Addio ai caselli in autostrada, arriva il Free Flow. Come si paga il pedaggio senza fermarsi

Emanuela Ceccarelli

20 Agosto 2026 - 21:04

Sostare alle sbarre del casello sarà presto un ricordo, ma il sistema Free Flow nasconde alcune insidie per chi guida un’auto a noleggio.

Addio ai caselli in autostrada, arriva il Free Flow. Come si paga il pedaggio senza fermarsi

Almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati tutti davanti a una coda chilometrica in prossimità del casello autostradale, un vero e proprio incubo fatto di frenate repentine e monete che sembrano non bastare mai. Questo imbuto, che da decenni scandisce l’inizio e la fine dei grandi spostamenti nel nostro Paese, sta per andare definitivamente in pensione.

Seguendo modelli già consolidati in Francia, Spagna e Portogallo, anche la rete viaria italiana sta abbracciando una profonda trasformazione tecnologica. Si chiama Free Flow (flusso libero) ed è un sistema destinato a far finire nel dimenticatoio le lunghe code autostradali.

Cos’è il Free Flow e come funziona la tecnologia a portale

Il Free Flow è un modello di esazione dinamica del pedaggio che azzera le barriere fisiche e consente ai veicoli di proseguire il viaggio alla velocità di crociera consentita, senza la necessità di rallentare o fermarsi. Il cuore dell’infrastruttura risiede in apposite strutture metalliche sopraelevate installate direttamente lungo la carreggiata, chiamate «portali».

Si tratta di architetture hi-tech equipaggiate con sensori avanzati e fotocamere ad alta definizione capaci di scansionare i veicoli in transito in tempo reale. Il meccanismo di rilevamento opera su due binari differenti a seconda della dotazione dell’automobilista.

Chi possiede a bordo un transponder (come Telepass, UnipolMove o simili) viene riconosciuto istantaneamente dalle frequenze radio al passaggio sotto il portale. Il sistema è in grado di addebitare il pedaggio in automatico sul conto o sulla carta collegata, esattamente come avviene nelle corsie dedicate dei tradizionali caselli.

Nel caso in cui l’automobile sia priva di un dispositivo elettronico, entra in gioco l’occhio digitale delle telecamere. Gli apparecchi fotografano la targa del veicolo, sia anteriore che posteriore, e calcolano l’esatto chilometraggio percorso incrociando i dati tra i vari portali superati lungo la tratta, quantificando così l’importo preciso da saldare.

Dove è attivo in Italia: le prime tratte interessate

La tecnologia Free Flow è già presente sul territorio italiano con una copertura di circa 200 chilometri, concentrati prevalentemente nelle regioni del Nord Italia. La prima apripista sul territorio nazionale è stata la A36 (Pedemontana Lombarda), concepita e realizzata fin dall’origine senza barriere. Attualmente la tecnologia è attiva su diversi nodi strategici per la mobilità locale e commerciale:

  • Autostrada A33 Asti-Cuneo: arteria fondamentale per i collegamenti piemontesi;
  • Tangenziale di Como (A59) e Tangenziale di Varese (A60): snodi cruciali per il traffico pendolare;
  • Raccordo Ospitaletto-Montichiari: raccordo di primaria importanza nella provincia di Brescia.

L’obiettivo dei concessionari e delle autorità di settore è quello di estendere progressivamente il modello a gran parte della rete autostradale. Con l’azzeramento delle fermate forzate, infatti, oltre a ottimizzare i tempi di percorrenza si produce un significativo beneficio ambientale, abbattendo le emissioni inquinanti dovute alle continue frenate e ripartenze.

Come si paga l’autostrada senza caselli?

Tutti gli automobilisti che non utilizzano un dispositivo di telepedaggio dovranno saldare l’importo dovuto entro 15 giorni solari e consecutivi dal transito sotto il portale. I gestori hanno messo a disposizione diversi canali di saldo per agevolare gli utenti. In primo luogo è possibile accedere ai portali web dedicati, inserendo la targa del veicolo per visualizzare i transiti da saldare. In alternativa, è possibile recarsi presso sportelli fisici e punti vendita abilitati sul territorio.

Quando un automobilista non paga entro la scadenza prevista, il concessionario invia un sollecito formale di pagamento per posta, con l’addebito delle spese di notifica e recupero crediti. Se il pagamento non viene regolarizzato, la posizione viene segnalata alla Polizia Stradale per violazione dell’articolo 176 del Codice della Strada. In questo caso scatta una sanzione amministrativa che va da 87 a 344 euro, con la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida e l’obbligo di pagare il pedaggio originario maggiorato degli interessi.