L’ultima seduta della settimana non è stata certo confortante per i mercati finanziari (Borse di nuovo a picco in Europa e a Wall Street) e soprattutto sui mercati valutari, dove continua a imperversare la crisi dell’Euro ai minimi da 18 mesi contro il Dollaro USA. Il cambio Euro/Dollaro è ormai giunto sul supportone di 1,235-1,23, cioè i livelli di fine ottobre 2008 quando i mercati venivano scossi dal crack di Lehman Brothers. Gli investitori sono sempre più dubbiosi sulla reale possibilità di un bailout di Atene, tanto che il Ceo di Deutsche Bank, Josef Akermann, ha affermato che la Grecia difficilmente sarà in grado di onorare il suo debito. Senza contare le parole dell’ex presidente della Federal Reserve, Paul Volcker, secondo il quale l’Euro si sta avviando verso la completa disintegrazione. E poi c’è l’indiscrezione relativa a un’affermazione del presidente francese Sarkozy (subito smentita) che avrebbe ipotizzato una possibile uscita della Francia dalla zona Euro. Insomma, il contesto all’interno del quale l’Euro dovrebbe recuperare le energie necessarie per venire fuori da questa grave crisi non sembra certo propedeutico per una risalita della valuta europea, tanto che ormai gli analisti finanziari fanno a gara sul target dell’Euro/Dollaro da qui a sei mesi. Sono diverse le “scommesse” dei guru delle grandi banche d’affari, ma quella più credibile – anche perché considera un target più che possibile da un punto di vista “tecnico” - sembra la previsione di Chris Turner di ING per un Eur/Usd a 1,15. Tuttavia, se i timori per il default della Grecia dovessero diventare realtà, con un possibile effetto domino sugli altri Paesi del novero dei PIGS (tra l’altro la Spagna è entrata in un periodo di deflazione), l’Euro/Dollaro potrebbe tranquillamente bucare anche la parità. Nel breve periodo, da un punto di vista tecnico, c’è da attendersi nuovi scivoloni dell’Euro nei confronti delle Majors: un Eur/Usd probabilmente subito in area 1,20, un Euro/Yen in area 110 e un Euro/Franco svizzero ben al di sotto della soglia attuale di 1,40. Proprio il Franco svizzero potrebbe rafforzare il suo status di “valuta rifugio” nel periodo più buio della giovane comunità europea, in barba ai possibili interventi della Banca Centrale elvetica (dimostratisi sempre infruttuosi). Ci attende una nuova settimana di passione e ancora una volta l’Euro rischia di diventare il bersaglio preferito degli speculatori.
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