Arriva DarkBERT, la nuova IA addestrata sul dark web

Enrica Perucchietti

25 Maggio 2023 - 08:00

In Corea del Sud un gruppo di ricercatori è riuscito a creare un nuovo modello linguistico chiamato DarkBERT, una sorta di «controllore» del dark web per monitorare le informazioni illecite.

Arriva DarkBERT, la nuova IA addestrata sul dark web

Che cosa succederebbe se programmassimo una machine learning per scendere nella tana del Bianconiglio, addestrandola a calarsi nel dark web?

La risposta è vicina, grazie a DarkBERT, un Modello di linguaggio esteso (LLM) addestrato nella rete oscura che, grazie all’architettura RoBERTa sui cui si basa, riesce a imparare una enorme quantità di informazioni in pochissimo tempo, così da sviluppare la forma di comunicazione migliore per integrarsi nel dark web e scovare ogni informazione nascosta.

Il dark web è infatti una parte nascosta di Internet a cui si può accedere solo attraverso un browser speciale come Tor. Il suo scopo è mantenere l’attività online anonima e privata, spesso a sostegno di attività e applicazioni illegali, ma non solo, perché alcuni utenti lo usano per aggirare la censura imposta dal loro governo.

L’anonimato del dark web, infatti, attrae molti utenti che sarebbero in pericolo se rivelassero la loro identità online: vittime di abusi, gole profonde, dissidenti politici, attivisti. I vantaggi della rete oscura, però, vengono sfruttati anche da chi sceglie di agire al di fuori della legge, con metodi esplicitamente illegali.

La rete oscura conta infatti miliardi di pagine web nascoste che comprendono gruppi, blog e negozi in cui vengono principalmente svolte azioni illegali. Pertanto, il suo studio e la sua sorveglianza risultano essere particolarmente complessi anche per i corpi di sicurezza speciale.

Il potenziamento di DarkBERT ha richiesto, e richiederà, un aggiornamento costante nel tempo; tuttavia, grazie al suo aiuto si potranno finalmente intercettare i criminali che operano nell’ombra (dagli hacker ai sicari su commissione).

Grazie a questo strumento e l’uso del browser Tor sono state ricercate oltre 1,2 miliardi di parole che hanno reso l’IA sempre più performante e capace di generare contenuti per addentrarsi ulteriormente nelle profondità più nascoste del dark web.

Il team sudcoreano sostiene che il software è molto più efficace nel «dare un senso al dark web» rispetto ad altri modelli che sono stati addestrati per completare attività simili.

Gli addetti ai lavori suggeriscono che DarkBERT possa essere utilizzato per una varietà di attività relative alla sicurezza informatica, come il rilevamento di siti che vendono ransomware o divulgano dati riservati.