Il senatore del Vermont accusa l’ex first lady di ricevere finanziamenti dalle lobby di Wall Street, cosa vera; ma anche lui ha una macchia dal passato in proposito
Il 4 Febbraio si è tenuto un nuovo dibattito tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, i candidati alle primarie del Partito Democratico statunitense (gli unici due rimasti dopo il ritiro di Martin O’Malley), dalle quali uscirà il candidato ufficiale di questo partito alle elezioni presidenziali che si terranno a fine anno.
Un punto particolarmente caldo che è stato sollevato durante il confronto è il finanziamento delle rispettive campagne elettorali. Dopo che il senatore democratico aveva accusato piu’ volte la sfidante di non essere nelle condizioni di affrontare Wall Street con le necessarie politiche di regolamentazione del settore finanziario perché proprio da quel mondo riceve cospicui finanziamenti, l’ex Segretario di Stato ha deciso di affrontare la situazione di petto. Così si è espressa in proposito durante il dibattito:
“Lei può verificare che io non ho mai cambiato opinione su qualcosa per via di finanziamenti che ho ricevuto……E’ tempo che la smetta con queste calunnie artefatte che la sua campagna elettorale ha portato avanti nelle ultime settimane e che parliamo dei problemi!”
In tutta risposta, Sanders ha ricordato un dato di fatto: durante la presidenza del marito, Bill Clinton, fu deregolamentato pesantemente il settore finanziario, cosa che ha probabilmente a che fare con i finanziamenti che il governo del marito ha ricevuto da Wall Street.
Ricordiamo qui in particolare l’abolizione del Glass-Steagal Act, una legge che risaliva ai tempi della presidenza di Franklin Delano Roosevelt: attraverso di questa, promulgata dopo la grande recessione del 1929, era stato imposto alle banche commerciali di non imbarcarsi in investimenti nel settore finanziario, evitando così che incorressero in un’eccessiva esposizione debitoria/creditizia. Questa legge fu cancellata nel 1999, penultimo anno di presidenza per Bill Clinton, e secondo molti questa deregolamentazione è una delle cause della crisi finanziaria del 2007-08.
Un’inchiesta del Washington Post ha rivelato come la famiglia Clinton abbia, in quarant’anni di presenza sulla scena politica, messo su una macchina di finanziamenti molto potente, che ha raggiunto complessivamente i 3 miliardi di dollari; una cifra che supera i 2,4 miliardi di dollari raccolti dalla famiglia Bush. Di questa cifra, almeno 69 milioni di dollari sono provenuti dal settore finanziario, tra cui, ad esempio, un milione di dollari a testa provenienti dai manager di hedge fund Donald Sussman e David Shaw. Secondo un’altra inchiesta dello stesso giornale, nell’attuale campagna elettorale di Hillary 44 milioni di dollari provengono da Wall Street.
Sanders si è invece vantato, durante il dibattito, di aver ricevuto da 3 milioni e mezzo di piccoli donatori una media di 27 dollari.
Hillary Clinton, nello stesso dibattito, ha voluto ricordare che anche Bernie Sanders ha partecipato al generale clima politico favorevole alla finanza, visto che votò favorevolmente, insieme a quasi tutto il Congresso USA di allora, per il Commodity Futures Modernization Act, che permetteva la non regolamentazione dei Credit Default Swaps, tipo di derivati al centro della tempesta finanziaria del 2007-08. E’ però anche vero che il senatore del Vermont si oppose all’abolizione del Glass-Stegal Act quando questa fu effettuata.
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