Busta paga settembre 2026, quali lavoratori devono aspettarsi un aumento e di quanto

Simone Micocci

Busta paga, a settembre arrivano gli aumenti. Ecco per quali lavoratori e di che importi si tratta.

Busta paga settembre 2026, quali lavoratori devono aspettarsi un aumento e di quanto

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A settembre la busta paga diventa più ricca per molti lavoratori, grazie agli aumenti di stipendio previsti dai rinnovi dei contratti di categoria.

Sono diversi, infatti, i settori nei quali gli accordi sottoscritti nei mesi scorsi hanno aggiornato le tabelle retributive, tanto nel pubblico impiego quanto nel settore privato.

In alcuni casi gli incrementi vengono riconosciuti in più tranche, distribuite nell’arco di durata del contratto: settembre segna quindi un nuovo passo verso il raggiungimento dell’aumento a regime. In altri, all’adeguamento dello stipendio si aggiunge il pagamento degli arretrati, relativi ai mesi in cui erano già maturati gli aumenti ma non erano ancora stati corrisposti.

Come vedremo in questa guida, le novità interessano diverse categorie, con importi che cambiano in base al contratto applicato e al livello di inquadramento.

A questi lavoratori si aggiungono coloro che devono ancora ricevere il rimborso Irpef risultante dal modello 730: per alcuni settembre potrebbe essere il mese dell’accredito, a seconda dei tempi di presentazione e lavorazione della dichiarazione.

L’aumento per i lavoratori del comparto Funzioni centrali

Come confermato da NoiPA, a settembre arriva l’aumento di stipendio per i dipendenti del comparto Funzioni centrali, nel quale rientra il personale di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.

La lavorazione interessa circa 200 mila dipendenti, ai quali vengono applicati gli aggiornamenti economici previsti dal contratto collettivo 2025-2027, sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026.

Nel dettaglio, attraverso un’emissione speciale, NoiPA liquiderà sia l’adeguamento stipendiale relativo a settembre che gli arretrati maturati da gennaio 2025 ad agosto 2026. Il pagamento avverrà quindi con una lavorazione apposita, distinta da quella ordinaria dello stipendio.

Ma di quali cifre parliamo? Gli incrementi dei minimi tabellari, espressi al lordo e riconosciuti su 13 mensilità, variano in base all’area professionale:

Area professionale Aumento previsto per il 2026 Aumento complessivo a regime dal 2027
Operatori 89,50 euro 126,60 euro
Assistenti 94,20 euro 133,20 euro
Funzionari 114,40 euro 161,80 euro
Elevate professionalità 156,20 euro 221,00 euro

Attenzione: le due colonne non si sommano. per un funzionario, ad esempio, l’incremento passa da 114,40 euro nel 2026 a 161,80 euro nel 2027, con un’ulteriore crescita di 47,40 euro mensili.

Inoltre, va sottolineato che gli importi indicati comprendono l’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta, che viene riassorbita: non coincidono quindi con la somma aggiuntiva rispetto all’ultimo cedolino.

Quanto agli arretrati, la simulazione Cisl FP al 30 settembre 2026 indica circa 1.092 euro lordi per gli operatori, 1.150 euro per gli assistenti, 1.397 euro per i funzionari e 1.907 euro per le elevate professionalità, già sottratti gli acconti percepiti.

Per riconoscere le somme nel cedolino bisognerà guardare alle voci FC5, riferita agli arretrati del 2025, e FC6, che comprende quelli del 2026 insieme all’adeguamento di settembre. L’aggiornamento dei compensi per il lavoro straordinario sarà invece gestito con una lavorazione dedicata, sulla quale NoiPA fornirà ulteriori indicazioni.

L’aumento per i lavoratori di Poste Italiane

Poste Italiane è una società a partecipazione pubblica, ma i suoi dipendenti non rientrano nel pubblico impiego: il rapporto di lavoro è regolato dal contratto collettivo di categoria, che prevede una nuova tranche di aumenti proprio dal 1° settembre 2026.

