I prezzi di Usd/Chf sono arrivati a una coriacea area di concentrazione di offerta dopo l’ultimo impulso rialzista. Vediamo come impostare una possibile strategia operativa
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9854 |
| Variazione | 0,15% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9817 |
| RSI 14 | 63,67 |
| MACD | -0,003 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -3,90% |
| 1 mese | -0,64% |
| 3 mesi | -0,36% |
Nelle scorse sedute, si è assistito ad un forte apprezzamento del dollaro Usa nei confronti di gran parte delle altre valute.
Per quanto riguarda l’Usd/Chf ad esempio, le quotazioni si sono portate dai minimi dal 16 febbraio 2018, a 0,9188, ai top dall’11 dicembre 2019, a 0,9885.
Dal punto di vista grafico, sono numerosi i livelli che il cambio è riuscito a recuperare, dando dei segnali di forza. Ad esempio, il ritorno dei prezzi al di sopra di 0,957 e di 0,9716, resistenze lasciate rispettivamente in eredità dai massimi del 20 marzo 2018 e dai minimi del 10 gennaio 2019, hanno permesso ai corsi di accelerare notevolmente l’ascesa, fino ad arrivare all’area di concentrazione di offerta più importante nel medio periodo.
Nella zona compresa tra 0,9817 e 0,9922 infatti, transitano la media mobile semplice a 200 giorni, la resistenza statica espressa dai lows del 24 settembre 2019 e la linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 26 aprile 2019 a quelli del 29 novembre 2019.
Considerando la struttura ribassista del cambio nel medio periodo, si potrebbero valutare strategie di natura short in caso di ritorno delle quotazioni al di sotto di 0,9817.
Al contrario, un recupero 0,9934 permetterebbe ai compratori di riportarsi verso l’area psicologica di 1 in primis, per poi passare a quota 1,023.
© RIPRODUZIONE RISERVATA