Il vecchio sistema noto come «The old boys’ club» si è evoluto oggi in un network finanziario. Se un tempo, in Gran Bretagna, il potere era detenuto dalla nobiltà terriera e dalla classe commerciale coloniale, oggi le redini sono passate nelle mani dei rappresentanti della finanza internazionale. Un sistema informale, in cui uomini facoltosi, con un retroterra sociale e culturale simile, si aiutano a vicenda negli affari, proprio come accadeva nella “rete di vecchi ragazzi” d’un tempo.
L’attuale network finanziario appare più accessibile, aperto anche alle donne, ma non meno feroce ed elitario dell’Old Boys’ Club.
Intrecciando una rete di amicizie, rapporti inossidabili e interessi economico-finanziari, i protagonisti dell’alta finanzia sono riusciti così a mettere le mani sul potere politico, prima influenzandolo, poi conquistandolo in maniera diretta. Questa l’analisi al vetriolo fatta dalla giornalista Nesrine Malik sulle colonne del Guardian.
Secondo Malik, gli interessi politici, personali e finanziari, condivisi dagli attori di questa rete, sono il collante che li lega, trasformandoli in una sorta di “grande famiglia”, dove interessi personali, di partito ed economici sono intrecciati indissolubilmente. E dove, anche quando si litiga, ci si perdona sempre, in nome di un bene più grande, da spartirsi tra pochi intimi. A discapito della maggioranza.
Gli ultimi scandali, che hanno coinvolto il partito conservatore britannico, sono stati il punto di partenza per un’analisi sul cambiamento dell’élite, sempre più legata al mondo dell’alta finanza. Una trasformazione evidente se si guarda a quanto sta accadendo in questi giorni, con il numero uno della BBC Richard Sharp al centro di due diversi filoni di indagine. Tra le accuse a suo carico, quella di essere stato raccomandato da Boris Johnson e di aver ricambiato il favore, aiutando l’ex premier a ottenere un prestito di 800.000 sterline.
Inutile ricordare che l’attuale primo ministro, Rishi Sunak, strenuo liberista, già dipendente di Goldman Sachs e in seguito partner presso la società di gestione di hedge fund The Children’s Investment Fund Management, è stato allievo proprio di Sharp. Quest’ultimo, anni dopo, è stato scelto da come consigliere economico proprio da Sunak, durante la pandemia.
The Guardian ha riepilogato numerosi casi, tutti simili tra loro, mostrando l’ascesa di una élite di uomini d’affari appartenenti allo stesso ambiente dell’alta finanzia: il deputato Sajid Javid, da direttore di Deutsche Bank alla JP Morgan; George Osborne, volto noto del Parlamento britannico, ha accettato un lavoro con Black Rock e negli ultimi mesi si è legato alla banca d’investimenti Robey Warshaw; Nadhim Zahawi, ex presidente del partito conservatore, noto per il suo legame con le compagnie petrolifere.
Le ultime settimane di scandali nel partito conservatore sono la prova che questa rete è ancora viva e vegeta.
Cosa distingue, si chiede provocatoriamente Malik, i membri di questa élite finanziaria, da un’oligarchia?