I crescenti timori degli operatori hanno causato acquisti di asset rifugio, tra i quali il Franco svizzero. Al momento, i prezzi dell’Usd/Chf stanno rifiatando dopo i ribassi delle scorse ottave. Vediamo come impostare alcune strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9795 |
| Variazione | -0,31% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9542 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9963 |
| RSI 14 | 47,83 |
| MACD | -0,003 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,69% |
| 1 mese | 0,86% |
| 3 mesi | 3,11% |
I forti ribassi degli azionari e i crescenti timori degli operatori sul fronte del rallentamento della crescita mondiale e su quello della guerra commerciale tra Usa e Cina, hanno causato acquisti di asset rifugio, tra i quali il Franco svizzero.
La situazione è dipinta chiaramente dal grafico dell’Usd/Chf. I prezzi hanno infatti iniziato una fase discendente, accelerata con la rottura della linea di tendenza di lungo periodo che unisce i minimi del 16 febbraio 2018 a quelli del 21 settembre 2018.
La discesa in essere ha anche permesso di effettuare la violazione della media mobile semplice a 200 giorni, transitante sulla soglia psicologica di 1. Ora i corsi stanno tentando di recuperare terreno con il rimbalzo dal supporto a 0,9716, lasciato in eredità dai minimi del 10 gennaio 2019.
Per i compratori, questa occasione potrebbe rivelarsi interessante per una strategia di breve periodo che miri al riassorbimento di parte degli ultimi ribassi.
I venditori invece potrebbero attendere un ritorno dei prezzi verso le principali resistenze, come quella dinamica ottenuta collegando i lows del 25 giugno a quelli del 22 luglio 2019. In questo senso, a corroborare l’ipotesi di una prosecuzione dei ribassi è la figura di doppio massimo relativo a 0,9952, confermata lo scorso 5 agosto: in tal senso, l’obiettivo del modello non sarebbe ancora stato raggiunto.
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