Trading: gli errori più comuni e i consigli per evitarli

Trading: gli errori più comuni e i consigli per evitarli (parte 1).

Trading: gli errori più comuni e i consigli per evitarli

Fare trading è facile, è quello che verrebbe da pensare.

Da un punto di vista puramente tecnico, si potrebbe anche concordare che l’apertura e la chiusura delle posizioni sono a portata di mouse. Anche la scelta del titolo e la direzione del trading non possono essere così complicati. In fin dei conti, il mercato o sale o scende.

Anche in un movimento laterale, si prende inevitabilmente una delle due direzioni. Sotto questo aspetto, un trading di successo dovrebbe essere una cosa da poco, oppure no? Wieland Arlt ha affrontato ampiamente questa domanda, introducendo alcuni errori che possono trasformare una sciocchezza in una pallottola vagante, e presentando al contempo le soluzioni appropriate.

L’approfondimento è a cura di TRADERS’ Magazine Italia

Errore 1: anticipazione

All’inizio di un trade c’è sempre un’idea. È su questa base che vengono impostati nel grafico i punti di ingresso e di uscita. Poi inizia la lunga attesa del segnale di apertura. Ciò che sembra essere un dato di fatto, in realtà abbastanza semplice, è in realtà per molti trader un grosso ostacolo sulla strada verso il successo. Quando si attende una partenza, i trader spesso si giocano un brutto scherzo da soli.

Invece di attendere pazientemente il segnale desiderato e, solo dopo, avventurarsi sul mercato, si lanciano sul mercato durante la formazione di un possibile segnale. Molti trader tendono ad anticipare l’incontro con il risultato desiderato, nella speranza di ottenere un ingresso migliore del previsto.

Di conseguenza, i trader spesso finiscono per ritrovarsi dalla parte sbagliata nella speranza di un ingresso favorevole. Inoltre, in alcuni casi non c’è una paziente attesa della formazione effettiva del segnale, nemmeno all’apertura della posizione.

Diamo un’occhiata alla figura 1. Il prezzo dell’oro è inizialmente in un movimento laterale con ripetuti breakout, sopra e sotto al range. Il punto 1 è un bell’esempio di come le candele possono cambiare il loro messaggio. La candela era ancora completamente rossa alla rottura del minimo e da intendersi come Bear Power, come mostra in modo significativo l’ombra inferiore della candela alla fine del falso breakout e il ritorno degli acquirenti.

I trader, che qui si sono precipitati ad aprire una posizione short, si sono messi dalla parte sbagliata e sono stati logicamente stoppati al punto 2. Ma ancora una volta vediamo un breakout e possiamo immaginare che la candela Doji durante l’ora di trading corrente abbia mostrato il Bull Power, dimostrandolo solo alla fine dell’esitazione.

Di conseguenza, anche gli acquirenti che hanno acquistato al punto 2 sono dalla parte sbagliata e vengono quindi stoppati al punto 3. I punti 3 e 4 sono simili. È interessante notare che al punto 5 tutti i trader che hanno compreso dai punti precedenti che il mercato rimbalza sul supporto, e hanno piazzato di conseguenza un Limit Order, facendo sprofondare la posizione long nell’abisso.

Approccio

Come evitare questo comune errore di trading è ovvio: invece di balzare direttamente sul mercato, nella convinzione di sapere già come si chiuderà la sessione, bisogna rimanere pazienti e permettere al mercato di fare le sue mosse fino alla finalizzazione. Da questo punto di vista, qualsiasi segnale generato durante una sessione di trading può essere considerato non valido perché:

  • I breakout sono spesso fasulli.
  • Le candele possono assumere qualunque forma in una sola sessione, dal martello alla stella cadente e viceversa. Solo il prezzo di chiusura segna fine della candela.

Allo stesso modo, è importante considerare quale tipo di ordine sia significativo. Quindi, invece di un Limit Order o di un Market Order, è consigliabile uno Stop Order.

