Ex numero 2 al mondo (con tanto di finale al Roland Garros) e un post carriera roseo al fianco di Stan Wawrinka. Sinner avrebbe scelto la guida sicura di Norman per il post Darren Cahill
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Svedese, ex giocatore (numero 2 del ranking ATP), una finale al Roland Garros e ben 12 titoli vinti in carriera. Il pedigree di Magnus Norman è quello del grande giocatore, sfortunato per gli infortuni ma comunque con un palmares di tutto il rispetto. Uno degli ultimi gioielli di quella scuola svedese che conquistò tutto quello che c’era da vincere nel tennis, da Borg in poi. E non a caso il post-carriera da allenatore è stato, fin qui, altrettanto luminoso: prima con il conterraneo Soderling, il primo in grado di rompere l’egemonia di Rafa Nadal al Roland Garros nel 2009, e poi soprattutto con Stan Wawrinka, che con Norman, alla soglia dei 29 anni, ha visto trasformarsi la carriera da “gregario di lusso” (nella Svizzera monopolizzata da Federer) a vincitore di ben 3 tornei dello Slam.
Ecco, forse proprio qui si nasconde la probabile decisione di Jannik Sinner, anche se non esiste ancora l’ufficialità. Norman dovrebbe affiancare Simone Vagnozzi, sostituendo Darren Cahill ufficialmente nel 2027, nella stagione che per l’altoatesino sarà senz’altro la più delicata dopo l’infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi dal trionfo di Wimbledon.
Ma chi è davvero Magnus Norman e, soprattutto, cosa si sa sui suoi guadagni e su quello che potrebbe essere “l’ingaggio” come coach di Sinner? Ecco cosa si sa, tra indiscrezioni e ufficialità
Magnus Norman nuovo allenatore di Sinner? L’indiscrezione - non smentita - per il 2027
A far uscire il nome di Norman, nella serata di lunedì, ci ha pensato il Times, con un’esclusiva di Tom Kershaw. Secondo il quotidiano britannico, Sinner avrebbe scelto proprio lo svedese come erede di Cahill: 61 anni, al suo fianco dal giugno 2022, l’australiano voleva già smettere un anno fa, ma poi si era convinto a restare per un’altra stagione. Ora però il ciclo sembra davvero chiuso. Norman (che in questi giorni è a Basilea, dove Wawrinka gioca l’ultimo torneo della carriera) dovrebbe entrare nello staff già a dicembre, giusto in tempo per il rientro di Jannik al Six Kings Slam di Riad, in programma dal 27 al 30 dicembre.
Per il resto, nel team non cambierebbe granché. La formula resta quella dei due allenatori: Vagnozzi continuerebbe a seguire il lavoro di tutti i giorni, mentre a Norman toccherebbe il ruolo che finora è stato di Cahill, cioè portare l’esperienza di chi certe partite le ha giocate (e preparate) ai massimi livelli. E non è nemmeno un nome uscito dal nulla: lo svedese era già stato vicino al team di Jannik quattro anni fa, prima che la scelta cadesse sull’australiano. Il Times racconta poi che nelle ultime settimane diversi top 10 lo avevano cercato (il portale svizzero Tio.ch ha parlato di Holger Rune) e che il clan dell’altoatesino aveva fatto un sondaggio anche con Juan Carlos Ferrero, l’ex coach di Carlos Alcaraz.
La carriera di Magnus Norman, da giocatore top ad allenatore vincente
Nato a Filipstad il 30 maggio 1976, Norman lo sport ce l’ha nel sangue: papà Leif giocava a bandy in seconda divisione (una specie di hockey su ghiaccio, ma all’aperto e con la palla), mamma Leena nuotava in nazionale. La prima racchetta gliela regala la nonna per l’ottavo compleanno, ma per anni il tennis deve dividersi lo spazio con il bandy, tanto che a 16 anni Magnus arriva anche nella nazionale di quella disciplina. Un po’ come Sinner, insomma, che da ragazzino è stato a lungo indeciso tra il tennis e lo sci (dove da giovanissimo ha vinto anche un titolo italiano).
