UniCredit SpA (UCG), la più grande banca italiana, sta riducendo la sua divisione di cash equity in Europa centrale e orientale, in un piano volto ad aumentare la redditività e ridurre i costi: questo è quanto hanno dichiarato due fonti vicine alla banca.
L’istituto di credito sta chiudendo le sue unità in Russia e Romania e sta ridimensionando il business in Turchia e Polonia, secondo una delle fonti, che ha chiesto di non essere identificata perché il piano non è ancora stato reso pubblico. Secondo la fonte, il taglio delle attività di brokeraggio azionario coinvolgerebbe circa sessanta dipendenti dell’istituto di credito. Un portavoce milanese di UniCredit, interpellato sulla questione, ha rifiutato di commentare.
«Questa è una buona notizia per la banca», ha detto Angelo Drusiani, che gestisce circa 3 miliardi di euro presso la Banca Albertini Syz & C. di Milano. «Va nella giusta direzione, concentrandosi sul proprio core business e tagliando le attività con bassi margini».
Il direttore dell’investment banking di UniCredit, Jean-Pierre Mustier, che in precedenza ha guidato la banca d’investimento di Société Générale, sta rivedendo l’unità per ridurre i rischi e aumentare il profitto. La banca ha già chiuso le sue attività di brokeraggio azionario in Europa occidentale, tagliando diversi posti di lavoro a Londra e Milano nello scorso ottobre.
UniCredit, che opera in ventidue paesi, tra cui Germania, Austria e Polonia, ha circa il 57% del suo fatturato fuori dall’Italia. Il profitto della banca è salito del 13% a 914 milioni di euro nel primo trimestre.