Dalle 9 alle 14 sono aperte le votazioni online del M5S per scegliere il candidato Presidente della Repubblica. Ecco quali sono i 10 nomi proposti.
Il nome di Renzi è Sergio Mattarella, il nome del web è Giancarlo Magalli e il nome del M5S?
Il movimento di Beppe Grillo ha diffuso online la rosa dei 10 candidati #PresidenteM5S, la lista di coloro che saranno sottoposti al vaglio della base elettorale.
La votazione online per la scelta del candidato Presidente della Repubblica del M5S è iniziata oggi alle ore 9 e terminerà alle ore 14, poiché dalle 15 partità la prima votazione in Parlamento.
Il candidato che, a conclusione di questa votazione online, otterrà il maggior numero di voti sarà votato dal gruppo parlamentare sin dal primo scrutinio. Tuttavia sul blog di Beppe Grillo viene specificato che:
«Se dal quarto scrutinio i cambi di maggioranza dovessero portare ad un nome condiviso tra più forze politiche in Parlamento si deciderà come meglio muoverci con una votazione lampo sul blog».
I 10 candidati #PresidenteM5S
Ecco la rosa dei 10 candidati M5S, in ordine alfabetico, alla Presidenza della Repubblica. Tanti i nomi legati al mondo della legalità. Da notare la grande assenza di Stefano Rodotà, il candidato M5S alle elezioni del 2013, risultato vincitore anche nel Toto Quirinale degli intellettuali, scrittori ed editori.
- Pierluigi Bersani. La provocazione è stata lanciata da Alessandro Di Battista:
«Dovrebbe esserci anche un nome loro che possa mettere in discussione questo patto criminale (il Patto del Nazareno, ndr). Nonostante tutto chissà che Bersani mantenga la schiena dritta rispetto a questo patto massonico. Non ho detto che lo voterò ma mi piacerebbe che i nostri iscritti possano discuterne».
- Raffaele Cantone. Il presidente dell’Autorità nazionale dell’anticorruzione, nominato da Renzi e confermato dalla commissione Affari costituzionali del Senato all’unanimità, potrebbe essere il candidato bipartisan alla Presidenza della Repubblica;
- Lorenza Carlassare. Nonostante la nomination, la costituzionalista ha declinato la candidatura:
“Sono molto grata che mi abbiano messa nella lista e sono felice che qualcuno pensi a me come una persona rispettabile. Ma non la ritengo una cosa possibile, proprio per il rispetto che ho per la massima istituzione della Repubblica, per la quale serve una persona che abbia esperienza politica. Non amo il potere, non mi piacciono i ‘Palazzi’, sono troppo indipendente, non ho mai voluto avere alcuna carica o posizione ufficiale. L’unica cosa che avrei accettato volentieri, perché lì mi sentivo competente e in grado di svolgere un ruolo significativo, era la Corte costituzionale”.
- Nino Di Matteo. Magistrato presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo, potrebbe essere un candidato gradito al popolo del web, soprattutto per la sua partecipazione all’inchiesta e al processo sulla Trattativa Stato-Mafia;
- Ferdinando Imposimato. Altro nome legato alla giustizia, giudice emerito della Cassazione. Dopo essere stato inserito anche nel 2013 nella lista dei candidati alla carica di Presidente della Repubblica, ha scritto sulla sua pagina Facebook personale:
«Non sono aderente al Movimento 5 Stelle ma trovo esagerati e ingiusti gli attacchi a Grillo. Egli ha denunziato la paralisi e l’impotenza del Parlamento, che non si può disconoscere. Il Parlamento, quale organo che approva leggi per il bene comune, di fatto non esiste. È un’amara realtà, non un’offesa al Parlamento. La Boldrini non si deve offendere, deve prenderne atto. Vorrei sapere quali leggi il Parlamento ha approvato nei suoi primi mesi di vita! E quali sta discutendo, di quelle che interessano i giovani e il lavoro. Nessuna! La finta legge che cercava risorse, abrogando il finanziamento pubblico dei partiti, dovrebbe entrare in vigore solo nel 2017! Vergogna!».
- Elio Lannutti. Giornalista e presidente Adusbef dal 1987, è stato eletto nel 2008 senatore per l’Italia dei Valori;
- Paolo Maddalena. Giurista, magistrato, ha ricoperto l’incarico di giudice costituzionale e dal 2014 è esperto, a titolo gratuito, del Laboratorio Messina per i beni comuni e le istituzioni partecipate;
- Romano Prodi. Il nome più papabile secondo i bookmakers, inserito
«per onorare un impegno preso con i parlamentari del PD attraverso l’e-mail inviatagli».
- Salvatore Settis. Non legato al mondo della legalità, ma a quello della cultura, Settis è un archeologo e storico dell’arte, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa per oltre dieci anni (dal 1999 al 2010);
- Gustavo Zagrebelsky. Giurista italiano, giudice della Corte costituzionale dal 1995 fino al 2004, quando ha assunto l’incarico di Presidente.