Collegare il telefono alla porta USB dell’auto, ecco perché non dovresti farlo

Pasquale Conte

30 Novembre 2025 - 13:30

Sei solito collegare il tuo smartphone all’auto tramite porta USB? In pochi lo sanno, ma c’è un motivo per il quale dovresti smettere subito di farlo.

Collegare il telefono alla porta USB dell’auto, ecco perché non dovresti farlo

Da ormai qualche anno, collegare un cavo USB dall’auto al telefono è diventata un’azione consueta. Può tornare utile per ascoltare la propria musica preferita tramite Spotify, per rispondere alle chiamate senza togliere le mani dal volante, per avere le mappe direttamente nel sistema di infotainment e molto altro. C’è anche un altro motivo per cui questa semplice azione può tornare utile: ricaricare la batteria del dispositivo.

Da anni è stato aperto un lungo dibattito sul tema. In molti, infatti, sostengono che questa abitudine può diventare pericolosa per i nostri smartphone. Il motivo? Il consumo energetico non è lo stesso e dunque un utilizzo improprio rischia di danneggiare sia la batteria del telefono sia quella dell’auto.

Caricare il telefono in auto è pericoloso?

Sempre più spesso, oltre a collegare il telefono all’auto per la ricarica, o per utilizzare sistemi come Apple CarPlay e Android Auto, gli utenti attaccano al cavo USB anche tablet, console portatili o più smartphone contemporaneamente. Qui scatta un grosso problema: non tutte le porte USB sono attrezzate per fornire l’alimentazione richiesta da questi dispositivi.

L’industria dell’automotive ha integrato le porte USB da anni, ma non sono tutte uguali. Per le auto di fascia media, di solito si trovano porte standard 2.0 o 3.0, ossia formati pensati per trasferire dati, non per la ricarica rapida. Il loro livello di potenza rimane sufficiente per poter mantenere acceso un telefono mentre si ascolta musica o si utilizza un’app per la navigazione, ma non basta per alimentare dispositivi ad alto consumo.

Se un utente collega un dispositivo che richiede più energia, l’auto non sarà in grado di compensare la differenza. E questo rischia di degradare la batteria del device stesso, oltre che sovraccaricare l’impianto elettrico del veicolo.

Il ruolo dell’USB Power Delivery

Uno standard che gioca un ruolo chiave in questo senso è l’USB Power Delivery, pensato non solo per consentire la ricarica rapida, ma anche per modificare la tensione in base alle esigenze del device collegato. Di base, è in grado di gestire fino a 20 V e correnti di 5 A, garantendo una ricarica fino a 240 W.

Funziona anche in auto? Sì, ma solo se il veicolo è compatibile, altrimenti i rischi aumentano perché il telefono proverà ad assorbire più energia di quanto la macchina sia in grado di fornire.

Per questo motivo, gli esperti consigliano di utilizzare un adattatore per la presa accendisigari dell’auto. Si tratta di dispositivi studiati per gestire potenze più elevate, dai 12W fino ai 45W. E non solo, perché spesso sono anche compatibili con tecnologie come QuickCharge e Power Delivery. In queste condizioni, ti assicuri del fatto che l’energia proveniente dal sistema principale elettrico del veicolo non venga forzata.

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