Spagna e Francia sotto il mirino della Commissione europea: sotto la lente d’ingrandimento dei vertici europei la delicata situazione dei conti pubblici.
Ammonite Madrid e Parigi
Madrid non ce la farà a rispettare gli impegni relativi al taglio del deficit al 3% entro il 2013, mentre la Francia sta sottovalutando la propria situazione. Mentre l’Italia si avvia verso il risanamento, Francia e Spagna vengono poste sotto la luce dei riflettori. L’obiettivo di Madrid era quello di tagliare il deficit e farlo arrivare al 3% entro il 2013 (dall’8,9% registrato a fine 2011) attraverso il piano di austerità da 27 miliardi. Obbiettivo non raggiungibile.
A Parigi invece non stanno facendo molto per risanare i conti, innescando probabilmente una situazione che rischia di diventare critica. E così la Commissione Ue chiede alla Francia di «precisare le misure necessarie al fine di assicurare che il deficit sia riassorbito entro il 2013».
Crollano le Borse, l’Ue chiede leadership forte ai singoli governi
A seguito di queste dichiarazioni, la Borsa di Parigi ha subito il colpo, perdendo il 2%, in una giornata che per le principali Borse europee non è stata positiva, anche per via dell’allarme lanciato dal presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso, il quale ha puntato l’attenzione sul rischio di «disintegrazione finanziaria» dell’Euro, richiedendo una «leadership forte e coraggiosa» ai singoli governi, per fronteggiare la contrarietà e le proteste dell’opinione pubblica.
Una boccata d’ossigeno per Madrid arriverebbe però da Olli Rehn, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, il quale ha parlato di una eventuale proroga di un anno (dal 2013 al 2014) concessa alla Spagna affinché raggiunga gli obiettivi sul deficit, ma a condizione che vi sia un maggior monitoraggio della spesa eccessiva nelle regioni semi-autonome aggiunta a una presentazione chiara di piani di budget solidi per i due anni in questione.
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