Le quotazioni di Usd/Chf stentano a recuperare terreno dopo i recenti ribassi. Ecco i livelli più interessanti da tenere sott’occhio
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9449 |
| Variazione | 0,00% |
| Max (52 settimane) | 1,0028 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9750 |
| RSI 14 | 37,27 |
| MACD | -0,005 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,40% |
| 1 mese | 2,86% |
| 3 mesi | 3,87% |
Seduta all’insegna dei leggeri rialzi per Usd/Chf, che sta tentando di recuperare parte delle perdite messe a segno nelle ultime due giornate di contrattazione.
Da un punto di vista grafico, la struttura del cambio evidenzia una certa debolezza, con i corsi che non sono stati in grado di proseguire l’impulso ascendente che si è venuto a creare dopo il modello di Pin bar bullish dello scorso 11 giugno.
Nel breve periodo, a fermare una potenziale avanzata dei prezzi è stata la resistenza espressa dai top del 10 giugno 2020 che, se venisse violata, permetterebbe un test della coriacea area di concentrazione di offerta a 0,96, dove passano il livello orizzontale ereditato dai lows del 14 aprile e la linea di tendenza che collega i top del 23 marzo e 24 aprile scorsi.
Solo con una rottura di tali ostacoli gli acquirenti potrebbero alzare le mire verso la media mobile semplice a 200 giorni, per poi passare alla trendline ottenuta collegando i massimi del 26 aprile e 7 maggio 2019.
Al contrario, un ribasso oltre 0,94 darebbe ai venditori l’opportunità di tornare a veleggiare a ridosso del supporto statico a 0,9197, lasciato in eredità dai minimi del 9 febbraio 2015.
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