I prezzi dell’Usd/Chf hanno fornito diversi segnali ribassisti durante le scorse sessioni. Operativamente, la struttura grafica del cambio fa privilegiare (al momento) strategie di natura short
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9899 |
| Variazione | 0,10% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9579 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9950 |
| RSI 14 | 52,34 |
| MACD | 0,003 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,29% |
| 1 mese | -1,58% |
| 3 mesi | -1,81% |
Torna il clima di risk-off sui mercati a causa della cancellazione della visita della delegazione cinese nelle aree agricole statunitensi. Ciò è avvenuto dopo che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di non avere fretta e di volere un accordo completo.
Ne hanno beneficiato le valute rifugio, come il Franco svizzero, che fino a pochi giorni fa avevano subito una fase di debolezza.
Graficamente, l’Usd/Chf ha dato vita a un pattern di Engulfing bearish a ridosso di due resistenze importanti: la prima fornita dalla linea di tendenza che unisce i minimi del 25 giugno ai massimi del 30 agosto 2019, l’altra dal transito della media mobile semplice a 200 giorni.
Questi elementi potrebbero far riprendere il downtrend sul cambio, con un primo obiettivo identificabile sul supporto di breve periodo a 0,98. Il vero banco di prova per valutare la forza dei venditori sarà il test di 0,9716, livello lasciato in eredità dai lows del 10 gennaio 2019: se questa zona dovesse subire un breakout, sarebbe ragionevole attendersi un deciso incremento della pressione ribassista.
I compratori potrebbero invece sfruttare gli eccessi di ribasso per implementare strategie di matrice long di brevissimo periodo.
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