Dalla California ad ARK Invest, dai trionfi del 2020 al titolo di peggior «distruttrice di ricchezza» del decennio: ritratto e portafoglio aggiornato dell’investitrice più divisiva di Wall Street
Cathie Wood non ha mai smesso di dividere Wall Street, e le ultime settimane lo confermano in maniera importante. Il 10 settembre 2026 i fondi ARK hanno ruotato circa 27,9 milioni di dollari dalle azioni Alphabet a quelle Meta Platforms, muovendosi in direzione esattamente opposta a Warren Buffett, che con Berkshire Hathaway sta invece accumulando Big G.
Nello stesso periodo ha continuato ad acquistare nel comparto crypto durante la fase debole del settore: Circle Internet Group, Coinbase Global e Robinhood Markets pesavano all’8 settembre rispettivamente per il 6%, il 4,6% e il 4,3% dell’ARK Innovation ETF, un fondo da 6,5 miliardi di dollari. Insieme valgono quasi il 15% del portafoglio, circa 970 milioni di dollari. A giugno aveva già stupito i mercati costruendo in un solo giorno una posizione da oltre 500 milioni di dollari su SpaceX il giorno della quotazione, finanziandola con vendite su AMD, Tesla e altre venti società. Chi è, davvero, la donna dietro queste scelte?
Chi è Cathie Wood e come è diventata un’autentica guru della finanza
Catherine Duddy Wood è nata nel 1955 a Los Angeles, primogenita di Gerald e Mary Duddy, immigrati irlandesi. Il padre aveva servito nell’esercito irlandese e poi nella United States Air Force come ingegnere dei sistemi radar, un dettaglio che spiega molto della sua ossessione per la tecnologia come leva di trasformazione sociale. Cattolica praticante, si è diplomata nel 1974 alla Notre Dame Academy di Los Angeles, liceo cattolico femminile, e nel 1981 si è laureata summa cum laude alla University of Southern California con un Bachelor of Science in finanza ed economia. Tra i suoi professori c’era Arthur Laffer, l’economista della Curva di Laffer e consigliere di Ronald Reagan e Donald Trump, che ne divenne il mentore.
Proprio Laffer nel 1977 le procurò il primo impiego, come assistente economista a Capital Group, dove restò tre anni. Nel 1980 si trasferì a New York per entrare in Jennison Associates come capo economista, analista, gestore di portafoglio e managing director: ci rimase diciotto anni. All’inizio degli anni Ottanta si fece notare dibattendo pubblicamente con l’economista Henry Kaufman, sostenendo che i tassi d’interesse avessero già toccato il picco.
Nel 1998 fondò con Lulu C. Wang l’hedge fund Tupelo Capital Management. Nel 2001 approdò ad AllianceBernstein come chief investment officer delle strategie tematiche globali, gestendo 5 miliardi di dollari per dodici anni. Fu lì che arrivò la battuta d’arresto: durante la crisi finanziaria del 2008 le sue masse fecero peggio del mercato, perché la preferenza per le società in crescita rispetto a quelle value genera una volatilità molto più elevata. Quando nel 2014 propose ETF a gestione attiva costruiti sull’innovazione dirompente, l’azienda giudicò l’idea troppo rischiosa. Wood se ne andò e fondò ARK.
Cos’è Ark Invest? Qual è il portafoglio di Cathie?
ARK Investment Management nasce nel gennaio 2014 con sede oggi a St. Petersburg, in Florida. Il nome richiama l’Arca dell’Alleanza, che Wood stava leggendo nella One-Year Bible in quel periodo, e insieme l’acronimo di Active Research Knowledge. I primi quattro ETF furono finanziati con capitali di Bill Hwang, il finanziere poi condannato per frode e fondatore del collassato Archegos Capital.
La gamma si è allargata negli anni con ETF tematici dedicati a innovazione dirompente, internet di nuova generazione, rivoluzione genomica, robotica e tecnologia autonoma, innovazione fintech, stampa 3D, innovazione israeliana, criptovalute ed esplorazione spaziale, quest’ultimo lanciato nel 2021. Esiste poi l’ARK Venture Fund, veicolo semi-liquido accessibile da piattaforme partner come SoFi e Robinhood con un investimento minimo di 500 dollari e finestre di rimborso trimestrali, che detiene simultaneamente posizioni in SpaceX, OpenAI e Anthropic.
