In attesa della doppia emissione speciale retail che avrà inizio lunedì 19, intanto in questi giorni il MEF collocherà altre tranche ordinarie. Dopo il neo BOT a 12 mesi andato di scena venerdì 9, martedì 13 sarà la volta dei BTP a medio, medio-corto e lungo termine. Soffermiamoci su quest’ultimo e vediamo, in particolare, 3 metodi molto semplici per sfruttarlo al meglio all’interno di un portafoglio titoli.
Anticipiamo solo che paga il 3,95% fisso per 15 anni più il 9,2% di sconto sul valore finale sul BTP in asta il 13 di ottobre.
I dettagli tecnici del BTP a lungo termine in asta
L’obbligazione in questione è nata lo scorso 10 febbraio e ha già staccato la prima e unica cedola corta alla data del 1° aprile. Ha identificativo ISIN IT0005694630 e scadrà tra quasi 15 anni esatti, il 1° ottobre 2041, per quello che è a tutti gli effetti un investimento di lungo termine. Data la discrepanza tra futura data di godimento (per i soli neo sottoscrittori) e i due giorni di stacco cedola (01/04 e 01/10), ci sono 15 giorni di dietimi da conteggiare.
Ora siamo giunti alla 6° (e 7°) tranche in emissione, i cui importi min-max offerti sono di 1 e 1,5 mld di € nell’asta ordinaria, e di 0,3 nella supplementare. A prescindere dai neo stock, il titolo gode già di un elevato flottante pari a 17,25 mld di €.
Quanto alla duration modificata, alla volatilità annua e al VaR (Value at Risk), essi sono pari, nell’ordine, al 10,69%, all’8,4% e all’1,23%.
Quanto paga e quanto rende questo titolo di Stato?
L’obbligazione paga il 3,95% lordo annuo, il 3,456% al netto della ritenuta fiscale del 12,50%, con stacco semestrale. Vuol dire che su 10mila € nominali si incassano 172,81 € di interessi netti (di sola ritenuta) a semestre.
Tuttavia, oggi la si acquista a forte sconto sul mercato secondario, il MOT, dove al momento prezza 90,80 centesimi. Si tratta di un 9,2% di sconto rispetto al valore 100 che il Tesoro riconoscerà in sede di rimborso del prestito. Inoltre c’è che ai corsi attuali è salito lo yield del bond, cioè l’effettivo a scadenza, attualmente sul 4,9% annuo lordo circa (4,4% netto, dati: Borsa Italiana).
Proteggere il potere d’acquisto del capitale
Una prima, semplice spendibilità del bond potrebbe essere quella di tutelare l’effettivo potere d’acquisto di un capitale per 3 lustri. Chi, ad esempio, non ha acquistato un BTP Italia o comunque un prodotto direttamente collegato all’inflazione, ha sicuramente un problema in tal senso.
Ad oggi ignoriamo l’effettivo tasso di crescita dei prezzi da qui ad ottobre ‘41, né esistono stime a disposizione. Il tasso-target BCE è del 2% a medio-lungo termine, ma non sarà semplice soddisfarlo alla luce degli attuali macro eventi, almeno sul breve-medio termine. Tra tensioni geopolitiche, spese pubbliche in costante deficit e shock da offerta vari come guerre e caro petrolio, stimiamo un 2,5% molto più prudenziale.
Se così fosse, il BTP Fx 3.95% Oct41 Eur avrebbe tutta la forza di tutelare l’integrità di un capitale a 15 anni, più di generare un ritorno reale positivo. Al netto di inflazione, tasse e spese allo Stato, all’incirca un punto e mezzo percentuale annuo di crescita effettiva del capitale iniziale investito.
Se invece il futuro tasso di inflazione media dovesse attestarsi su livelli decisamente più bassi, la scelta del BTP Fx 3.95% Oct41 si rivelerebbe più redditizia del BTP Italia. La convenienza si invertirebbe in favore dell’Italia a futuri tassi medi di inflazione alti o molto alti. Il perché è presto detto. L’Italia ripaga per intero l’inflazione più uno spread fisso, per cui poco “si cura” dei tassi di crescita dei prezzi, sempre coperti. Lo yield del BTP Oct41, invece, è fisso, per cui il ritorno reale a scadenza aumenta quanto più l’inflazione futura scende, e viceversa.
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Reinvestire le cedole (interesse composto)
Un’altra alternativa potrebbe essere quella di reinvestire le cedole (molto spesso il risparmiatore le spende) e generare così un extra gain nel corso del tempo.
Immaginiamo di sottoscrivere 30mila € nominali del bond (è il taglio medio a contratto nelle emissioni retail “speciali”). La spesa effettiva (il controvalore impegnato) sarebbe di 27.240 €, mentre le future cedole semestrali pari a 518 €. In tal modo con 2 cedole semestrali avremmo i soldi sufficienti per acquistare un altro titolo dello stesso BTP o un altro di lungo termine. Ripetendo l’operazione “ad ogni 1.000 € incassati”, riusciremmo a comprare più o meno altri 15 titoli, anche se tutto dipende dal prezzo dell’effettivo titolo acquistato.
Nell’ottobre del 2041, infine, il Tesoro ci rimborserà i 30mila nominali, da cui detrarre la ritenuta del 12,50% sui 2.760 € circa di plusvalenza finale.
3,95% fisso per 15 anni più il 9,2% di sconto sul valore finale sul BTP in asta il 13
Infine ecco l’opzione del gestirlo in ottica speculativa in base al futuro trend dei tassi BCE e degli yield a medio-lungo termine. L’obbligazione ha elevata durata e duration, per cui da qui in poi assisteremo a frequenti e notevoli saliscendi dei corsi. Su base YTD, cioè in soli 8 mesi, ha fatto un massimo a 102,62 nelle sue prime sedute di vita, e un minimo a 89,23 pochi giorni fa.
Se da qui a 1 o 2 o a 3 anni gli yield scendessero di 1 punto percentuale, i corsi si porterebbero a 100 circa. In quel caso avremmo guadagnato il 3,95% lordo sicuro in 1 anno, o il 7,9% in 2Y o l’11,85% in 3Y, più un 10% lordo di plusvalenza. A quella data potremmo rivenderlo e reinvestire altrove il ricavato, o decidere di lasciarlo salire ancora prima di decidere il da farsi. Anche perché fra 3 anni la duration si sarà ridotta rispetto ad oggi, per cui entro allora potrebbe ritestare i 102,62 di febbraio e/o formare nuovi massimi.
Tuttavia, potrebbe anche succedere il contrario e tornare a scendere e formare nuovi minimi storici. È questo il c.d. rischio di mercato, ineludibile, e che resterà particolarmente accentuato almeno nel suo 1° lustro di vita.
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