Così il mercato può decidere liberamente se raccogliere il trader con le sue mosse o lasciare l’ordine non eseguito a causa della debolezza del movimento. Nella figura 2 sono mostrati i corretti segnali di inserimento possibili. Quindi, invece di speculare nei punti da 1 a 4 su un breakout che era già stato negato nella rispettiva sessione, ha senso optare per un ordine Stop-Entry nella direzione opposta, short al punto 2 e long, logicamente, ai punti 3 e 4.

C’è inoltre la possibilità di tradare il breakout superiore posizionando lo Stop-Buy Order sopra la candela di breakout. Lo stop loss può quindi essere posizionato sotto la candela di breakout con un buon profilo probabilità/rischio. Gli ordini ai punti A non sono stati eseguiti, al contrario degli ordini ai punti B e C, che erano in tempo utile.

Le posizioni long andrebbero nuovamente chiuse non oltre il momento del ritorno al range di trading e alla corrispondente candela bearish al punto D. Allo stesso tempo, si raccomanda un ingresso short, poiché la candela rossa potente mostra più che chiaramente la volontà del Bear.

Qui i trader entrano nel mercato tramite ordini stop-sell. Avrete probabilmente notato come il punto 5 non abbia registrato alcun segnale di ingresso. Il motivo è lo sfavorevole rapporto rischio/ricompensa (RRR) rappresentato dalla candela long che nel punto 5 ha un posizionamento short.

Errore 2: Incertezza

La posizione è aperta e il prezzo sta andando nella direzione sbagliata. Da un utile desiderato (inizialmente) si passa a una perdita. In questo momento, la pianificazione e la serietà di un trader sono messi alla prova. Le sfide sono molteplici:

  • Viene nuovamente testata una candela come segnale di inversione.
  • Ritorno di un breakout dal range.
  • Si formano alternativamente candele rosse e verdi, che vengono rotte a volte verso l’alto, a volte verso il basso.
  • Il prezzo è intorno al prezzo di costo.

Sono soprattutto i trader che tradano intraday e seguono gli eventi dal vivo a rischiare di cadere in questa trappola. Perché nella foga del momento, quando la posizione è aperta e inizia la caccia ai punti, si prende ogni movimento come oro colato.

Se la posizione è in profitto, va tutto bene! Ma se entra nell’area negativa, si inizia a pensare che magari il mercato potrebbe andare nella direzione opposta. Oppure: “se cambio la posizione ora, prima ne esco con un occhio nero, ma poi sono pronto per una nuova mossa!” In quel momento, il sentimento per l’idea originale è andato completamente perso e il trader è solo in modalità di reazione. Di conseguenza, si siede sulle perdite cumulative, indipendentemente dalla direzione in cui si era originariamente posizionato.


Date un’occhiata al DAX nella figura 3, che dopo una fluttuazione al ribasso si corregge risalendo fino al limite del 61,8 percento. C’è un primo interesse di vendita basato sullo stoppino superiore e i trader sono stati quindi in grado di aprire una posizione corta. Lo stop loss del trade è ragionevolmente al di sopra dei massimi precedenti (linea arancione). Ma il trade non inizia e i prezzi oscillano in continuazione.

C’è anche una prima indicazione che il mercato potrebbe ripartire. Ma il corso poi cade di nuovo, per poi oscillare verso nord fino allo stop loss. Tuttavia, questo non sarà raggiunto e il mercato cadrà rapidamente. I trader che si sono lasciati ingannare da queste oscillazioni e che cambiano la direzione delle loro operazioni, sono spazzati via tra i movimenti, sebbene non ci sia stato in nessun momento alcun motivo per intervenire sul trade originale.

Approccio

A questo punto, è di aiuto tenere a mente il motivo per cui la posizione è stata presa. Sia chiaro: una volta presa la decisione per una posizione, è importante seguire coerentemente il proprio piano. I trader che si attengono al loro piano portano più tranquillità al loro trading.

