Sembra un paradosso: mentre le previsioni sugli utili aziendali europei vengono riviste al ribasso, le principali banche d’affari vedono ancora un potenziale di crescita del 15% circa sui mercati azionari del Vecchio Continente.
Come si spiega questo scollamento? È solo un errore collettivo di valutazione o si cela, dietro l’apparente illogicità, una vera e propria opportunità di mercato?
Un outlook che sembra contraddirsi
Se incrociamo i target price indicati da Deutsche Bank, Goldman Sachs e altri player internazionali, emerge una previsione piuttosto chiara: l’indice STOXX Europe 600 potrebbe raggiungere i 590 punti entro la fine del 2025, contro i circa 550 punti attuali, con un upside potenziale attorno al +7% - +15%.
Eppure, nello stesso periodo, Citi Research ha drasticamente rivisto le stime sugli utili, passando da una crescita dell’8% a inizio anno a una contrazione del 4% nello scenario più negativo.
EU 600, 1W
Grafico a candele settimanali dell'EU600. Fonte: baha.com
In altre parole: gli utili attesi scendono, ma i prezzi delle azioni dovrebbero salire. È davvero così assurdo?
Perché il mercato può salire anche con utili in calo
Chi comprerebbe mai azioni sapendo che le imprese produrranno meno profitti nei prossimi 12 mesi? Apparentemente nessuno. Ma in realtà, i mercati finanziari guardano avanti, e spesso scontano scenari momentanei per puntare su contesti futuri più favorevoli.
Un utile in calo oggi, dovuto a una misura transitoria come un dazio commerciale, non implica necessariamente un deterioramento strutturale del business. Anzi, per chi sa guardare oltre, un calo temporaneo può rappresentare un’opportunità. Citi stessa indica che l’attuale stima bottom-up riflette già lo scenario peggiore. Questo significa che il mercato potrebbe aver già “prezzato” le cattive notizie.
Politica fiscale e monetaria: l’Europa vince
Il vero elemento chiave che guida i rialzi è la divergenza tra Europa e Stati Uniti in termini di politiche fiscali e monetarie. In Europa, la Germania ha appena varato un massiccio piano di stimolo per il riarmo, mentre la BCE ha avviato una traiettoria di taglio dei tassi, mirando al 1,75% entro fine anno.
Questo crea un contesto favorevole agli investimenti, esattamente l’opposto degli USA, dove le promesse espansive di Trump potrebbero costringere la Fed a mantenere rigida ancor a lungo la politica monetaria per contenere l’inflazione.
Quindi: un’opportunità razionale?
Il calo degli utili attesi non va letto come un segnale di crisi strutturale, ma come effetto temporaneo di un contesto geopolitico difficile. L’orientamento delle banche centrali, le politiche fiscali espansive e le valutazioni attraenti creano una base solida per un rialzo dei prezzi.
Quindi no, non è assurdo pensare a un +15% potenziale in un contesto di utili in calo. È solo uno di quei casi in cui i mercati guardano avanti. E chi sa leggere il quadro completo, potrebbe avere tra le mani una vera opportunità.