazione, il mercato secondario è tornato a salire. Il WatchCharts Overall Market Index, costruito su 300 orologi dei dieci principali marchi di lusso, ha guadagnato oltre il 10% in dodici mesi. Secondo un report di Morgan Stanley di maggio 2026 citato da Forbes, i prezzi del secondario sono cresciuti dell’1,9% nel primo trimestre 2026, terzo trimestre consecutivo sopra il punto percentuale.

Rolex ha però smesso di essere il traino. A febbraio 2026 l’indice Rolex di WatchCharts segnava +7,9% su base annua, contro il +16,2% di Patek Philippe e il +11,4% di Tudor. E l’andamento del 2026 è stato tutt’altro che lineare: +2,5% ad aprile, -2,2% a maggio (peggior marchio del mese, con GMT-Master, Daytona e Yacht-Master tutti in calo oltre il 2%), -0,2% a giugno, -0,6% a luglio e +0,5% ad agosto.

Il dettaglio più interessante riguarda proprio maggio. WatchCharts ha registrato nei mesi di aprile e maggio 2026 un numero record di nuovi annunci sulle referenze dell’indice Rolex, con livelli di offerta in rottura rispetto al trend storico dal 2022. La lettura degli analisti è esplicita: si tratta di uno smobilizzo di scorte acquistate a scopo speculativo, su scala minore rispetto alla bolla dei primi anni Venti ma con la stessa dinamica. Nella stessa finestra, il 1° giugno 2026 Rolex ha applicato un nuovo adeguamento di listino.

Questo aumento è stato selettivo, ed è un dato utile a chi compra. Sono state ritoccate soprattutto le referenze con contenuto rilevante di metallo prezioso: il Daytona in oro massiccio o su Oysterflex sale in media del 4,4%, il Submariner Date in oro giallo passa da 48.000 a 50.300 euro (+4,8%), il GMT-Master II in oro giallo da 47.900 a 50.200 euro. Sono invece rimaste ferme le referenze sportive in acciaio: Oyster Perpetual, Explorer, Explorer II, Submariner, Daytona e GMT-Master II in acciaio, con il GMT-Master II confermato a 11.650 euro con bracciale Oyster e 11.900 euro con bracciale Jubilee. Il divario tra listino ufficiale e mercato parallelo sugli sportivi in acciaio resta quindi intatto.

Quando conviene comprare e quando no

Il momento peggiore per comprare è quello in cui tutti stanno comprando. Chi ha acquistato durante il picco della primavera 2022 ha visto le proprie referenze consolidare per anni: il Submariner ref. 124060 ha toccato quasi 15.000 euro a marzo 2022 e oggi ne vale circa 11.250, mentre il Pepsi 126710BLRO era arrivato a sfiorare i 29.000 euro quattro anni prima di scambiare intorno ai 21.500.

Il momento migliore è invece quello in cui il prezzo si è stabilizzato e la scarsità è strutturale, non annunciata. Rincorrere una referenza il giorno dopo la notizia della messa fuori produzione significa quasi sempre comprare dopo il rialzo: sul Pepsi, la parte più rapida del movimento si è esaurita nel primo trimestre 2026.

Vale poi un criterio dimensionale. Gli orologi non generano reddito passivo, non distribuiscono cedole e comportano costi di manutenzione: rappresentano un asset di diversificazione, non il centro di un portafoglio.

Da tenere d’occhio, infine, un canale che sta cambiando le regole del mercato dell’usato: il programma ufficiale Rolex Certified Pre-Owned, che secondo Morgan Stanley e LuxeConsult vale già il 5% del giro d’affari di Watches of Switzerland. La formalizzazione del secondario da parte del marchio riduce il rischio di autenticità per chi compra, ma comprime anche i margini di chi sperava di rivendere con forti premi.

Ha davvero senso investire in un Rolex oggi?

Sì, ma con aspettative diverse da quelle di cinque anni fa. Il 2026 restituisce un mercato più maturo: prezzi in ripresa lenta, domanda più distribuita, concorrenti che recuperano terreno. Dal 2023 Rolex ha perso tra i tre e gli otto punti percentuali di quota nelle principali fasce di prezzo su Chrono24, con Cartier in avanzamento sotto i 10.000 euro e Patek Philippe e Vacheron Constantin sopra i 20.000.

Non bisogna cadere nell’errore di pensare che «qualsiasi Rolex salga di prezzo». I numeri dicono il contrario: nello stesso quinquennio in cui il Day-Date ref. 118238 ha guadagnato oltre il 32%, l’Explorer II ref. 16570 non si è mosso di un euro. La differenza non la fa il marchio, la fa la referenza.

Il punto di forza di Rolex resta la solidità: riconoscibilità globale, tradizione, liquidità immediata sul secondario e una quota di mercato che nessun altro marchio di lusso può vantare nel proprio settore. Per molti, possedere un Rolex è già di per sé un traguardo. Se poi l’orologio si rivaluta, tanto meglio.

Detto questo, non tutti i momenti sono buoni per acquistare e non tutti i modelli hanno lo stesso potenziale. Vale la pena studiare il mercato, verificare i dati sugli indici pubblici prima di trattare e, se serve, chiedere consiglio a chi se ne intende.

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