Autovelox, senza foto la multa può essere annullata. Ecco come non pagare

Simone Micocci

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Multa autovelox senza foto, può essere annullata ma a delle condizioni. Facciamo chiarezza.

Autovelox, senza foto la multa può essere annullata. Ecco come non pagare

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Hai ricevuto una multa per eccesso di velocità: l’autovelox ha rilevato il superamento del limite e fotografato la tua targa, permettendo così alle autorità di identificare il veicolo e applicare la sanzione prevista.

Nel verbale che ti è stato notificato, però, la foto non c’è, una circostanza che può far sorgere qualche dubbio, ma che di per sé non basta a contestare la multa: in Italia, infatti, la fotografia non deve essere allegata alla notifica, anche per tutelare la riservatezza delle persone riprese.

Questo non significa che l’immagine, in quanto prova dell’infrazione, possa mancare del tutto. Se l’automobilista contesta la sanzione e si arriva davanti al giudice, l’amministrazione deve infatti dimostrare che la violazione è stata effettivamente commessa.

E quando l’accertamento si basa sulla fotografia scattata dall’autovelox, questa può fare la differenza tra una multa da pagare e una da annullare.

È già successo, d’altronde, che i giudici abbiano dato ragione agli automobilisti proprio perché l’amministrazione non aveva prodotto le immagini necessarie a provare l’infrazione, secondo il principio secondo cui la documentazione su cui si fonda la sanzione deve consentire di verificare la correttezza dell’accertamento.

Vale allora la pena capire quando una multa dell’autovelox può essere annullata per mancanza della foto, facendo chiarezza su quali elementi controllare prima di valutare un ricorso.

Anche perché si tratta di una questione che ovviamente interessa anche altre violazioni rilevate attraverso dispositivi elettronici, come il passaggio con il semaforo rosso, per le quali occorre però considerare le specifiche regole di accertamento.

Multa con fotografia, quando si può annullare

Ritorniamo per un attimo su un aspetto centrale, quello relativo agli allegati alla notifica della multa.

D’altronde, quando la violazione viene accertata attraverso una telecamera si potrebbe pensare che sia obbligatorio ricevere anche la fotografia che documenta l’infrazione. In realtà non è così, in quanto il Codice della strada, all’articolo 201, disciplina la notifica del verbale e richiede che siano riportati gli estremi precisi e dettagliati della violazione, senza prevedere l’obbligo di allegare le immagini.

Per gli autovelox, inoltre, le regole sulla riservatezza prevedono che la documentazione fotografica sia messa a disposizione dell’interessato esclusivamente su richiesta, anziché essere inviata al domicilio insieme alla multa.

La multa, quindi, non può essere annullata per il solo fatto che nella busta manchi la fotografia. Tuttavia, chi ritiene che la sanzione sia illegittima può comunque fare ricorso, rivolgendosi alternativamente al prefetto entro 60 giorni oppure al giudice di pace entro 30 giorni (60 giorni per chi risiede all’estero) dalla contestazione o dalla notifica.

È proprio in sede di giudizio che la fotografia assume un ruolo rilevante e differente: quando la violazione è stata ricostruita attraverso le immagini dell’autovelox, infatti, l’amministrazione deve fornire le prove su cui si fonda la sanzione. Di conseguenza, se la foto non viene prodotta e gli elementi disponibili non sono sufficienti a dimostrare l’infrazione, il giudice può accogliere il ricorso e annullare il verbale.

È quanto accaduto, ad esempio, nel caso esaminato dal Giudice di pace di Cassino con la sentenza n. 2430/2021, in quanto l’amministrazione non aveva depositato le fotografie e il solo verbale, redatto successivamente all’infrazione sulla base delle immagini, è stato ritenuto insufficiente a provare la violazione.

Come non pagare una multa senza foto

A questo punto è più facile capire qual è l’iter da seguire per contestare una multa quando manca la prova fotografica.

Il primo passo è chiedere di consultare le immagini che documentano la violazione, rivolgendosi al comando che ha emesso il verbale. Le procedure, ovviamente, variano in base all’amministrazione di riferimento: in molti casi, ad esempio, è possibile visualizzarle direttamente online, attraverso il portale indicato nella notifica. In alternativa, bisogna presentare una richiesta di accesso agli atti, seguendo le modalità previste dall’ente.

Conviene farlo appena ricevuta la multa: per quanto non esista un termine generale entro il quale chiedere la fotografia, la richiesta non sospende né proroga le scadenze per fare ricorso. Pertanto, attendere la risposta dell’amministrazione potrebbe comportare il superamento dei termini sopra indicati, con il rischio di non fare in tempo.

Una volta ottenuta la foto, e laddove dalla consultazione emerga che l’immagine ritrae un veicolo diverso oppure, insieme ai dati della rilevazione, non consente di attribuire con certezza l’infrazione al mezzo sanzionato, ci possono essere elementi per chiedere l’annullamento della multa, seguendo l’iter descritto sopra. Attenzione però: la fotografia deve permettere di identificare il veicolo, non necessariamente il volto di chi guidava.

Ancora peggio nel caso in cui la foto non ci sia proprio, il che rende altamente probabile la vittoria in sede di ricorso.

La mancata risposta alla richiesta, invece, non dimostra da sola che la foto non esista e pertanto non cancella automaticamente la sanzione. In caso di ricorso, sarà quindi il giudice a valutare la documentazione e a stabilire se l’amministrazione abbia fornito prove sufficienti della violazione, come avvenuto nel caso già ricordato del Giudice di pace di Cassino.

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