Attenzione a questi 5 peggiori ETF sulla clean energy

Redazione ETF

23/01/2024

Analizziamo i peggiori prodotti in uno megatrend meno performanti nell’ultimo anno: la clean energy.

Attenzione a questi 5 peggiori ETF sulla clean energy

L’anno 2024 si prospetta come un periodo di sfide significative per gli Exchange-Traded Fund (ETF) dedicati all’energia pulita, che continuano a navigare attraverso un contesto complesso.

Nonostante un 2023 positivo per alcuni settori degli ETF, il comparto dell’energia pulita ha sperimentato uno dei suoi periodi più difficili. La combinazione di eccesso di offerta in specifici segmenti di mercato e la sensibilità ai tassi di interesse ha gettato un’ombra sulla transizione energetica, influenzando negativamente le performance di importanti fondi.

Esaminiamo dettagliatamente i cinque ETF che hanno segnato le performance più deboli nell’ultimo anno, contribuendo al difficile scenario che ha caratterizzato il settore dell’energia pulita nel 2023.

I 5 ETF che sono crollati nell’ultimo anno

1. Il primo prodotto analizzato è l’Invesco Solar Energy UCITS ETF Acc, che ha registrato un drastico calo del 46,41% nell’ultimo anno. Questo fondo replica l’indice MAC Global Solar Energy, comprendendo aziende operanti nel settore dell’energia solare. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,69% annuo, e nonostante sia un ETF di piccole dimensioni con un patrimonio gestito di 55 milioni di Euro, ha subito fortemente gli impatti dell’eccesso di offerta e della sensibilità ai tassi di interesse.

2. Il Global X Solar UCITS ETF USD è il secondo in classifica, con una flessione annuale del 45,89%. Questo ETF, replicante l’indice Solactive Solar, ha una spesa complessiva dell’0,50% annuo ed è anch’esso di dimensioni molto piccole, con un patrimonio gestito di 3 milioni di Euro. La sua performance negativa è stata influenzata dall’andamento del settore solare, che ha subito pressioni da fattori macroeconomici.

3. Il Global X CleanTech UCITS ETF USD Accumulating è al terzo posto, con una diminuzione del 41,75%. Questo fondo segue l’indice Indxx Global CleanTech, che comprende aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie per ridurre l’impatto ambientale. Con una spesa complessiva dell’0,50% annuo e un patrimonio gestito di soli 2 milioni di Euro, l’ETF ha risentito delle incertezze nel mercato delle tecnologie pulite.

4. Il Global X China Clean Energy UCITS ETF USD Accumulating occupa la quarta posizione. Questo fondo replica l’indice Solactive China Clean Energy e ha una spesa complessiva dell’0,68% annuo. La sua performance negativa può essere ricondotta alla volatilità nel settore dell’energia rinnovabile in Cina, accentuata da problematiche specifiche legate al mercato cinese delle energie pulite.

5. Il quinto e ultimo ETF in analisi è l’HANetf Solar Energy UCITS ETF, che ha segnato un calo del 38,96%. Questo fondo replica l’indice EQM Global Solar Energy e ha una spesa complessiva dell’0,49% annuo. Pur essendo di dimensioni molto piccole, con un patrimonio gestito di 6 milioni di Euro, ha subito gli impatti negativi dell’eccesso di offerta nel settore solare, che ha contribuito al ribasso dei prezzi dell’energia solare.

In sintesi, l’analisi di questi cinque ETF mette in luce come il settore dell’energia pulita abbia affrontato sfide significative nel corso dell’ultimo anno. L’eccesso di offerta in settori chiave e la sensibilità ai tassi di interesse hanno influito pesantemente sulle loro performance, sottolineando la complessità e la volatilità che caratterizzano il panorama degli investimenti nell’ambito dell’energia sostenibile. Vediamo adesso l’outlook per quest’anno!

Prospettive Future per il Settore dell’Energia Pulita nel 2024

L’analisi delle prospettive future per il settore dell’energia pulita nel 2024 rivela un quadro complesso, caratterizzato da sfide persistenti e la speranza di una ripresa. Mentre il 2023 è stato un anno difficile per gli ETF focalizzati sull’energia pulita, diversi fattori lasciano intendere che il settore potrebbe sperimentare una fase di adattamento nell’anno in corso.

Innanzitutto, la crescente consapevolezza globale sull’importanza della transizione verso fonti energetiche più sostenibili potrebbe fungere da catalizzatore per il rinnovato interesse degli investitori. Le pressioni ambientali e le azioni dei governi orientate alla sostenibilità potrebbero innescare una domanda rinnovata per le aziende attive nel settore delle energie rinnovabili.

Tuttavia, la sovrabbondanza di offerta e la sensibilità ai tassi di interesse rimangono sfide significative. È essenziale monitorare da vicino l’evoluzione delle politiche governative, in particolare per quanto riguarda gli incentivi alle energie rinnovabili e le strategie per affrontare l’eccesso di capacità produttiva.

Il contesto macroeconomico, con particolare attenzione ai tassi di interesse, svolgerà un ruolo cruciale nelle prospettive del settore. Una stabilizzazione e, eventualmente, una riduzione degli interessi potrebbero ridurre la pressione finanziaria sulle aziende del settore, consentendo loro di investire in innovazione e crescita.

Inoltre, la dinamica tra domanda e offerta sarà fondamentale per determinare il destino del settore. Sebbene la domanda sia in costante crescita, è cruciale ridurre il divario con l’offerta per ristabilire l’equilibrio e stimolare una ripresa dei prezzi. Il rientro degli investimenti nel settore potrebbe essere catalizzato da una convergenza tra la crescente richiesta di energie pulite e la capacità del settore di soddisfarla in modo sostenibile.

I recenti sviluppi tecnologici e l’innovazione nel campo delle energie rinnovabili rappresentano anche un elemento di speranza per il settore. L’emergere di soluzioni più efficienti e sostenibili potrebbe rafforzare la competitività delle aziende e offrire nuove opportunità di investimento.

In conclusione, sebbene il 2023 sia stato un anno di sfide per il settore dell’energia pulita, il 2024 potrebbe presentare una finestra di opportunità per una ripresa. Gli investitori attenti alle dinamiche del mercato, alla legislazione ambientale e alle tendenze tecnologiche potrebbero trovare spazi per posizionarsi in modo strategico in un settore che gioca un ruolo fondamentale nella creazione di un futuro più sostenibile.

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