I prezzi di Usd/Chf sono inseriti in un quadro grafico piuttosto complesso, vediamo perché
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9727 |
| Variazione | 0,03% |
| Max (52 settimane) | 1,0226 |
| Min (52 settimane) | 0,9183 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9796 |
| RSI 14 | 53,77 |
| MACD | 0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,48% |
| 1 mese | -2,16% |
| 3 mesi | -0,32% |
Nella seduta dello scorso venerdì 24 aprile, i prezzi di Usd/Chf hanno interrotto il rimbalzo, venendo respinti dalla media mobile semplice a 200 giorni.
Le quotazioni si trovano inserite in un downtrend di lungo periodo, il quale da inizio marzo 2020 ha preso una pausa, riportandosi a ridosso della SMA 200, che da giugno 2019 rappresenta un coriaceo ostacolo, capace di attirare sistematicamente nuove vendite.
In questo senso, se da un lato può venir considerata positivamente la successione di massimi crescenti in atto dallo scorso marzo, dall’altro arriva qualche perplessità dalla violazione della linea di tendenza che unisce i minimi del 9 e 30 marzo 2020.
In tal senso, un segnale negativo si avrebbe in caso di discesa da parte dei corsi al di sotto del sostegno a 0,96. In questa eventualità infatti, verrebbe interrotta la serie di top ascendenti menzionata prima.
La strada per il rialzo rimane invece lastricata di ostacoli: tra 0,9844 e la soglia psicologica a 1 transitano infatti il livello statico lasciato in eredità dai minimi del 24 settembre 2019, la linea di tendenza che unisce i top del 26 aprile a quelli del 7 maggio 2019 e la resistenza espressa dai top del 18 giugno 2019.
Solo una rottura di tali livelli potrà permettere ai compratori una ripartenza più strutturata.
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