USA - Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti scendono più del previsto. Il Dipartimento del Lavoro rende noto che le domande sono calate di 37 mila unità nella settimana conclusasi il 24 settembre, portandosi a quota 391.000, il minimo dal mese di aprile.
Il ritmo dei licenziamenti è rimasto pressochè invariato quest’anno, mentre le aziende sono riluttanti ad assumere, in un momento in cui l’economia sta rallentando e le preoccupazioni circa un default nella zona euro crescono.
Un dato positivo, ma che non basta a risollevare le sorti di un mercato del lavoro ancora troppo debole.
L’economia statunitense è cresciuta più velocemente di quanto stimato lo scorso mese, ad un ritmo dell’ 1,3 per cento annuo nel secondo trimestre, contro l’1% della stima preliminare e lo 0,4% dei primi tre mesi del 2011. Il dato, incoraggiato dalla crescita delle esportazioni e della spesa per I consumi, è anche superiore alle attese degli analisti, che stimavano una crescita dell’1,2%. Un segnale positivo dunque, ma “la crescita economica rimane lenta", secondo quanto riportato dal Federal Open Market Committee in un comunicato.
Mentre i funzionari hanno detto che si aspettano un miglioramento nel ritmo della ripresa nei prossimi trimestri, anticipano che «il tasso di disoccupazione scenderà solo gradualmente verso livelli» considerati coerenti con il loro obiettivo e mandato di incrementare l’occupazione.
Il piano da 447 miliardi di dollari del presidente Barack Obama dovrebbe contribuire ad evitare un ritorno alla recessione, sostenendo la crescita e spingendo verso il basso il tasso di disoccupazione entro l’anno prossimo. La normativa, presentata al Congresso questo mese, farebbe aumentare il prodotto interno lordo di 0,6 punti percentuali l’anno prossimo e aggiungerebbe, o almeno manterrebbe, i 275.000 lavoratori a libro paga. Il programma dovrebbe inoltre abbassare il tasso di disoccupazione di 0,2 punti percentuali nel 2012.