In Giappone debutta la Do Hiemon Box, la cabina refrigerata con getti d’aria a 5 gradi pensata per proteggere i lavoratori dal caldo estremo.
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Lavorare sotto il sole cocente o all’interno di capannoni industriali trasformati in vere e proprie fornaci è una sfida, oltre a rappresentare un serio rischio per la salute. Con l’intensificarsi delle ondate di calore a livello globale, i tradizionali sistemi di condizionamento hanno iniziato a mostrare i loro limiti, soprattutto in ambienti immensi o costantemente esposti all’esterno.
Per rispondere a questa emergenza, il Giappone ha pensato a una vera e propria cabina refrigerata per persone, ribattezzata “frigorifero umano”. Un dispositivo pensato per offrire ai lavoratori un sollievo immediato e favorire un rapido recupero dalle temperature torride.
Cos’è la Do Hiemon Box e come funziona il “frigorifero per umani”
Pensare di raffrescare un intero cantiere o un magazzino rischia di disperdere troppa energia e di essere poco efficiente. Per questo, l’idea nipponica è quella di agire direttamente sulla persona. L’invenzione giapponese prende il nome di Do Hiemon Box ed è stata concepita con dimensioni paragonabili a quelle di una classica cabina telefonica.
Una volta varcata la soglia del frigorifero per umani, si viene investiti da un potente getto d’aria condizionata a una temperatura di 5 gradi centigradi, diretto sul corpo del lavoratore. Trattandosi di una temperatura così bassa, bastano appena due o tre minuti per favorire un rapido raffreddamento del corpo, asciugare il sudore e recuperare le energie. Per evitare un’esposizione prolungata o usi impropri, la macchina è dotata di un timer di sicurezza che prevede lo spegnimento automatico dopo 20 minuti.
Prezzi, consumi ed efficienza energetica nei cantieri
Prodotta e distribuita da Trusco Nakayama, la Do Hiemon Box ha un costo di circa 1,5 milioni di yen, pari a circa 8.000 euro. Un investimento che si rivolge esclusivamente al mercato B2B e alle realtà aziendali, escludendone quindi l’impiego domestico.
A fronte di un costo d’acquisto importante, la cabina vanta costi di gestione estremamente ridotti. Il consumo elettrico si attesta intorno ai 16 yen all’ora, pari a pochi centesimi di euro. Inoltre, non richiede impianti complessi o modifiche strutturali, poiché funziona collegandosi a una semplice presa di corrente standard. L’accoglienza del mercato è stata positiva, dall’avvio delle vendite lo scorso aprile sono stati commercializzati già 300 esemplari.
Perché nei cantieri e nei grandi magazzini il condizionatore non basta?
Il frigorifero per umani si presta particolarmente agli ambienti di lavoro, dove ci sono alcune criticità strutturali tipiche della logistica e della produzione industriale che rischiano di rendere poco efficienti i comuni strumenti di condizionamento. Nei grandi magazzini, negli stabilimenti e nei cantieri, infatti, portoni e varchi di accesso rimangono frequentemente aperti per consentire il transito di merci e veicoli.
In queste condizioni, cercare di climatizzare l’intero volume dell’edificio si traduce in un enorme spreco di energia e in un’efficacia limitata per chi opera sul campo. Al contrario, grazie alla cabina refrigerata si crea una stazione di sosta e recupero dal caldo ad alta efficienza. Gli operai e i dipendenti che avvertono i primi sintomi di affaticamento o di un colpo di calore possono così concedersi una breve pausa in un ambiente refrigerato, ottimizzando i tempi di recupero e riducendo il rischio di malori legati allo stress termico.
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La sfida del “kokushobi” e il futuro oltre l’industria
Il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature stanno mettendo particolarmente a dura prova il Giappone. Nel Paese del Sol Levante, nel 2025 si è registrata l’estate più calda di sempre dal 1898, con picchi di caldo superiori ai 40°C. L’emergenza caldo si è riconfermata anche nell’estate del 2026, tanto che in Giappone è stato utilizzato il termine kokushobi, che significa letteralmente “giorno di caldo crudele”, per identificare le giornate in cui le temperature toccano o superano le soglie critiche dei 40 gradi.
Non stupisce quindi che le autorità e le imprese abbiano deciso di rafforzare le normative sulla tutela dei lavoratori esposti all’aperto o in ambienti estremi, imponendo l’adozione di pause frequenti, abbigliamento idoneo e aree climatizzate. L’introduzione della Do Hiemon Box nel settore industriale è soltanto uno dei possibili strumenti per affrontare il problema. Il produttore punta infatti a diffondere la cabina anche nei campi da golf, negli stadi di baseball, nei parchi tematici e in tutti i contesti di grandi eventi all’aperto.
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