Incontro di Parigi, Merkel: no agli Eurobond finché governo io

Federica Agostini

27/06/2012

Incontro di Parigi, Merkel: no agli Eurobond finché governo io

Al meeting di Parigi tenutosi ieri è sembrato evidente; i quattro «big» hanno idee diverse su come poter risolvere l’angosciosa questione del debito sovrano.
A due giorni dal tanto atteso Summit, il Presidente Van Rompuy ha rilasciato un documento di 7 pagine, in cui si discutono i termini dell’unione bancaria e fiscale.

La Cancelliera Angela Merkel ha bocciato, una volta per tutte, la questione degli eurobond, sigillando immediatamente l’idea della mutualizzazione del debito - idea appoggiata anche da Francia, Italia e Spagna - annunciando le sue posizioni ad un incontro di Berlino con la sua coalizione.

Benché la Germania si sia detta risolutamente contraria agli eurobond, parrebbe che sia disposta ad un uso più flessibile dei fondi comunitari al fine di aiutare le banche e rassicurare gli investitori spaventati e scoraggiati dai crescenti rischi legati all’euro.

I partiti della coalizione del Governo Merkel sembrano aver accettato la proposta del fondo ESM, il Meccanismo di Stabilità Europea che potrebbe rappresentare un’ottima risorsa per salvare gli istituti di credito a rischio collasso. Ad esempio, potrebbe ridurre il carico del bailout alle le banche che grava sul debito del governo Spagnolo.

Il Premier Monti ha fatto sapere che è pronto a negoziare le sue posizioni al summit e intende fare il possibile per ristabilire la fiducia dei mercati. Non deve aver fatto piacere a Cipro, il quinto paese ad aver chiesto il bailout, la notizia che la Banca Centrale Europea non accetterà più i titoli di stato come garanzia. Dall’incontro di Parigi, prceduto da quello di Roma, ci si aspettava
maggiore intesa e risolutezza da parte dei premier in attesa del vertice di domani.

Rischio contagio

Gli investitori hanno bisogno di vedere segni di ripresa da parte dell’economia Europea, bisogna debellare il contagioso virus del debito. Ma è pur vero che una Comunità di 27 Nazioni, di cui 17 condividono la stessa moneta, non può fare passi da giganti e farli in fretta.
Il vertice di Bruxelles appoggerà un piano per la crescita. Il tema più scottante sarù quello dell’unione bancaria, a quanto pare i leader dei diversi paesi accetteranno l’istituzione di un organo di supervisione bancaria transnazionale, tuttavia, la Merkel è ancora restia ad accettare qualsiasi forma di garanzia per i depositi o per i fondi di risoluzione per le banche.

Da Washington, Lael Brainard, coordinatore delle politiche diplomatiche con l’Europa, fa giungere ai Premier Europei il messaggio della massima urgenza di stabilire dei piani precisi e mirati, bisogna attrezzarsi per superare la crisi.