I prezzi di Usd/Chf hanno concluso una serie di sei barre positive con una candela ribassista piuttosto estesa. Per il cambio potrebbe ora tornare una fase di debolezza
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9719 |
| Variazione | -0,26% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9808 |
| RSI 14 | 52,90 |
| MACD | 0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,61% |
| 1 mese | -4,81% |
| 3 mesi | 0,21% |
Ieri, il cambio Usd/Chf ha dato vita ad una barra ribassista piuttosto estesa, la quale ha concluso la serie di sei candele positive di fila.
A respingere l’avanzata dei compratori è stato l’arrivo dei prezzi alla media mobile semplice a 200 giorni, che costituisce la base dell’area di concentrazione di offerta formata con la linea di tendenza che unisce i massimi del 26 aprile e 7 maggio 2019.
L’impossibilità dei prezzi di superare i precedenti top (segnati lo scorso 20 marzo, a 0,9901) aumenta le possibilità che quello in corso sia un failure swing, il quale avrebbe la possibilità di far riprendere il downtrend principale.
In tal senso, maggiori indizi di una ripresa delle pressioni di vendita si avranno in caso di rottura della trendline che unisce i minimi del 9 e 30 marzo 2020. In tal caso, un primo obiettivo della discesa sarebbe identificabile sul sostegno transitante a 0,9570.
Se anche quest’ultimo livello dovesse venire violato, vi sarebbero pochi ostacoli capaci di fermare un impulso discendente fino alla zona di concentrazione di domanda a 0,9188.
Al contrario, il quadro beneficerebbe di un miglioramento nel caso in cui i corsi dovessero riuscire a superare la linea di tendenza discendente descritta prima.
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