Nelle ultime due sedute, le quotazioni di Usd/Chf hanno fornito un segnale di debolezza, passando al di sotto di un livello dinamico di breve periodo. Vediamo come impostare due possibili strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9653 |
| Variazione | 0,08% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9806 |
| RSI 14 | 48,60 |
| MACD | 0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 1,24% |
| 1 mese | -2,62% |
| 3 mesi | 0,76% |
Seduta poco mossa per Usd/Chf, con gli operatori a regime ridotto con la chiusura di gran parte dei mercati a causa delle vacanze pasquali.
Dal punto di vista grafico, tra ieri e oggi si sta perfezionando un segnale ribassista, con i prezzi scesi al di sotto della linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 9 e 30 marzo 2020. A corroborare tale indicazione è il failure swing completato nell’ultimo impulso, quando i corsi non sono riusciti a superare i precedenti massimi a 0,9901.
Oltre a questo, l’avanzata dei compratori è stata nuovamente respinta dalla resistenza più importante da giugno 2019: la media mobile semplice a 200 giorni.
Con questa violazione, il cambio potrebbe tornare in primis verso il supporto di lungo periodo a 0,9570, espresso dai massimi del 20 marzo 2018, per poi tornare verso il livello di concentrazione di domanda a 0,92.
Al contrario, si dovrebbero attendere segnali di forza per una ripartenza nel breve periodo. È infatti necessaria una rottura della SMA 200 in primo luogo, per poi passare a quella relativa alla trendline che collega i top del 26 aprile a quelli del 29 novembre 2019.
Visto che nel breve periodo il rapporto rischio/rendimento sembra essere risicato, ci sarebbe la possibilità di attendere un ribasso marcato, tentando di intercettare un rimbalzo da ipervenduto.
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