Il portafoglio azionario dichiarato nel 13F del secondo trimestre 2026 vale circa 15,4 miliardi di dollari distribuiti su 191 posizioni, mentre il Form ADV depositato alla SEC indica circa 16 miliardi di masse regolamentari complessive. Le prime cinque posizioni, Tesla, Advanced Micro Devices, SpaceX, Tempus AI e Robinhood, pesano da sole circa il 25% degli attivi. SpaceX era già l’11,38% del patrimonio netto dell’ARK Venture Fund a maggio 2026, davanti a OpenAI e Anthropic, e ARK ci era entrata nel 2023 quando la società valeva meno di 200 miliardi.
Lo stile di investimento di Cathie Wood
Wood investe in aziende che, a suo giudizio, plasmeranno il futuro: intelligenza artificiale, Bitcoin e blockchain, sequenziamento del DNA, robotica e automazione, accumulo energetico. L’orizzonte dichiarato è di cinque anni, il che rende i suoi fondi tutto fuorché adatti a chi guarda al trimestre. Lei stessa rivendica una parentela con il metodo di Buffett, con una differenza sostanziale: l’Oracolo di Omaha cerca aziende di valore oggi, Mama Cathie , come la chiamano i fan, cerca quelle che avranno valore domani.
I numeri raccontano un percorso da montagne russe. Nel 2020 l’ARK Innovation ETF (ARKK) è stato il miglior fondo azionario globale con almeno un miliardo di dollari di attivi e Wood è stata incoronata miglior stock picker dell’anno da Bloomberg. Poi ARKK ha perso il 24% nel 2021, è stato il peggiore tra i fondi azionari coperti da Morningstar nel primo trimestre 2022 e ha ceduto circa l’80% dai massimi. Nei dieci anni chiusi a fine 2023 ha reso il 122%, meno della metà del 330% del Nasdaq-100, e Morningstar ha classificato ARK come la peggiore famiglia di fondi per distruzione di ricchezza del decennio. Nel 2023 e nel 2025, però, è tornato in vetta: nel 2025 ARKK ha guadagnato il 23,4% fino al terzo trimestre contro il 6,8% dell’S&P 500, e a gennaio 2026 Morningstar lo ha collocato al quinto posto tra i migliori ETF dell’anno precedente, con quattro fondi ARK nelle prime cinque posizioni. La costante è il rischio: chi compra, lo compra consapevolmente.
Quanto guadagna Cathie Wood? Cosa sappiamo sul patrimonio dell’investitrice
Qui va sfatato un equivoco: Cathie Wood non è una miliardaria (ma comunque se la passa bene). Le stime indipendenti più aggiornate collocano il suo patrimonio personale nel 2026 in una forchetta compresa tra i 220 e i 300 milioni di dollari, con il valore centrale intorno ai 250 milioni. La confusione nasce dal sovrapporre i miliardi che ARK gestisce per conto dei clienti alla ricchezza personale della fondatrice: sono due grandezze distinte.
La traiettoria di quelle stime è eloquente quanto il numero. Forbes la valutava vicina ai 400 milioni di dollari al picco del 2021, poi circa 140 milioni nel 2022, quando sia gli attivi di ARK sia i ricavi da commissioni crollarono. Il motivo di oscillazioni così violente è strutturale e abbastanza lampante: ARK Investment Management è una società privata, Wood non deposita alcuna dichiarazione patrimoniale personale e la parte preponderante della sua ricchezza consiste nella sua quota di controllo, stimata intorno al 50%, più il flusso di commissioni di gestione. ARKK applica un expense ratio dello 0,75%, molto sopra la media degli ETF passivi, il che lega il reddito di Wood in modo quasi meccanico all’andamento delle masse.
Sul fronte degli asset personali, la trasparenza è minima. Wood ha dichiarato che Bitcoin rappresenta circa il 25% del suo patrimonio netto, senza mai specificare la quantità di criptovaluta detenuta né indicare wallet individuali: la sua esposizione, ha spiegato, è in larghissima parte istituzionale, cioè dentro i fondi che gestisce. Nessuna fonte ufficiale documenta portafogli personali separati.