Ieri l’euro è riuscito a rimbalzare con decisione contro le principali valute, in particolare contro dollaro americano e sterlina. Il tasso di cambio euro/dollaro aveva inizialmente formato il minimo più basso degli ultimi due mesi a 1.2994, ma il breakout ribassista di 1.30 si era rivelato ben presto una falsa rottura. La trappola ha fatto scattare velocemente gli stop e la chiusura degli short trades di brevissimo periodo, facendo così schizzare i prezzi fino a 1.3147.
Tuttavia, la candela giornaliera di ieri è sembrata eccessiva, una sorta di spike di prezzo. Tra l’altro, c’è da considerare che si è giunti subito su una zona di resistenza di breve periodo dove sono prontamente scattati i realizzi. Stamattina il cambio è sceso sotto 1.31 e nelle prossime ore potrebbe muoversi lateralmente tra 1.3150 e 1.3050. La volatilità è aumentata a vista d’occhio, per cui ora è più difficile muoversi in ottica multiday.
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