Arriva un nuovo BOT 12 mesi mentre il BTP a 1Y sfonda il 3% e sfiora il 3,10%

Stefano Vozza

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Presentiamo pro e contro del Buono Ordinario del Tesoro di ottobre che cade in un timing relativamente propizio per chi investe e non per chi emette

Arriva un nuovo BOT 12 mesi mentre il BTP a 1Y sfonda il 3% e sfiora il 3,10%

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Come da calendario, nel tardo pomeriggio di martedì 6 è arrivato il Comunicato MEF con tutti i dettagli tecnici del neo BOT a 1 anno di vita utile e residua. Prima ancora di illustrarli diciamo subito che il timing di emissione non è male per l’investitore. A inizio decennio, e per diversi anni, il BOT offriva rendimenti negativi, nel senso che era il risparmiatore a “pagare interessi” all’emittente. Era l’epoca del denaro a costo nullo per cui gli yield erano una miseria su tutti i timeframe, e negativi su quelli corti o medio-corti.

Oggi il macro scenario economico e monetario mondiale è mutato radicalmente. Le economie corrono ormai da anni, le Borse hanno fatto pure di meglio, ma molti PIL si sono trascinati dietro rialzi costanti del costo della vita e debiti pubblici da paura. Pensiamo ai Bonus dati indiscriminatamente a pioggia in Italia, alle costanti spese in deficit in Francia, Regno Unito e USA, etc. Morale, oggi gli yield sono dalla parte di chi investe e non di chi emette debito. Al riguardo, arriva un nuovo BOT 12 mesi mentre il BTP a 1Y sfonda il 3% e sfiora il 3,10%.

I dettagli tecnici del neo Buono Ordinario del Tesoro

La matricola identificativa ISIN è IT0005735094, e dalla settimana prossima sarà visibile e negoziato sul MOT di Borsa Italiana. Ha data emissione 14/10/2026 e scadenza tra 365 giorni esatti, ossia alla stessa data del 2027. L’importo offerto alla 1° tranche è di 8 mld di €, mentre è di 1,2 quello riservato all’asta supplementare. Messi insieme faranno quasi l’intero stock di BOT 12M in scadenza martedì 14, 9,9 mld di €.

Il Tesoro li emetterà con il meccanismo dell’asta competitiva, a cui parteciperanno solo i c.d. “Specialisti in titoli di Stato”. Essi esprimeranno le loro preferenze in termini di rendimenti, e quello finale esitato sarà lo yield che si porteranno a casa i futuri aggiudicatari del titolo.
In parole semplici, il guadagno del neo BOT sarà dato dalla differenza tra prezzo di carico, sotto la pari, e il valore di rimborso a scadenza a cento. Per chi lo rivenderà anzitempo, dalla differenza tra prezzo di ingresso e quello di uscita a mercato. Nessuna cedola, infatti, verrà staccata dal titolo nel corso dei suoi 12 mesi di vita fruttifera.

Quale rendimento esiterà il neo BOT a 12 mesi?

Fino a quando non saranno terminate le procedure d’asta possiamo solo farci una vaga idea del futuro rendimento esitato, niente di più. L’esercizio non è tuttavia impossibile da fare, anche se non porta al risultato esatto, ma molto approssimativo, sì.

A metà mattinata del 7/10 il BTP a 1 anno rende (fonte: Investing) il 3,08%, con valori min-max (al tempo dell’articolo) a 3,077% e 3,097%. Il picco dello scorso 14 settembre a 3,198% non è poi così distantissimo. Basterebbe una o più di una “brutta” news di una certa portata per vedere i grafici formare un’altra gamba rialzista, molto probabilmente in direzione 3,40-3,50%.
Sono scenari che si augura chi ha soldi da investire, decisamente meno chi si indebita (lo Stato, la nazione) e chi ha già soldi investiti su obbligazioni. Se salgono gli yield scendono i prezzi di mercato dei bond già acquistati, aprendo a potenziali perdite in portafoglio. Potenziali perché teoriche fino a quando non si vende, mentre se si porta a scadenza il titolo il rimborso sarà a 100, sempre salvo default emittente.

Tradare un BOT a 2 o 5 o 8 mesi

Nei fatti le attuali attese di mercato sul neo BOT 1Y sono per un rendimento di aggiudicazione di poco over 3%, ma la certezza l’avremo ad asta conclusa.
Ora immaginiamo un risparmiatore con una disponibilità di 50mila € cash sul c/c o libretto di risparmio, ignaro sul tempo effettivo di utilizzo. Cioè quei soldi gli serviranno entro 6 o 12 o 18 mesi, per esempio, e si chiede se sia meglio tenerli fermi o provare a farli fruttare nel frattempo. È doveroso sottolineare che ragioneremo in termini di ipotesi e di “probabilità di trend futuri”, non di certezze assolute. Semplicemente non le abbiamo, così come non le dispone nessuno.

Agli yield di stamane, il prezzo di aggiudicazione d’asta dovrebbe essere molto prossimo a 97 centesimi. Poi sarà 96,9 o 97,2 lo sapremo ad asta ultimata; qui lo fissiamo arbitrariamente a 97,03.
Ora, dato il trend storico dei corsi dei BOT a 12 mesi, quali potrebbero essere i valori di mercato tra 2 o 5 o 8 mesi, per esempio? Qui dobbiamo fare un’altra ipotesi fondamentale, e cioè che i tassi restino costanti e invariati da qui alle tre date citate. Fatte tutte queste premesse, potremmo trovarci corsi, nell’ordine, a 97,5, 98,25 e 99 circa. Su ipotetici 50mila € nominali investiti inizialmente, i guadagni al netto di ritenuta potrebbero aggirarsi sui 210, 530 e 850 € (alle rispettive scadenze).

Arriva un nuovo BOT 12 mesi mentre il BTP a 1Y sfonda il 3% e sfiora il 3,10%

Chiudiamo dando uno sguardo al calendario delle operazioni di sottoscrizione. Il termine ultimo di prenotazione del titolo da parte del pubblico retail è fissata per giovedì 8, con taglio minimo di 1.000 € nominali e relativi multipli. La prenotazione può effettuarsi tanto allo sportello quanto in remoto, se abilitati alla relativa operatività bancaria. In tutti i casi dovrà avvenire per il tramite con cui si è attivato il conto titoli.
Venerdì 9 e lunedì 12 si terranno le aste ordinaria e supplementare, mentre mercoledì 14 sarà il giorno di regolamento per tutti.

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