I prezzi di Gbp/Usd sono passati al di sotto di diversi livelli importanti, che potrebbero riportarli verso la zona degli 1,20. Vediamo come impostare alcune strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2335 |
| Variazione | -1,88% |
| Max (52 settimane) | 1,3514 |
| Min (52 settimane) | 1,1959 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2708 |
| RSI 14 | 28,03 |
| MACD | -0,004 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -5,46% |
| 1 mese | -5,45% |
| 3 mesi | -7,47% |
Le ultime cinque sessioni sono state all’insegna dei forti ribassi per Gbp/Usd, che non è riuscito a mantenere l’impostazione fornita dall’impulso ascendente iniziato a settembre 2019.
Dopo una prova di ripartenza, con il tentativo di violazione della linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 13 dicembre 2019 a quelli del 3 febbraio 2020, i prezzi si sono velocemente riportati al di sotto del livello statico a 1,2773, ereditato dai lows del 14 febbraio 2019, e della media mobile semplice a 200 giorni.
È però con la violazione dello scorso 13 marzo che l’impostazione del cambio ha preso una piega decisamente negativa. Le quotazioni hanno infatti violato il livello statico e psicologico a 1,25, passando contestualmente al di sotto del 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai lows del 3 settembre ai top del 13 dicembre 2019.
Solitamente, la violazione di quest’ultimo livello evidenzia un’incapacità da parte dei prezzi di mantenere l’impostazione positiva. I venditori potrebbero pertanto traghettare i corsi verso i minimi dello scorso 3 settembre, a 1,1959.
Al contrario, un veloce recupero di 1,25 potrebbe far riprendere una certa positività sulla moneta di sua Maestà.
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