BCE lascia tassi fermi, fari tutti puntati su addio Lagarde. Iniziata la conferenza stampa

Laura Naka Antonelli

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La BCE ha appena annunciato di aver lasciato i tassi fermi, come da attese. Ma i mercati attendono al varco Lagarde.

BCE lascia tassi fermi, fari tutti puntati su addio Lagarde. Iniziata la conferenza stampa

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Il Consiglio direttivo della BCE presieduto (ancora per pochi mesi) dalla Presidente Christine Lagarde ha annunciato al termine della riunione di politica monetaria di avere lasciato i tassi di interesse fermi, come da attese.

I tassi sui tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginalirispettivamente al 2,50%, al 2,65%, al 2,90%, dopo il secondo rialzo dei tassi del 2026 dello scorso 10 settembre (il primo era stato annunciato l’11 giugno di quest’anno).

Nessuna sorpresa. La grande sorpresa di oggi, anche se fiutata in anticipo da diversi mesi, e in realtà già l’anno scorso, è l’annuncio che è arrivato poche ore fa dalla Presidente della BCE Christine Lagarde, relativo alla sua decisione di lasciare lo scranno dell’istituzione il prossimo 7 febbraio 2027. Lagarde ha preso la parola nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi, che ha preso il via come di consueto alle 14.45 ora italiana.

La BCE lascia tassi euro fermi. L’annuncio nel comunicato, che commenta trend inflazione

Così si legge nel comunicato con cui la BCE ha reso nota la decisione di confermare i tassi:

“Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare, comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita. Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase. La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita. Le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall’ultima riunione del Consiglio direttivo ed è probabile che questo inciderà sull’inflazione e sulla crescita. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.

Tassi BCE lasciati invariati nonostante impennata inflazione pari a +3,8%

Nel comunicato si legge che “l’Eurotower resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza” e che, al fine di “definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

I tassi dell’area euro sono stati lasciati fermi nonostante l’inflazione dell’area euro sia volata a settembre del 3,8% su base annua. Lo status quo era stato in ogni caso ampiamente previsto, a causa della necessità per Francoforte di considerare fino a che punto le sue strette monetarie riusciranno a frenare la dinamica rialzista dei prezzi.

La BCE ha aggiunto che “i portafogli del PAA e del PEPP (pandemic emergency purchase programme) si stanno riducendo a un ritmo misurato e prevedibile, dato che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza”.

Confermati l’impegno e la prontezza ad adeguare tutti gli strumenti a sua disposizione e “nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”.

TPI o anche scudo anti-spread, cosa dice il comunicato con tensione sui bond di Francia

Ancora, recita il comunicato della BCE, “lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi”.

Il riferimento è al TPI, noto anche scudo anti-spread, di cui si è tornati a parlare in queste ultime settimane a causa della forte tensione che si è manifestata sul mercato dei Titoli di Stato dell’area euro, e che ha colpito soprattutto gli OAT, ovvero i bond sovrani francesi.

Cosa ha detto Lagarde in conferenza stampa. I commenti su inflazione e crescita euro

La Presidente della BCE Christine Lagarde si è mostrata ottimista nei confronti dell’economia europea, facendo notare che “gli investimenti nell’intelligenza artificiale e la spesa pubblica dovrebbero sostenere la crescita”.

Allo stesso tempo, ha detto inaugurando la conferenza stampa con cui ha commentato gli annunci di politica monetaria di oggi, Lagarde ha affermato che “il nuovo aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento penalizza la fiducia e la crescita”.

Lato inflazione, “le prime fasi della catena dei prezzi indicano pressioni al rialzo”. Nota positiva: “le pressioni salariali rimangono moderate”.

Il trend futuro dell’inflazione rimane tuttavia incerto, se si considera che “i prezzi dell’energia sono aumentati oltre il percorso previsto nello scenario di base”, con l’energia che “contribuirà ad alimentare ulteriormente l’inflazione nel medio termine”. Dunque, “è probabile che l’inflazione complessiva rimanga ben al di sopra dell’obiettivo nei prossimi trimestri”, in una situazione in cui “i rischi per la crescita sono orientati al ribasso”.

