Boom incendi a Roma: perché ne scoppiano così tanti?

Chiara Esposito

10 Luglio 2022 - 00:24

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Si registra un aumento degli incendi nella Capitale con l’apertura di nuove indagini sulla diffusione e l’estensione dei roghi. Le ricostruzioni attuali.

Boom incendi a Roma: perché ne scoppiano così tanti?

Il maxi incendio a Centocelle, scatenatosi nel secondo weekend di luglio, è l’ennesimo della stagione estiva romana e porta alla luce la necessità di capire l’origine di questo esteso fenomeno che solo nell’ultimo mese nel 2022 ha visto protagonisti 173 roghi.

Gli impressionanti numeri portano il sindaco Gualtieri a parlare, oltre che di fattori climatici, di atti di piromania e a dare nuovo impulso alle indagini della Procura cittadina. Le motivazioni che spingono il primo cittadino a parlare di dolo sono diverse, tutte piuttosto fondate e, sebbene resti ignota la motivazioni di tali possibili gesti, è chiara che la mano dell’uomo sta soltanto deteriorando un paesaggio già martoriato dall’emergenza climatiche e delle sue disastrose conseguente.

Boom incendi: 173 roghi a Roma

Dal 15 giugno a oggi, come ha sottolineato anche il primo cittadino Roberto Gualtieri, nella Capitale si sono verificati 173 roghi - una frequenza che non ha precedenti nel passato sebbene la stagione estiva sia notoriamente costellata da tragici episodi analoghi.

L’estensione del fenomeno è infatti notevole, ma a questo dato si aggiungono alcune informazioni che la stampa nazionale riporta come «strane coincidenze». Ad esempio il rogo del Parco del Pineto e quello di una settimana prima all’Aurelio sono scoppiati entrambi di lunedì e negli ultimi tre anni e mezzo a bruciare sono stati tre impianti di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti: prima al Salario, poi a Rocca Cencia e in ultimo, meno di un mese fa, quello di Malagrotta. L’aspetto della sicurezza aumenta i sospetti visto che sia le telecamere del Tmb del Salario che alcune di Malagrotta erano fuori uso al momento del rogo.

Proprio questo esorbitante numero di casi e le «coincidenze» muovono le parole del sindaco che, per l’appunto, danno la dimensione del fenomeno e dettagliano anche la pista che gli inquirenti stanno attualmente percorrendo:

«Tra le cause generali c’è un’ondata di caldo senza precedenti ma poi in alcuni casi, già è stato accertato, c’è anche la mano dolosa. Se così fosse si tratterebbe di un fatto gravissimo, un atto criminale per Roma e i romani che richiederebbe la massima severità».

Perché s’indaga per piromania

Se quindi il sindaco Roberto Gualtieri parla apertamente di roghi dolosi e la procura di Roma indaga e ha aperto un fascicolo per incendio colposo dopo i fatti del parco del Pineto, ora gli investigatori devono cercare le tracce in mezzo ai focolai che a fatica i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile stanno cercando di spegnere.

Si è passati dall’ipotesi iniziale di incendio colposo a quella di incendio doloso infatti non perché ci siano ancora degli elementi validi e certi a ritenere che qualcuno deliberatamente abbia appiccato l’incendio, quanto piuttosto per le prove addotte in termini di linearità tra i vari casi scoppiati negli ultimi tempi.

Quel che è certo è che le indagini richiederanno tempo e anche se il sindaco Gualtieri propende per una possibile pista dolosa parlandone di «inneschi multipli» servono maggiori riscontri investigativi. Potrebbe inoltre essere difficile persino risalire a tali inneschi tanto la vegetazione dell’area era secca e maltenuta e, come tale, fonte naturale di facile propagazione.

Le prospettive risolutive

Sul fronte degli interventi degli addetti ai lavori abbiamo invece aggiornamenti del sindaco Gualtieri che ha riferendo in aula nel corso della seduta dell’assemblea capitolina quelle che saranno le prossime mosse concrete:

«Siamo al lavoro non solo per aiutare le persone colpite ma anche a sostegno del personale impiegato nelle operazioni di spegnimento, così come per rafforzare e potenziare i piani antincendio».

Si è parlato così anche di clima e di reti idriche:

«Sono sotto gli occhi di tutti i pesanti cambiamenti climatici in corso che minacciano la nostra città e la rendono più fragile ed esposta: dobbiamo lavorare a partire dal rafforzamento della rete idranti sul territorio, su cui il Simu ha fatto uno sforzo importante ma restano scoperti ancora diversi quadranti. Oltre lavoriamo per rafforzare il trasporto acqua e a un monitoraggio ancora più tempestivo».

Arginare e tamponare la pericolosa diffusione degli incendi non sembra affatto semplice, ma per i meteorologi qualcosa potrebbe cambiare. Il meteo potrebbe infatti aiutare visto che tra la tarda sera di giovedì e venerdì notte è atteso un calo delle temperature associato a occasionali piovaschi o brevi spunti temporaleschi. La notizia è stata rilanciata dagli esperti di 3bMeteo che hanno sottolinea come sul Lazio il calo dei «geopotenziali favorirà tra 7 e 8 luglio la formazione di temporali sulle aree appenniniche e nell’entroterra. Temporali che potranno sconfinare in pianura nella notte tra giovedì e venerdì».

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