Per migliaia di risparmiatori retail l’attenzione del mese è tutta concentrata sulla prossima dual tranche MEF a partire dal 19 ottobre. Nella penultima settimana del mese, infatti, il Tesoro lancerà a mercato una doppia emissione con molti tratti in comune. Vale a dire il debitore, la durata, l’assenza della commissione d’acquisto e del premio fedeltà, la natura “speciale” e lo stesso rendimento.
Divergeranno su un tratto chiave, ossia la periodicità di liquidazione dei coupon. Ad ogni trimestre sul “Valore standard”, e tutti alla fine, in un’unica soluzione, sul “Valore Insieme”.
Nel frattempo, dal 10 ottobre sale al 4,50% il tasso cedolare annuo del BTP Valore nato nel 2023. Vediamo di comprendere di quale titolo e di quale serie si tratta.
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Allarme debiti pubblici e allarme bond sovrani
L’obbligazione in questione è quella della seconda serie, il BTP Valore 2028 collocato nella prima settimana di ottobre di 3 anni fa. Proprio in quel mese si tocco il massimo di periodo, e quest’anno non è escluso che si faccia bis. Corsi e ricorsi storici.
Sono giorni che i bond sovrani sono oggetto di vendite sotto il peso della spesa pubblica che si espande senza limiti. Da inizio decennio, in molti Stati sovrani i rispettivi Esecutivi si sono lasciati andare facilmente a deficit e debiti a gogò. Tutto ebbe inizio con il Covid-19 quando, sotto la legittima “scusa” del sostegno all’economia, si diede un calcio al vecchio Patto di Stabilità e Crescita. Le politiche fiscali ormai da anni sono espansive a senso unico e il mercato, cioè chi ha soldi da prestare, giustamente chiede di più. I debitori sono sempre meno in salute per cui è normale che si indebitino a costi maggiori. È la legge dell’economia e vale per tutti, cittadini, imprese e Stati.
La seconda serie: il BTP Valore 2028
Il Valore ’28 ha data godimento e 10 ottobre 2023 e durata di 5 anni, con rimborso finale tra due anni (10/10/’28). All’epoca il Tesoro raccolse 17.190,004 mln di € a fronte dei 641.881 contratti registrati, per un taglio medio, in origine, di 26.781 €.
I due ISIN di riconoscimento sono IT0005565392 per chi lo compro nei 5 giorni di collocamento, mentre l’attuale ordinario è IT0005565400. La durata fu scissa in due step, un triennio iniziale e un biennio finale, per cui siamo al 60% esatto della sua vita fruttifera. La serie dei tassi segue la nota progressione step-up (nello specifico: 3-2) con tassi al 4,10% annuo dei primi tre e del 4,50% annuo nei successivi due. Pertanto sabato 10 ottobre arriverà l’ultimo coupon in assoluto dell’1,025% lordo trimestrale del 1° step e si passerà a quelli del 2°. Detta in numeri, dal prossimo 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre degli anni 2027 e 2028 il tasso cedola periodale sarà dell’1,125% lordo a singolo stacco.
Immaginando un investimento medio iniziale di 27mila €, vuol dire che si passerà dagli attuali 242,15 € netti di cedola ogni 3 mesi ai futuri 265,78 €.
Solo a naturale scadenza, infine, giungerà l’extra premio di fedeltà dello 0,5% (netto: 0,4375%) del capitale nominale effettivamente portato a termine. Sempre su ipotetici 27mila €, un extra incasso finale di 118,12 €.
Tenere o vendere il BTP Valore ’28?
Mettiamoci ora nei panni dell’acquirente della prima ora e proviamo a fare qualche considerazione. Ad esempio gli converrebbe venderlo per passare a un altro prodotto di investimento, incassando nel frattempo la cedola del 10/10 e la plusvalenza attuale dell’1,8% circa?
Al netto dei “casi obbligati”, ossia di sopraggiunte spese per cui serve monetizzare il titolo, poi la risposta è: dipende. La convenienza secca scatterebbe solo in presenza di alternative migliori, cioè di un rendimento netto atteso più ricco di quello offerto dal Valore ’28. Difficile, ma non impossibile. Per i prossimi 2 anni il bond pagherà il 4,5% lordo annuo, il rischio di mercato sarà molto contenuto e tra due anni arriverà il premio finale. Davvero non male per decidere di venderlo proprio adesso.
In alternativa, la convenienza a liquidarlo sorgerebbe se si ritiene che inflazione, tassi BCE e yield siano destinati a salire tanto altro rispetto ai livelli attuali. In tal caso avrebbe senso venderlo sopra cento e investire alle future emissioni, attese più ricche. Tuttavia, si tratterebbe di una previsione personale riguardante il futuro, non già di dati certi, sicuri e inconfutabili disponibili già oggi.
In tutti gli altri casi poi la risposta non sarebbe affermativa, anzi, specie se l’alternativa all’eventuale liquidazione sarebbe il parcheggio infruttifero su libretto o c/c. In tal caso è meglio portarlo a termine a prescindere dalle fluttuazioni dei corsi e assicurarsi i ricchi coupon del ’27 e del ’28.
Dal 10 ottobre sale al 4,50% il tasso cedolare annuo del BTP Valore nato nel 2023
E per chi, invece, è oggi fuori dal bond e non vorrebbe perdersi il 9% lordo totale sicuro del prossimo biennio? Anche qui: dipende.
In verità l’effettivo totale per i neo acquirenti sarebbe intorno al 7,2% in ipotesi di acquisto ai tempi e prezzi attuali (101,79 centesimi). L’effettivo a scadenza è inferiore al nominale e pari al 3,61% (dati: Borsa Italiana).
Un punto a favore è che oggi il bond è sui minimi annui (low a 101,15) per cui il timing di ingresso potrebbe non essere “il” migliore, ma comunque buono. Poi dipende dall’orizzonte temporale dell’investimento che si ha in mente di fare. Il Valore ’28 tra 24 mesi sarà rimborsato, per cui il rientro del capitale è a breve-medio termine. Invece i 2 BTP Valore in collocamento dal 19 ottobre (per fare un raffronto) si acquisteranno alla pari, senza commissione (l’assolve il MEF) e dureranno 5 anni. In più ad oggi non si conoscono i tassi, anche se è molto probabile saranno a leggero premio sugli yield attuali sul timeframe a 5Y. Per cui se il tempo di impiego del capitale fosse di medio termine, cioè oltre i 2 anni, sarebbe più interessante attendere la prossima offerta MEF e solo dopo decidere.
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