La riaccensione delle tensioni commerciali tra Usa e Cina ha permesso ai prezzi dell’Usd/Jpy di scendere in maniera decisa. Dal punto di vista grafico, le quotazioni sembrano destinate a proseguire il loro percorso discendente
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 106,96 |
| Variazione | 0,36% |
| Max (52 settimane) | 114,550 |
| Min (52 settimane) | 104,870 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 110,450 |
| RSI 14 | 36,005 |
| MACD | -0,050 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 1,61% |
| 1 mese | 0,86% |
| 3 mesi | 4,25% |
Le quotazioni dell’Usd/Jpy hanno virato in deciso ribasso ieri, dopo la riaccensione delle tensioni commerciali tra Usa e Cina (per approfondire). Con i crolli del mercato azionario, gli investitori sono tornati sui beni e le valute rifugio, dove lo Yen gioca uno tra i ruoli principali.
Graficamente, i prezzi del cambio non sono riusciti ad effettuare la rottura del livello statico a 108,80, lasciato in eredità dai massimi dell’11 giugno scorso. La struttura grafica si è poi complicata alla violazione della linea di tendenza di breve periodo ottenuta con i lows del 25 giugno 2019 a quelli del 18 lugli 2019.
Ora i corsi sembrano puntare a quota 106,453, zona di transito della trendline disegnata collegando i top del 24 aprile con quelli del 22 maggio scorsi. Qui le quotazioni potrebbero riuscire a prendere un po’ di respiro prima di ricominciare il percorso ribassista.
Per i venditori invece, eventuali rialzi sono interpretabili come occasioni per partecipare al downtrend che accompagna i corsi da diversi mesi.
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