È caos in una delle mete turistiche più amate del mondo. Ecco cosa sta succedendo

Andrea Fabbri

Una delle destinazioni turistiche più famose del pianeta sta vivendo una crisi senza precedenti. Scopriamo perché i viaggiatori la stanno abbandonando

È caos in una delle mete turistiche più amate del mondo. Ecco cosa sta succedendo

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Il turismo è profondamente cambiato negli ultimi anni. E non sempre in maniera virtuosa. Quelle che un tempo erano mete da sogno, riservate a poche migliaia di fortunati ogni anno, si stanno trasformando in luoghi invivibili, invasi (e spesso distrutti) dai turisti.

Fra tutte le mete mondiali che stanno soffrendo a causa dell’overtourism, ne esiste una in cui è scoppiato un vero e proprio caos: stiamo parlando di Bali, uno dei paradisi dell’Indonesia.

Il problema overtourism

Partiamo da qualche numero per capire l’entità del problema. Tra luglio 2023 e maggio dell’anno successivo, il numero di annunci di nuovi alloggi turistici è cresciuto di oltre 33.000 unità. Il 24,6% in più rispetto all’anno precedente.

Nei primi 5 mesi di quest’anno, invece, a Bali sono arrivati più di 2 milioni e mezzo di turisti internazionali. Un numero enorme che l’isola si è rivelata incapace di sopportare.

Il problema è sia culturale che economico. Bali era famosa per le sue spiagge e i suoi luoghi isolati come Ubud e Seminyak. La prima, dopo essere diventata famosa come set del film “Mangia, prega, ama” con Javier Bardem e Julia Roberts, è oggi letteralmente invasa da turisti a caccia di selfie.

La seconda si è trasformata da piccola zona balneare in una Ibiza in miniatura, fatta di beach club enormi, rumore e feste a ogni ora del giorno.

Che dire, poi, del caso di Bingin, località in cui il Governo centrale ha fatto smantellare quasi 50 attività commerciali abusive tra ristoranti, hotel e negozi?

Bali sta diventando uno dei luoghi più inquinati del pianeta

Il sovraffollamento turistico ha avuto un notevole impatto anche su due importanti aspetti: la rete infrastrutturale e la gestione dei rifiuti.

Le strade di Bali, piccole, vecchie e poco curate, non riescono a sopportare i grandi flussi di turisti e i servizi di trasporto pubblico si sono rivelati non all’altezza.

Ancora più problematica la questione rifiuti. Bali è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto con spiagge invase dalla spazzatura, cascate divenute impraticabili e, durante la stagione delle piogge, veri e propri fiumi di immondizia che si spostano verso le valli.

Le contromisure del Governo

La situazione è così difficile che moltissime persone stanno interrompendo a metà le loro vacanze, spesso profumatamente pagate.

La buona notizia, però, è che il Governo locale sta iniziando a intervenire in maniera più decisa per riportare Bali ai suoi antichi splendori e per preservare l’unicità dei luoghi e delle culture locali.

Gli interventi di Bingin sono stati i primi e, oltre alla prosecuzione degli smantellamenti, sono arrivate nuove regole più stringenti per la costruzione di strutture ricettive e affitti turistici e per l’organizzazione degli eventi aperti al pubblico.

Sforzi che, purtroppo, si scontrano con interessi economici privati sempre più forti e con una crescita dei flussi che, a questo punto, sembra quasi impossibile da fermare.

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