Le quotazioni di Usd/Chf si sono portate a ridosso di un supporto statico che, se violato, permetterebbe ai venditori di incrementare la loro pressione. Vediamo come impostare delle possibili strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9634 |
| Variazione | -0,10% |
| Max (52 settimane) | 1,0028 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9780 |
| RSI 14 | 44,12 |
| MACD | -0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,52% |
| 1 mese | 0,17% |
| 3 mesi | -0,73% |
Negli scorsi giorni, i prezzi di Usd/Chf hanno nuovamente dimostrato una certa debolezza di fondo, venendo respinti dalla linea di tendenza che unisce i massimi del 20 marzo a quelli del 24 aprile 2020.
La discesa delle quotazioni si è poi estesa fino al livello orizzontale a 0,9596, lasciato in eredità dai minimi del 14 aprile scorso, dove hanno iniziato un timido rimbalzo.
Questa zona è particolarmente importante, in quanto una sua violazione darebbe modo ai venditori di incrementare la loro pressione fino all’intorno di 0,92, dove passa il supporto di lungo periodo espresso dai lows del 9 febbraio 2015.
Al contrario, la strada per i compratori è ricca di ostacoli, come quello fornito dalla linea di tendenza menzionata prima, dalla media mobile semplice a 200 giorni e dalla trendline ottenuta collegando i top del 26 aprile e 7 maggio 2019.
Solo con una rottura di tali resistenze il cambio potrebbe raggiungere il livello di concentrazione di offerta posto sulla soglia psicologica a 1, corrispondente anche al livello orizzontale ereditato dai minimi del 24 maggio 2019.
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