Bitcoin, il padre delle criptovalute, prosegue la propria corsa verso l’alto, fra lo stupore dei più scettici. Dopo la crisi del settore nel 2022, molti non avrebbero mai immaginato un recupero di queste dimensioni. I $40.000 non sono più uno scoglio insuperabile, e adesso Bitcoin (BTC) si trova a doversi confrontare con prezzi che solo qualche mese fa sembravano irraggiungibili.
Novembre è stato uno dei mesi più bullish, e molti esperti confidano in una prosecuzione del trend anche nel mese di dicembre, il quale, statisticamente, tende a mostrare andamenti positivi. La domanda che si pongono gli addetti ai lavori è se BTC confermerà le aspettative del mercato o se è presumibile attendersi una correzione, anche fisiologica, rispetto al trend in corso.
Bitcoin e finanza tradizionale: qualcosa non torna
La chiusura del mese di novembre ha creato buoni presupposti per il prezzo di BTC nel mese di dicembre, con una chiusura mensile che ha predisposto la rottura del livello chiave dei $38.000, per poi proseguire sopra i $40.000. Questo avviene in un momento storico particolare, soprattutto a livello economico globale.
Considerando l’economia numero uno al mondo, gli Stati Uniti, la registrazione di valori del PIL superiori alle aspettative ha generato preoccupazioni riguardo alle future scelte di politica monetaria della Federal Reserve, innescando un meccanismo di ritracciamento sui titoli azionari del paese. Nonostante BTC mostri una forte correlazione con gli indici USA, in particolare il Nasdaq, ha anche dimostrato forza, approfittando della debolezza per attirare ulteriori capitali e registrare ulteriori guadagni in conto capitale.
Ciò conferma la tenacia degli investitori decentralizzati, motivati più dalle dinamiche del settore delle criptovalute che da quelle tradizionali, sebbene ciò rappresenti un’eccezione rispetto alla sua storia. La situazione resta molto tesa, poiché, in fondo, la crescita rappresenta un movimento contrarian anche rispetto alle notizie provenienti dalla blockchain, con il caso di Binance e CZ che continua a suscitare scalpore tra il pubblico.
BTC/USD: siamo in iperestensione?
Nella partita a poker che stanno giocando le borse, qualcuno sta evidentemente bleffando. È lecito domandarsi se il movimento registrato da BTC possa effettivamente essere sostenibile, e molti sono consapevoli che un ritracciamento, prima o poi, sarà fisiologico. Ciò che preoccupa molti è la portata di questa eventuale contrazione, dato che questo segmento di mercato è noto per movimenti bruschi, repentini e improvvisi.
Guardando al grafico di BTC, è facile rendersi conto che, nonostante l’ottima chiusura mensile, il prezzo resta in una zona di ipercomprato. Questa zona, in fase di estensione, tende a persistere maggiormente rispetto ad altri mercati, specialmente in momenti di estrema euforia come questo. Su un timeframe giornaliero, l’RSI ha creato un inizio di divergenza ribassista; un pattern d’inversione che, è opportuno precisare, BTC nel suo storico ha spesso ingrossato per un lungo periodo di tempo.
BTC/USD, 1D
Grafico a candele giornaliere di BTC/USD. Fonte: teletrader.com