Tegola su BMW: è finita sotto indagine. I motivi

Tegola su BMW: la casa automobilistica è sotto controllo per frodi nelle vendite negli USA. I motivi

Tegola su BMW: è finita sotto indagine. I motivi

Indagine in corso per BMW. La casa automobilistica tedesca è stata contattata dalla SEC (Security Exchange Commission) degli USA per controlli sulle pratiche di vendita negli Stati Uniti.

L’ente regolatore del mercato finanziario ha deciso di avviare tutte le verifiche necessarie per chiarire la vicenda, dopo la diffusione di un’inchiesta del Wall Street Journal.

La notizia sul gruppo auto tedesco segue di pochi mesi quella sulla sanzione imposta a Fiat Chrysler, sempre nell’ambito di frode nelle vendite. Il comparto Automotive, sotto i riflettori in questo finale di anno per la fusione FCA-PSA e per le diverse sfide del settore in vista del 2020, è protagonista anche per questioni legali.

Per BMW l’indagine potrebbe trasformarsi in una brutta sorpresa nel nuovo anno. E, soprattutto, ostacolare il business nel mercato elettrico e nel settore del lusso negli Stati Uniti.

BMW: i motivi dell’indagine

BMW è finita nel mirino dei controlli della SEC in questo finale di anno. L’ente statunitense che si occupa della vigilanza finanziaria, infatti, ha avviato un’inchiesta sulle pratiche di vendita utilizzate dal gruppo tedesco negli USA, considerate illegali.

Nello specifico, sotto i riflettori c’è la cosiddetta tecnica della punzonatura, o sale punching, che la casa automobilistica avrebbe impiegato con i concessionari. Attraverso questa modalità di gestione del bilancio, le cifre sulle vendite vengono gonfiate per manipolare il business dell’azienda.

Il gruppo, dunque, avrebbe fatto registrare vetture come già vendute dai gestori delle concessionarie, anche se queste non erano ancora state acquistate dai clienti.

L’unico commento reso noto dai vertici BMW sulla vicenda è stato quello del portavoce Phil DiIanni, che ha rassicurato sulle piena collaborazione con la Sec.

L’indagine nei confronti della casa tedesca non è la prima nel settore portata avanti dall’ente statunitense. Nel mese di settembre, infatti, FCA ha patteggiato pagando una multa di 40 milioni di dollari dopo essere stata accusata sempre dalla Sec di falsificazione dei bilanci e, quindi, di inganno per gli investitori.

Il gruppo tedesco e le sfide 2020

L’inchiesta in corso per la manipolazione delle vendite auto nelle concessionarie USA potrebbe essere una brutta tegola per BMW. Soprattutto in vista degli importanti obiettivi del gruppo per il 2020.

Il settore automotive elettrico all’avanguardia attende con trepidazione l’uscita sul mercato del nuovo modello Suv iX3 della casa tedesca.

Inoltre, l’azienda automobilistica è in corsa per conquistare importanti quote di vendita nel settore lusso negli USA, in competizione specialmente con Mercedes-Benz. La rivale ha una posizione di vantaggio nel comparto e i tedeschi dovranno praticare strategie vincenti per aumentare il business negli Stati Uniti.

L’indagine su BMW, quindi, potrebbe colpire l’immagine del gruppo in un mercato considerato cruciale per il prossimo futuro.

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Argomenti:

Settore auto BMW

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