Intelligenza artificiale 2026: il calendario dell’AI Act dopo il regolamento (UE) 2026/1744 e il decreto legislativo n. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre.
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L’AI Act non è stato sospeso, ma il suo calendario è cambiato. Il regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus sull’IA, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 24 luglio 2026 ed è in vigore dal 27 luglio. Con il nuovo testo gli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio slittano al 2 dicembre 2027 e, per quelli integrati in prodotti regolati, al 2 agosto 2028.
Il 2 agosto 2026 resta però la data di applicazione generale del regolamento (UE) 2024/1689. In Italia, inoltre, dal 23 ottobre 2026 è in vigore il decreto legislativo n. 179/2026, che adegua l’ordinamento all’AI Act. Vediamo cosa si applica già, cosa è stato rinviato e cosa cambia per imprese, professionisti e datori di lavoro.
Scadenze AI Act: il nuovo calendario
Dopo il Digital Omnibus le tappe sono queste:
- 2 febbraio 2025: divieti dell’art. 5 e obblighi di alfabetizzazione in materia di IA (art. 4);
- 2 agosto 2025: modelli di IA per finalità generali, governance e sanzioni;
- 2 agosto 2026: applicazione generale, compresi gli obblighi di trasparenza dell’art. 50 e le sanzioni per i fornitori di modelli per finalità generali (art. 101);
- 2 dicembre 2026: due nuovi divieti e termine per la marcatura dei contenuti dei sistemi generativi già sul mercato;
- 2 dicembre 2027: sistemi ad alto rischio dell’Allegato III;
- 2 agosto 2028: sistemi ad alto rischio integrati nei prodotti dell’Allegato I.
L’Allegato III comprende, tra gli altri, i sistemi usati per l’identificazione biometrica, per l’ammissione e la valutazione degli studenti, per la selezione del personale, per le decisioni su promozioni e licenziamenti e per l’accesso ai servizi essenziali.
La proroga per la marcatura dei contenuti sintetici (art. 50, par. 2) è limitata. Vale solo per i sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026, che hanno tempo fino al 2 dicembre 2026. Per i sistemi nuovi l’obbligo si applica già.
Dal 2 dicembre 2026 sono vietati anche i sistemi che generano immagini, video o audio sessualmente espliciti di una persona riconoscibile senza il suo consenso. Lo stesso vale per il materiale pedopornografico.
Sistemi ad alto rischio, PMI e sanzioni: cosa cambia per le imprese
L’Omnibus riscrive anche l’obbligo di alfabetizzazione: fornitori e utilizzatori (i deployer) devono adottare misure «volte a sostenere» le competenze del personale, ma non devono garantirne «un livello specifico».
Le PMI e la nuova categoria delle piccole imprese a media capitalizzazione (small mid-cap) hanno una documentazione tecnica semplificata e un sistema di gestione della qualità più leggero. Ogni Stato membro deve avere almeno uno spazio di sperimentazione (sandbox) operativo entro il 2 agosto 2027.
Le sanzioni restano quelle dell’art. 99 dell’AI Act:
- fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per la violazione dei divieti;
- fino a 15 milioni o al 3% per gli altri obblighi, compresa la trasparenza;
- fino a 7,5 milioni o all’1% per le informazioni inesatte alle autorità.
Per le PMI si applica il valore più basso tra importo e percentuale. Il decreto legislativo n. 179/2026 recepisce queste soglie nell’ordinamento italiano (art. 23).
Legge italiana sull’intelligenza artificiale: professionisti e datori di lavoro
La legge n. 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, indica l’AgID e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale come autorità nazionali per l’IA. Per le professioni intellettuali l’art. 13 ammette l’intelligenza artificiale solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro del professionista. Il cliente va informato sui sistemi usati «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo».
Il D.Lgs. 179/2026 aggiunge che la formazione degli ordini professionali comprenda percorsi sull’IA, compresi gli obblighi informativi verso il cliente (art. 47).
Per i datori di lavoro l’art. 41 del decreto fissa una regola netta. Le decisioni finali su assunzione, modifica e cessazione del rapporto, sanzioni disciplinari e valutazioni non possono basarsi solo su un trattamento automatizzato: spettano sempre a una persona. La regola non riguarda la fase di ricerca e selezione delle candidature. Il lavoratore va informato prima e può chiedere una motivazione intelligibile. Il licenziamento intimato in violazione è nullo.
L’AI Act in sintesi
| Data | Cosa si applica |
|---|---|
| 2 febbraio 2025 | Divieti (art. 5) e alfabetizzazione (art. 4) |
| 2 agosto 2025 | Modelli per finalità generali, governance, sanzioni |
| 2 agosto 2026 | Applicazione generale e trasparenza (art. 50) |
| 23 ottobre 2026 | D.Lgs. 179/2026: sanzioni italiane, tutele per i lavoratori, formazione dei professionisti |
| 2 dicembre 2026 | Nuovi divieti; marcatura per i sistemi già sul mercato |
| 2 dicembre 2027 | Alto rischio, Allegato III |
| 2 agosto 2028 | Alto rischio, Allegato I |
Il rinvio dà più tempo alle imprese, ma non sospende il regolamento: trasparenza, divieti e alfabetizzazione sono già obblighi in vigore. Mappare subito i sistemi in uso e classificarne il rischio è il modo più semplice per arrivare pronti al 2027.
Tea Luigia Siano è avvocata, dottore di ricerca in «Social, Theory, Digital Innovation and Public Policies» e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista, coordina la redazione de «Il Vortice».
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