Professionista dal 1995, vince il primo titolo a Båstad nel 1997. Il 1998 è un anno particolare: prima l’operazione per un’aritmia cardiaca, poi, pochi mesi dopo, la Coppa Davis alzata al Forum di Assago contro l’Italia (il primo punto lo porta proprio lui, contro un Andrea Gaudenzi costretto al ritiro sul 6-6 del quinto set). Tra il 1999 e il 2000 vince 10 tornei, più di chiunque altro nel circuito, compresi gli Internazionali d’Italia, l’unico Masters della sua carriera, strappato in finale a Gustavo Kuerten. Il 12 giugno 2000, il giorno dopo la finale persa a Parigi, tocca il best ranking. Poi gli infortuni: ultimo match nel settembre 2003, ritiro nel 2004.
Dopo il ritiro, per tre anni, la racchetta resta in un angolo: Norman studia marketing ed economia alla IHM Business School di Stoccolma e intanto lavora in Catella Fund Management. Il tennis però gli manca, e nel 2008 rientra nel giro accanto a Thomas Johansson e alla squadra olimpica svedese di Pechino. Poi Soderling: con lui, tra 2009 e 2010, arrivano due finali al Roland Garros, due ATP Finals e il 4° posto del ranking. Nel 2011 apre a Danderyd, insieme a Mikael Tillström e Nicklas Kulti, la Good to Great Tennis Academy (dove per un periodo si è allenato anche Grigor Dimitrov). E poi c’è Wawrinka, seguito in tre fasi diverse (2013-2017, 2018-2020 e dalla fine del 2022 a oggi): oltre ai 3 Slam, con lui lo svizzero sale al n. 3 ATP, vince Montecarlo e la Davis nel 2014 e gioca cinque ATP Finals di fila. Nel 2016 per Norman arriva anche il premio di ATP Coach of the Year.
Quanto guadagna Magnus Norman?
Partiamo da quello che si sa con certezza, cioè i soldi vinti in campo. Secondo i dati ATP, in carriera Norman ha incassato 4.537.247 dollari di prize money tra singolare e doppio (in singolare il bilancio è di 244 vittorie e 177 sconfitte). Al cambio attuale fanno circa 4,05 milioni di euro, ma attenzione: sono cifre nominali, guadagnate tra il 1995 e il 2003, e quindi non rivalutate.
Sul fronte panchina, invece, le cose si complicano. Né Norman né Wawrinka hanno mai detto quanto valesse il loro accordo, e anche sull’eventuale contratto con Sinner, per ora, non girano cifre attendibili: qualsiasi numero sarebbe pura speculazione. C’è poi da dire che, nell’ultima fase con lo svizzero, Norman non lo seguiva a tempo pieno: lo aveva spiegato lo stesso Wawrinka a Le Matin nel 2022, raccontando che il coach si sarebbe occupato della preparazione invernale e dei tornei più importanti, Slam in testa, e che per il resto avrebbero deciso volta per volta. Per quanto riguarda la collaborazione con Sinner, il confronto potrebbe essere proprio Darren Cahill, il quale, secondo i rumors, incasserebbe circa 6.000 euro a settimana dall’azzurro, oltre che una consistente percentuale sui montepremi vinti dallo stesso (indicativamente intorno al 10-15%).
Poi c’è il Norman imprenditore. È infatti tra i fondatori di Good to Great World AB, la società dietro l’accademia, che nel 2015 ha chiuso un accordo triennale di sponsorizzazione principale con Catella: un gruppo di consulenza finanziaria e gestione patrimoniale quotato al Nasdaq di Stoccolma (segmento First North Premier) e, guarda caso, lo stesso per cui lo svedese aveva lavorato dopo aver smesso di giocare.
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