Bond, perché BTP &. Co fanno ancora più paura dopo riunione BCE. E in USA è alert 5% per i Treasury

Laura Naka Antonelli

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Rendimenti BTP a 10 anni volati di 10 pb circa post riunione BCE al record da fine 2023. Attenti anche ai Treasury USA: in arrivo il grande market mover.

Bond, perché BTP &. Co fanno ancora più paura dopo riunione BCE. E in USA è alert 5% per i Treasury

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La riunione della BCE di ieri, giovedì 10 settembre 2026, ha scatenato una forte pioggia di sell sui BTP e sugli altri bond sovrani dell’area euro.

I rendimenti dei BTP decennali sono balzati in una sola seduta di 9 punti base, fino al 4,38%, al record dal novembre del 2023. A balzare anche i rendimenti dei Bund tedeschi, al 3,50% secondo le rilevazioni di Bloomberg, degli OAT (che hanno sfondato anche la soglia del 4,40%, salendo fino al 4,44%) e delle altre obbligazioni sovrane.

Occhio anche allo spread BTP-Bund, mentre un SOS è stato lanciato anche dai Treasury USA, in una giornata segnata dal panico: una delle tante dell’ultimo periodo.

Non solo BTP, rendimenti Treasury a un passo dalla soglia pericolo del 5%

Il balzo dei rendimenti dei Titoli di Stato dell’Eurozona si è manifestato a seguito dell’annuncio del rialzo dei tassi da parte della BCE, avvenuto contestualmente alla diffusione delle nuove proiezioni economiche della Banca centrale europea relative all’inflazione e al PIL.

Ma a soffrire non sono stati tuttavia ’soltanto’ i BTP e gli altri bond dell’area euro.

Non è andata meglio agli Stati Uniti, dove i Treasury USA sono stati presi anch’essi d’assalto dagli smobilizzi.

Le vendite sono state così imponenti da portare i rendimenti dei Treasury decennali a volare di 11 punti base, fino al 4,954%, avvicinandosi alla soglia pericolo del 5%, testando il record dal 26 ottobre del 2023, quando gli yield schizzarono fino al 4,989%.

Male anche i Treasury con scadenza a 2 anni, più sensibili alle aspettative sulle decisioni sui tassi USA, in vista dell’imminente riunione della Fed, in calendario i prossimi 15-16 settembre. I rendimenti sono schizzati in questo caso di oltre 13 punti base toccando il 4,56%, livello più alto dal luglio del 2024.

Smobilizzi scatenati sui Titoli di Stato di tutto il mondo. Bond euro pagano riunione BCE e petrolio

Ma quali fattori hanno scatenato la nuova ondata di sell off sui Titoli di Stato di tutto il mondo?

Nel caso delle obbligazioni sovrane dell’area euro, già sotto pressione da diverse sedute, gli smobilizzi si spiegano con l’esito della riunione della BCE.

Se è vero che il rialzo dei tassi di 25 punti base era ampiamente scontato, come ha detto la stessa Presidente dell’istituzione Christine Lagarde, le revisioni al rialzo delle stime sul PIL e di quelle sull’inflazione, annunciate in un giorno in cui i prezzi del Brent sono scattati fino a oltre $106 al barile e il contratto WTI ha superato la soglia di $100 per la prima volta dal mese di maggio, hanno lanciato un chiaro messaggio: i rialzi dei tassi da parte della BCE non sono finiti.

Ciò significa che i trader hanno prezzato l’emissione, in futuro, di bond con rendimenti più alti, scaricando di conseguenza le attuali obbligazioni in circolazione, i cui prezzi sono così scesi.

Di fatto, diversi economisti, pur ammettendo che probabilmente i mercati stanno prezzando troppe strette monetarie, hanno definito restrittivo l’approccio della BCE sui tassi.

In USA Treasury in balìa delle vendite anche dopo dato PPI. Oggi il grande market mover

Negli Stati Uniti, i Treasury hanno pagato non solo il rally dei prezzi del petrolio ma anche la pubblicazione del primo dato cruciale relativo all’inflazione: l’indice PPI, ossia l’indice dei prezzi alla produzione di agosto, che è salito su base annua del 5,4%.

Ma il vero dato atteso al varco dai mercati, che farà da market mover anche per i Titoli di Stato dell’area euro - influenzati dal trend dei Treasury - sarà quello di oggi: l’indice CPI, ovvero l’indice dei prezzi al consumo, sempre di agosto, altro termometro dell’inflazione.

Il consensus degli analisti prevede un rialzo del 3,4% su base annua - come a luglio - e un aumento dello 0,4% su base mensile, rispetto al +0,1% precedente.

La componente core del dato - inflazione depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni energetici e dei beni alimentari - è prevista in rallentamento su base annua, dal 2,5% al 2,4%, e in crescita dello 0,2% su base mensile, come a luglio.

Riunione Fed in arrivo, rialzo tassi in vista secondo i mercati

Tuttavia, qualsiasi sorpresa al rialzo potrebbe innervosire ulteriormente i trader, che stanno già penalizzando i Treasury, in vista di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve che, a loro avviso, sarà annunciato la prossima settimana.

Il FedWatch del CME Group indica infatti che i futures sui fed funds stanno scommettendo su una stretta monetaria da parte della banca centrale USA guidata dal Presidente Kevin Warsh con una probabilità del 71% circa.

BTP e bond euro, Payden & Rygel: occhio anche all’effetto crowding out

Così Antonella Manganelli, AD di Payden & Rygel in Italia, ha commentato il modo in cui i mercati finanziari hanno reagito al BCE Day:

“La decisione della BCE di alzare i tassi di interesse di 25 punti base al 2,50% era ampiamente attesa e, come sottolineato dalla stessa Christine Lagarde, quasi un “no-brainer” alla luce del quadro inflazionistico. Più interessante della decisione in sé è stato, quindi, il tono della conferenza stampa, che ci è sembrato leggermente più restrittivo rispetto alle attese”.

“La banca centrale”, ha continuato Manganelli, “si trova di fronte ad un’economia più resiliente del previsto, tanto da aver rivisto al rialzo le stime di crescita, ma anche a pressioni inflazionistiche destinate a rimanere più persistenti, soprattutto per effetto dello shock energetico”. E proprio “questo mix riduce, almeno per ora, lo spazio per un atteggiamento più accomodante e lascia aperta la porta a ulteriori interventi, qualora le pressioni sui prezzi dovessero continuare”.

L’AD di Payden & Rygel in Italia ha aggiunto che, “per i mercati obbligazionari europei il contesto rimane quindi complesso”, spiegando che, alle “indicazioni più restrittive della BCE si sommano l’impatto del rialzo delle commodity e un tema sempre più rilevante di offerta”.

Di fatto, “gli elevati livelli di emissioni governative possono esercitare ulteriore pressione sui rendimenti attraverso un effetto di crowding out”.

Le previsioni? Manganelli ha concluso osservando che, “in questo scenario, riteniamo che la volatilità sui tassi possa restare elevata e che la BCE manterrà un approccio fortemente dipendente dai dati, senza impegnarsi su un percorso prestabilito dei tassi”.

La consolazione, per l’Italia, in questo contesto, è che al momento gli OAT francesi continuano a essere considerati più rischiosi dei BTP, e non solo dai mercati.

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