L’EVENTO: il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale proseguono oggi le loro riunioni di primavera, programmate dal giovedi alla domenica di questa settimana, a Washington. I ministri delle Finanze e i funzionari delle banche centrali del G20 hanno invece previsto dei meeting per giovedi e venerdì.
ORDINE DEL GIORNO: Ci saranno chiaramente due grandi temi da discutere: il nuovo presidente della Banca Mondiale, e la crisi finanziaria ancora in pieno corso nella zona euro. Un certo numero di interventi sarà anche dedicato all’agenda del prossimo presidente della Banca Mondiale, tra cui una lista molto lunga di questione che le ONG vogliono vedere riformate. Una buona parte della discussione potranno anche concentrarsi su alcuni dei nuovi elementi all’ordine del giorno della Banca Mondiale - come la ’crescita verde’ e la necessità di una revisione delle clausole di salvaguardia ambientale. In preparazione del ’Summit della Terra’ delle Nazioni Unite che si terrà a Rio de Janeiro nel mese di giugno, la Banca ha rilasciato un nuovo report proprio sui temi ambientali nel mese maggio; mentre è atteso un dibattito sugli stessi temi tra il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick, il capo del FMI Christine Lagarde e il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon.
LA SITUAZIONE: il Fondo monetario internazionale è in procinto di espandere la propria capacità di prestito, quasi raddoppiando il suo valore attuale di circa 381 miliardi dollari. Mercoledì scorso, il direttore del FMI Christine Lagarde ha dichiarato di aver raccolto l’impegno di diversi paesi, tra cui la Polonia e la Svizzera, per un incremento pari a 34 miliardi di dollari, portando il totale del fondo a circa 320 miliardi di dollari.
La bozza di un comunicato sul meeting da parte del FMI, ha tuttavia mancato di esprimersi sulla questione dei fondi, dal momento che il direttore Lagarde sta tutt’ora negoziando con i paesi membri per raccogliere ulteriori impegni. Inoltre, il fondo ha incontrato resistenze da parte delle economie emergenti; il ministro delle finanze brasiliano ha infatti dichiarato che il suo paese non è pronto a impegnarsi per uno specifico importo di finanziamenti, mentre il vice ministro cinese delle Finanze ha dichiarato che la Cina non ha ancora preso una decisione in merito a ulteriori fondi per il FMI.
Per quanto riguarda la zona euro, Mahmood Pradhan, vice capo del FMI per l’Europa, ha dichiarato che se un paese dovesse uscire dal blocco europeo per una ragione di default, creerebbe «la più grande crisi finanziaria» che il mondo abbia mai visto, a causa della interdipendenza finanziaria dei paesi all’interno dell’area.
IL MERCATO: L’euro mantiene i suoi guadagni dopo i commenti di Lagarde a favore di un’espansione delle risorse del FMI.
Nella tarda giornata di giovedi, l’euro era a 1,3138 dollari dagli 1,3123 dollari di mercoledì. La valuta comunitaria era inoltre a 107.20 yen dai 106.61 yen della giornata precedente.
I mercati azionari europei si sono chiusi in rosso e in Spagna il rendimento dei titoli di Stato decennali sono aumentati a causa delle voci sul peggioramento della situazione finanziaria del paese. La Spagna, nella prima parte della giornata di giovedì, ha venduto 2.54 miliardi di euro in obbligazioni, appena sopra l’estremità superiore del range di riferimento, in un’asta che è stata visto come un test sulla volontà degli investitori di comprare il debito del paese. Il Tesoro spagnolo, tuttavia, ha confermato di aver dovuto pagare un rendimento maggiore sul titolo a 10 anni, rispetto al passato.
SULLO SFONDO: Negli ultimi mesi, Lagarde ha messo in guardia sul fatto che l’importo delle risorse esistenti del FMI «impallidisce in confronto» alla domanda potenziale di liquidità del fondo. Il FMI ha dichiarato di aver bisogno di un incremento delle sue risorse ai fini del firewall europeo e per soddisfare la domanda potenziale di prestiti di emergenza.
All’inizio della settimana, il FMI ha rivisto al rialzo le prospettive dell’economia mondiale, ma ha avvertito che le minacce provenienti dalla zona euro potrebbero far precipitare il mondo in un’altra crisi finanziaria e distruggere le prospettive di crescita sia per i paesi ricchi che per i poveri.
Il direttore del FMI ha dichiarato che mentre la Spagna sta lavorando per risolvere i problemi, nonostante le enormi difficoltà del suo sistema bancario, la zona euro ha comunque delle risorse disponibili per intervenire con un aiuto, se sarà necessario. La Banca Centrale Europea non ha riavviato un programma per l’acquisto delle obbligazioni spagnole, nonostante le richieste da parte di economisti e politici per un maggiore aiuto della banca centrale, al fine di mantenere gli oneri finanziari verso il basso.
Si è intanto ripresentata l’ansia per quanto riguarda il mercato dei titoli di stato: le preoccupazioni sono cresciute sul fatto che la Spagna e l’Italia possano non essere in grado di finanziarsi in questo mercato: un marcato abbassamento di umore, dal momento che l’ottimismo sulla scia dei fondi triennali che la BCE ha elargito alle banche della regione .
HANNO DETTO: «L’idea (di pompare più denaro nel Fondo Monetario Internazionale) è buona, la sosteniamo, ma se le risorse supplementari sono interamente attribuite all’Europa, è una preoccupazione. Non si tratta della cosa migliore da fare»: questo è quanto ha dichiarato il ministro indonesiano delle Finanze Agus Martowardojo.
Il presidente uscente della Banca Mondiale Robert Zoellick, il quale completerà il suo mandato di cinque anni nel mese di giugno, ha dichiarato che l’Unione europea sta «camminando su una linea sottile», per quanto riguarda la risposta del vecchio continente alla crisi. Ha aggiunto che le recenti azioni della BCE hanno fatto ottenere una pausa della crisi al fine di risistemare le economie nazionali. Alcuni governi, però, potrebbero rischiare di sprecare l’occasione.
Il governatore della Banca centrale polacca Marek Belka ha dichiarato invece che ci sono ancora problemi fondamentali da risolvere in Europa e la regione dovrà riprendersi da un «periodo prolungato di rallentamento della crescita.»
La Banca del Giappone, invece, «continuerà a perseguire la sua politica di forte alleggerimento monetario fino a quando l’obiettivo sarà in vista, soprattutto attraverso dei tassi d’interesse praticamente nulli e l’acquisto di attivi finanziari». Lo scopo dell’istituto di credito è di portare l’inflazione all’1%: questo è quanto ha dichiarato il governatore della banca centrale Masaaki Shirakawa in un discorso pubblico.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonti: The Wall Street Journal.; Bretton Woods Project.
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