Se hai già in mano un biglietto aereo, qual è oggi il rischio che venga cancellato? I rischi della crisi petrolifera sui viaggi prenotati ad aprile, maggio e giugno 2026.
C’è un’immagine che più di tutte racconta la crisi petrolifera di oggi: una petroliera lunga 250 metri che attraversa il mare diretta verso Rotterdam. È l’ultimo carico di cherosene partito dal Medio Oriente prima del blocco dello Stretto di Hormuz. Arriverà il 9 aprile, poi, almeno per ora, il flusso si interrompe.
E da qui nasce l’allarme. Senza carburante, gli aerei non volano. E allora la domanda sorge spontanea nella mente di milioni di italiani: il mio volo prenotato per aprile, maggio o per l’estate 2026 partirà oppure no?
I biglietti aerei di aprile non sono a rischio di cancellazione (o quasi)
Se hai un volo prenotato ad aprile, la risposta oggi è rassicurante. Non siamo in emergenza e, soprattutto, non ci sono cancellazioni in corso. Le compagnie aeree lavorano con scorte e contratti acquistati mesi prima, proprio per proteggersi da crisi improvvise. Questo significa che nel brevissimo periodo il sistema regge. Anche perché, oltre alle forniture in arrivo, esistono riserve strategiche e margini operativi che permettono di guadagnare tempo.
In altre parole, chi vola nelle prossime settimane difficilmente sarà coinvolto dalle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz. Gli aerei continueranno a partire, gli aeroporti funzioneranno normalmente. L’unico segnale potrebbe essere un primo aumento dei prezzi.
Per chi parte a maggio iniziano i veri rischi (ma non per tutti)
Il quadro cambia tra fine aprile e maggio. Secondo le stime interne alle compagnie, l’Europa potrebbe trovarsi con fino alla metà del cherosene disponibile rispetto al normale.
Questo non significa che i voli verranno cancellati in massa, ma che inizierà una selezione. Le compagnie dovranno fare delle scelte e, quando si tratta di scegliere, la logica è semplice: si salvano i voli più redditizi e più facili da gestire.
Chi rischia di più? Non tanto chi vola sulle grandi rotte europee, ma chi parte da aeroporti secondari, vola verso destinazioni meno richieste e viaggia verso mete più difficili da rifornire, come isole o tratte lunghe.
Gli stessi operatori, come dichiarato dal CEO di Ryanair Michael O’Leary a Sky News, parlano di un possibile rischio che riguarda una quota limitata, tra il 10% e il 25% delle forniture.
E chi ha un biglietto aereo per giugno o per l’estate 2026?
Il momento più delicato sarà giugno, quando inizierà l’alta stagione e la domanda si scontrerà con l’offerta. Se la crisi energetica non si risolve, le compagnie potrebbero essere costrette a ridurre il numero di voli, ma anche cancellare alcune tratte e aumentare i prezzi.
Gli esperti parlano chiaro: senza carburante sufficiente, non si può mantenere lo stesso numero di voli. E infatti molte compagnie stanno già preparando piani di emergenza, che includono anche la possibilità di mettere a terra parte della flotta.
Quali voli sono più a rischio cancellazione
C’è però un elemento importante che spesso viene ignorato: non tutti i voli sono esposti al rischio cancellazione allo stesso modo.
Nel breve periodo risultano più “protetti” i voli europei brevi, insieme alle rotte tra grandi città e le tratte operate dalle compagnie più grandi. Sono invece più vulnerabili al rischio cancellazione i voli intercontinentali, come anche le destinazioni turistiche stagionali e, come già anticipato, gli aeroporti più piccoli o periferici.
Il motivo è semplice ed è legato a una logica squisitamente economica. In caso di scarsità, le compagnie concentrano il carburante che hanno a disposizione sui voli che rendono di più.
Il boom dei prezzi
C’è poi un altro aspetto, forse più concreto delle cancellazioni: il prezzo dei biglietti. Il costo del cherosene è già più che raddoppiato nelle ultime settimane e questo impatta direttamente sui costi applicati ai consumatori.
Prima ancora di cancellare voli, le compagnie cercheranno di recuperare margini aumentando i prezzi. D’altronde è la prima leva che hanno a disposizione, quella a cui stiamo già assistendo e che probabilmente continueremo a subire nelle prossime settimane.
Nel frattempo, per chi ha già un biglietto aereo in mano, vale una regola semplice: controllare la prenotazione e monitorare le comunicazioni della compagnia aerea.
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