Bar, ristoranti e pagamenti digitali: dove sta andando il settore?

26 Ottobre 2022 - 19:30

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I pagamenti digitali in bar e ristoranti stanno diventando sempre più comuni. Ma in che direzione va il settore? Se ne è discusso all’evento «Cashless & Criptovalute» organizzato da Money.it

I pagamenti digitali sono sempre più utilizzati all’estero, e finalmente anche in Italia. A partire dal 30 giugno infatti, per i commercianti è diventato obbligatorio mettere a disposizione della propria clientela il POS per i pagamenti digitali, una scelta che ha fatto molto discutere per i vantaggi e gli svantaggi che ha portato. Di questo e molto altro si è parlato all’evento «Cashless & Criptovalute, al bar, al ristorante e non solo», un evento organizzato da Money.it che ha avuto luogo a Milano il 24 ottobre.

All’interno del primo panel, dal titolo «Il cashless non ha prezzo» sono intervenuti quattro ospiti: Francesco Sacco, docente della SDA Bocconi, dell’Università dell’Insubria e autore di StartUp economy, Fabio Simonutti, Head of Platform Solutions di Fabrick, Sara Preceruti, Chef del ristorante Acquada e Vittorio Borgia, Ceo delle pasticcerie Baunilla e del ristorante Bioesserì; e sono stati moderati da Dario Colombo, responsabile area B2B di Money.it.

Pagamenti digitali al bar e al ristorante: cos’è cambiato?

I pagamenti digitali stanno portando molti benefici, sebbene necessitino ancora di essere perfezionati. Sara Preceruti si è detta soddisfatta poiché «grazie ai pagamenti digitali è diminuito drasticamente il numero di persone che non si presentano al ristorante, il che ha un peso importante in un locale che fa complessivamente 20 coperti a sera. Adesso, potendo connettere la carta di credito alla prenotazione, le persone tendono maggiormente ad avvisare qualora non possano presentarsi, il che ci dà la possibilità di accettare altre prenotazioni o, in alternativa, di accreditare al cliente il costo del tavolo per coprire almeno parzialmente le spese a cui si va incontro». D’altra parte, Preceruti fa notare che «l’unico svantaggio presentato dai pagamenti digitali attualmente, sono le commissioni».

Pagamenti digitali al bar e al ristorante: sempre più verso il cashless

I pagamenti digitali sono fondamentali anche per Vittorio Borgia, il quale ha scelto, non senza polemiche, di non accettare più contanti nei suoi locali. Riguardo a questa scelta ha commentato: «Avendo già quattro punti vendita, per noi, la gestione del contante era diventata un costo». In particolare, le spiegazioni che Borgia ha addotto sono di natura logistica e di sicurezza: «avere una persona che ogni settimana fa il giro delle pasticcerie per ritirare i contanti per poi andare a fare il versamento in banca ha un costo in termini di tempo, mentre dal punto di vista della sicurezza, nell’ultimo anno abbiamo subito sia dei tentativi di furto, sia dei furti andati a buon fine. Nonostante i costi delle commissioni per i pagamenti digitali, questi sono comunque inferiori rispetto ai soldi che ci sono stati illegittimamente sottratti».

In seconda battuta, Borgia ha affermato di aver preso questa scelta anche per mandare un segnale poiché, a suo dire, «i ristoratori e i commercianti in generale sono spesso tacciati come gli evasori d’Italia». Ha tuttavia affermato che con il solo cashless non si sconfigge l’evasione fiscale, ma questo rappresenta pur sempre un ottimo inizio.

Pagamenti digitali al bar e al ristorante: quali sono state le reazioni?

Interrogato da Dario Colombo circa le reazioni riguardo la sua decisione di imporre i pagamenti cashless in alcuni dei suoi locali, Borgia ha affermato che queste sono state sia social, sia fisiche: «dal punto di vista dei social, sono arrivate molte critiche da parte di persone contrarie all’obbligo del POS, è tuttavia necessario specificare che circa il 95% di queste persone non vivono a Milano, il che fa pensare che lo abbiano fatto per il puro gusto di criticare». Mentre i colleghi, afferma Borgia, «si sono congratulati per la scelta coraggiosa affermando che secondo loro anticipa i tempi, tuttavia io sono convinto che in una città come Milano essere cashless significa semplicemente stare al passo».

Dal punto di vista della clientela, afferma Borgia: «molti clienti sono stati entusiasti di questa scelta, mentre altri hanno smesso di frequentare i locali, poiché in disaccordo».

Pagamenti digitali al bar e al ristorante: serve dare dei vantaggi

Se dunque, com’è stato appurato, il cashless è così comodo e sicuro, come mai non viene adottato in maniera diffusa? A questa domanda ha cercato di rispondere Fabio Simonutti: «serve dare dei vantaggi, sia al cliente, sia al commerciante. Inizialmente, ogni nuovo strumento di pagamento trova grandi difficoltà, poiché per funzionare necessita di un cambio di abitudini quotidiane, così come al tempo era stato per le carte di credito. Il nuovo strumento di pagamento quindi va reso accessibile offrendo dei vantaggi come incentivo».

Tra i metodi consigliati da Simonutti ci sono ad esempio la possibilità di non far pagare la commissione agli esercenti, che spesso sono state un deterrente all’uso del POS, mentre per il cliente un vantaggio interessante può essere rappresentato da dei sistemi di fidelizzazione o da degli sconti a cui si può accedere utilizzando il nuovo strumento di pagamento.

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