Il candidato repubblicano Mitt Romney ha conquistato in Texas la nomination repubblicana. L’ex governatore del Massachusetts, al termine di una estenuante battaglia partita all’inizio dell’anno, ottiene in questo modo il diritto a correre contro Barack Obama alle prossime presidenziali del 6 novembre.
Intanto, nella campagna elettorale, non possono mancare i riferimenti alla situazione economica degli Stati Uniti. Mitt Romney ha così attaccato il presidente Barack Obama per il secondo giorno consecutivo sul deficit del paese, dichiarando che il presidente ha non avrebbe fatto «quasi nulla per risolvere» il debito accumulato in oltre otto anni dall’ex presidente George W. Bush.
Da candidato, Obama «è stato molto critico nei confronti del suo predecessore, in quanto Bush ha accumulato 4.000 miliardi dollari di debito nell’arco di otto anni», ha dichiarato Romney ieri in un discorso tenuto a St. Petersburg, dove ha iniziato una due giorni di campagna elettorale e la raccolta fondi in Florida, uno stato politicamente molto controverso. «Obama dichiarò che quel debito era antipatriottico - irresponsabile e antipatriottico - e aggiunse che lo avrebbe dimezzato se fosse diventato presidente. Invece l’ha raddoppiato», ha detto Romney.
«E’ certamente vero», ha dichiarato il candidato repubblicano, «che non si può incolpare un partito o l’altro per tutti i debiti che questo paese ha contratto, perché entrambe i partiti, a mio parere, hanno speso e preso in prestito troppo quando erano al potere».