Riguardo ai possibili effetti secondari dell’inflazione, Lagarde ha smorzato i timori, sottolineando di non osservare al momento rischi significativi di questa natura. La spirale salari-prezzi, insomma, per la BCE non si sarebbe ancora palesata, anche se la numero uno dell’istituzione ha confermato che, nella riunione di oggi del Consiglio direttivo il dibattito sull’opportunità di tornare ad alzare i tassi, dopo le due strette monetarie di quest’anno, c’è stato. La decisione di confermare il costo del denaro ai livelli attuali è stata presa comunque all’unanimità.

Cosa devono monitorare ora gli investitori sia post annuncio tassi che con addio Lagarde

Così ha commentato l’esito della riunione della BCE Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, all’indomani della decisione sui tassi che è stata presa dalla Federal Reserve, la banca centrale americana guidata da Kevin Warsh:

“La BCE ha seguito l’esempio della Fed, lasciando invariati i tassi di interesse di riferimento in un contesto in cui l’inflazione resta al di sopra dell’obiettivo e il rincaro dell’energia alimenta nuove pressioni sui prezzi. La decisione odierna segnala la volontà dei policymaker di prendersi una pausa per valutare gli effetti dell’aumento dei tassi di settembre prima di definire le prossime mosse. L’attenzione degli investitori si sposta quindi sulla riunione di dicembre. Se l’inflazione dovesse mantenersi elevata e l’economia continuare a mostrare resilienza, potrebbero rafforzarsi le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi. A rendere il quadro più incerto contribuisce anche l’annuncio delle dimissioni di Christine Lagarde a febbraio. Il suo successore dovrà trovare un equilibrio complesso tra il riportare stabilmente l’inflazione verso l’obiettivo e il preservare la fiducia dei mercati, in un’Europa sempre più frammentata. In vista del 2027, gli investitori dovranno quindi monitorare sia l’evoluzione della politica monetaria sia l’orientamento della futura leadership della BCE”.

Non solo tassi, fari puntati sull’annuncio dell’addio di Christine Lagarde

Sebbene l’esito della riunione della BCE fosse scontato ampiamente dai mercati, oggi, giovedì 29 ottobre 2026, è una giornata cruciale.

Per la prima volta da quando Lagarde ha preso le redini della Banca centrale europea alla fine di ottobre del 2019, l’attenzione dei mercati e della stampa sarà rivolta forse più a quella che sarà la nuova identità dell’istituzione dopo l’addio della Presidente, confermato alla data del 7 febbraio 2027, che alla direzione futura dei tassi di interesse dell’Eurozona.

O meglio: sarà concentrata a capire come la nuova BCE potrà influenzare la dinamica dei tassi nel blocco, in una fase campale per l’economia dell’Eurozona, non solo per l’inflazione che continua a sfuggire al suo controllo, stavolta per le conseguenze della guerra USA-Iran che si sono tradotte in uno shock energetico e petrolifero, ma anche per gli appuntamenti elettorali in dirittura d’arrivo: in primis, per le elezioni presidenziali in Francia, Paese che sta vivendo una forte crisi fiscale e, di conseguenza, di credibilità.

Non per niente, la scelta di Lagarde di dire addio alla Presidenza dell’Eurotower in anticipo, ha a che fare proprio con la ’sua’ Francia.

Commenti

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L’ inflazione, è sempre un fenomeno monetario, la crisi energetica è una scusa per chi ci vuole credere. Le banche centrali sono ormai prone ai bisogni di capitali di stati e grandi imprese. Comprare bond è come scegliere la mela meno marcia in un cesto di mele che stanno marcendo e comprare azioni, ai prezzi attuali,è come pagare un milione di euro una bancarella della frutta che fattura 5000 euro all’ anno. Unica soluzione reale? Gli immobili, tenendoli sfitti ovviamente, che altrettanto ovviamente è ciò che tutti sconsigliano. Meglio perdere qualcosa in tasse che perdere tutto per l’ inflazione o un crollo della borsa

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