L’incremento si aggiunge a quello già riconosciuto a settembre dello scorso anno e varia in base al livello di inquadramento. Nel dettaglio, gli aumenti dei minimi tabellari sono i seguenti:

Livello Aumento lordo mensile da settembre 2026
A1 67,62 euro
A2 61,39 euro
B 54,25 euro
C 51,00 euro
D 49,25 euro
E 45,15 euro
F 41,64 euro

Per un lavoratore del livello C, quindi, questo mese scattano 51 euro lordi mensili in più. Il percorso proseguirà con altri 50 euro da settembre 2027 e ulteriori 40 euro da dicembre dello stesso anno, raggiungendo un incremento complessivo di 192 euro lordi mensili, comprensivo della tranche del 2025.

Sempre da settembre 2026 cresce di 40 centesimi il valore del buono pasto, che passa a 6,70 euro per l’orario di sette ore con pausa nella fascia 12-15 e a 5,20 euro negli altri casi previsti.

Sale inoltre dal 2,3% al 2,5% il contributo aziendale alla previdenza complementare FondoPoste.

Gli altri aumenti nel settore privato

Come anticipato, altri aumenti di stipendio sono previsti nel settore privato, dove i rinnovi dei contratti collettivi hanno fissato nuove tranche con decorrenza da settembre 2026. Anche in questo caso, ovviamente, gli importi dipendono dal contratto applicato e dal livello di inquadramento.

Tra i lavoratori interessati ci sono quelli della ristorazione collettiva, come gli addetti alle mense delle aziende che applicano il Ccnl Fipe. Per loro scatta un incremento di 40 euro lordi mensili al IV livello, da riparametrare per gli altri livelli.

Un altro aumento riguarda le imprese di viaggio, turismo e congressi che applicano il Ccnl Industria turistica. Dal 1° settembre viene riconosciuta una nuova tranche di 30 euro lordi mensili al livello C2, con importi proporzionati per gli altri inquadramenti. Questa decorrenza riguarda specificamente tali imprese e non va quindi estesa a tutti i dipendenti del settore turistico.

Lo scadenzario contrattuale di settembre segnala inoltre aggiornamenti dei minimi per i panificatori e per le agenzie di viaggio Confcommercio. Sono interessati anche i contratti delle agenzie marittime raccomandatarie, degli allevatori e consorzi zootecnici e delle scuole Fism e Agidae.

Per capire se l’aumento spetta, quindi, occorre verificare il Ccnl indicato in busta paga: appartenere allo stesso settore non significa necessariamente avere le medesime decorrenze o ricevere lo stesso importo.

L’arrivo del rimborso del 730

Infine, indipendentemente dal settore di appartenenza, a settembre potrebbe arrivare il rimborso Irpef per i lavoratori che non lo hanno ancora ricevuto, ad esempio perché hanno presentato la dichiarazione dei redditi nei mesi estivi. Non necessariamente in ritardo, quindi, dal momento che il termine per il modello 730 è fissato al 30 settembre 2026.

Nel dettaglio, per le dichiarazioni presentate a Caf e professionisti tra il 16 luglio e il 31 agosto, la scadenza per completare gli adempimenti e trasmettere i risultati all’Agenzia delle Entrate è il 15 settembre.

Questa data, però, non coincide con quella del pagamento al lavoratore. Il rimborso viene infatti riconosciuto dal datore di lavoro nella prima retribuzione utile, secondo i tempi di ricezione del risultato contabile e di elaborazione del cedolino. L’accredito a settembre è quindi possibile, ma non garantito: se la lavorazione non consente di inserire il conguaglio nella busta paga del mese, il pagamento può slittare a ottobre.

A settembre possono inoltre essere liquidati rimborsi relativi a dichiarazioni presentate prima e non ancora corrisposti.

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