Naturalmente, se e quando si verificano perdite, niente domande. Ma le perdite che sorgono quando un trader salta avanti e indietro senza controllo tra i movimenti saranno molto più consistenti. Il consiglio pratico è: ricorda il tuo vero compito nel trading, ovvero la pianificazione e l’esecuzione di un trade. L’analisi e la valutazione avvengono prima del trade. Una volta che la posizione è stata aperta, il mercato prende il sopravvento, questa è la divisione del lavoro nel trading.

Errore 3: Pessima autogestione

Anche se i trader sono maestri in teoria e pratica, spesso dimenticano di considerare la componente più importante del trading attivo: se stessi. Quando ci rendiamo conto di quanto il trading sia un’attività impegnativa, ed è giustamente paragonato agli sport competitivi, sembra incredibile quanti pochi trader gestiscano la propria persona.

La mancanza di gestione del tempo porta frenesia nella quotidianità

Molti trader iniziano per caso. Ma chiunque pensi di poter fare qualche trade en passant e guadagnare costantemente profitti è sulla strada sbagliata. Il trading è un compito, un lavoro, un impiego, e merita concentrazione assoluta.

Limitarsi a sedersi e fare qualcosa velocemente, non funziona. Naturalmente, ciò non significa che il trading come attività secondaria sia impossibile, ma ci vuole un certo grado di dedizione per avere un vero successo.

La psiche influisce sul trade: un pessimo umore favorisce pessime operazioni

L’autenticità è sulla bocca di tutti nella vita privata e professionale. Ma ovviamente non c’è motivo di essere autenticamente di pessimo umore. Chi sfoga il proprio cattivo umore sui suoi simili, riceve inevitabilmente lo stesso. È lo stesso con i mercati. Il cattivo umore non impedisce a nessuno di usare il mouse. Ma impedisce una visione chiara dell’azione e del trading imparziale. Errori di trading e cattiva selezione dei titoli sono la conseguenza inevitabile, con i conseguenti risultati.

L’aspettativa porta a una cattiva scelta di trading

Conoscete queste affermazioni: io devo, io dovrei, ma ora...Chi si mette sotto pressione è destinato a perdere. Perché per raggiungere un determinato obiettivo, i trade vengono mantenuti troppo a lungo o chiusi troppo presto. Si arriva ad affrontare rischi eccessivi o tradare segnali dubbi. Tutto solo per ottenere il risultato desiderato. Un’aspettativa troppo elevata porta quindi a trade mal concepiti o spontanei, con tutti gli errori già descritti e i risultati corrispondenti.

Approccio

Invece di farsi pressioni inutili sui risultati e su determinati eventi, è più efficace, in termini di risorse, pensare a ciò che i trader effettivamente fanno: fare trading significa trarre profitto dai movimenti del mercato. Quindi perché i trader non riescono ad andare a lavoro rilassati? Nessuna aspettativa, pressione del tempo e frenesia? Perché, siamo onesti: potete influenzare in qualche modo i movimenti del mercato? Certamente no! Quindi rimanete rilassati. Il trading è un gioco, e chi vuole giocare con qualcuno che è completamente fuori controllo?

Pertanto, il consiglio può essere solo quello di affrontare il tema della borsa e del trading, se...

  • ... siete in forma e ben riposati.
  • … avete a disposizione almeno 30 minuti nel trading intraday dopo l’apertura della posizione per la gestione della stessa.
  • ... non avete comunque altro da fare.
  • ... non volete (o non dovete) compensare tutte le perdite precedenti con un singolo trade.

Conclusione provvisoria

Abbiamo ora imparato a conoscere tre dei cinque errori tipici che si verificano ripetutamente nel trading, sia tra i principianti che i più esperti. Questi tre errori hanno molto a che fare con il nostro funzionamento in quanto umani. Siamo esseri emotivi. Emozioni come impazienza, paura e insicurezza ci fanno costantemente compagnia.

Perché dovrebbero rimanere esclusi dal trading? È proprio qui che ci viene mostrato chi siamo. Approfittate dell’occasione e utilizzate il feedback del mercato sul vostro comportamento di trading per uno sviluppo personale. Perché la cosa positiva è che il mercato ti ricompenserà del lavoro costante su te stesso.

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