Thanksgiving Day: cos’è e perché si festeggia

Matteo Novelli

25/11/2020

25/08/2021 - 11:49

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Il 26 novembre 2020 cade il Thanksgiving Day: ecco cos’è e perché si festeggia la festa del Ringraziamento, cosa rappresenta, quali sono le origini e perché si mangia il tacchino ripieno.

Cos’è il Thanksgiving Day: il giorno del Ringraziamento, come è noto in italiano, è la festa americana più importante e famosa di sempre e in molti, complice anche l’influenza di questo giorno nella cultura pop a stelle e strisce, si chiedono cosa si festeggia e perché.

Il Thanksgiving Day cade quest’anno il 26 novembre 2020 e viene come sempre celebrato sia negli Stati Uniti che in Canada: film, serie TV, libri e documentari hanno testimoniato diverse volte il giorno del Ringraziamento con tavole imbandite, riunioni tra amici e parenti e l’immancabile tacchino ripieno arrosto.

Ma qual è l’origine della festa, a cui fanno seguito gli sconti del Black Friday 2020, e quali sono gli elementi tipici del Thanksgiving? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è il Thanksgiving Day: storia e origini della festa del Ringraziamento

Come abbiamo detto in apertura, il Thanksgiving Day è una tradizionale festa americana che si festeggia negli Stati Uniti (e anche in Canada dove però la data cambia e ricorre il secondo lunedì di ottobre) e ha origini molto antiche dato che le prime testimonianze riguardanti questa festa risalgono al 1621.

Un anno non casuale: la festa del Ringraziamento vede protagonisti i Padri Pellegrini che, riuniti nella località di Plymouth in Massachusetts (1621), si riunirono per ringraziare Dio per il raccolto agricolo e per tutti i rifornimenti di cibo giunti dall’Europa.

Da allora il popolo americano ha continuato ogni anno a celebrare la festa del Ringraziamento in maniera ufficiosa, trasformandola in una tradizione poi formalmente riconosciuta da Abraham Lincoln che, nel 1863, la rese festa nazionale (privandola dello sfondo religiosa che vede il ringraziamento a Dio).

Thanksgiving Day: perché si festeggia e cosa si ringrazia?

Il Thanksgiving è oggi una festa celebrata dagli americani sia per ricordare la tradizione sia per dire grazie di tutto quello che la vita ci ha donato: una casa, una cena, gli affetti, gli amici, la famiglia, l’amore.

Messa sotto questa ottica, ed escludendo il valore storico dato dai padri pellegrini, la festa del Ringraziamento ha un valore e una connotazione molto positiva e socialmente amalgamante, tanto da risultare in America la festa più importante dopo Natale.

La gratitudine e l’essere grati per quello che si ha è al centro oggi della festa del Thanksgiving che, tradizionalmente, prevede le celebrazioni della festa in casa con la propria famiglia. La festa è al centro di diverse critiche per il ruolo di “sterminatori” avuto dai Padri Fondatori, secondo diversi attivisti, nei confronti delle popolazioni native americane e da parte degli animalisti che criticano lo sfruttamento e l’uccisione dell’animale protagonista dei tradizionali pranzi del Thanksgiving.

Thanksgiving Day: perché si mangia il tacchino ripieno

Una grande tavola imbandita con al centro un tacchino ripieno servito con patate e verdura: è questa l’immagine classica a cui i telefilm e i film ci hanno abituato.

E l’immagine corrisponde in effetti alla realtà dato che il tacchino non manca proprio mai: ma perché? La spiegazione ha sempre a che fare con i Padri Fondatori, che portarono nel Nuovo Continente l’animale sfruttandone gli allevamenti intensivi per avere carne sempre a disposizione. L’animale è divenuto così simbolo dei primi coloni e durante la giornata alla Casa Bianca viene celebrata anche la Grazia presidenziale, ovvero il salvataggio di due tacchini dal macello a discrezione del presidente stesso (gesto inaugurato dal presidente Reagan sul finire degli anni 80).

Il tacchino viene preparato secondo la tradizione americana con un ricco ripieno di natura variabile (verdure, carote, crema di patate, formaggio), imburrato e servito arrosto a tutti i partecipanti.

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