Terremoto, le banche nel mirino tra aiuti e speculazione

Daniele Sforza

31 Maggio 2012 - 17:36

Terremoto, le banche nel mirino tra aiuti e speculazione

Le banche si prodigano per le zone terremotate, così come fu fatto per L’Aquila, si attendono interventi anche per l’Emilia Romagna. A confermarlo il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, che al termine dell’assemblea annuale di Bankitalia, ha dichiarato: «Incontriamo le imprese e, spero presto, la Cassa Depositi e Prestiti per parlare del futuro». «Il problema oggi», ha continuato «è trovare le risorse necessarie alle migliori condizioni possibili per chi deve ricostruire la sua fabbrica e ristrutturare la sua casa. In questi giorni l’obiettivo è questo».

Una commissione di 5 euro sulla donazione

Eppure non sono mancate le polemiche dopo il caso svelato da «Il Giornale» riguardante la commissione di 5 euro eseguita a un volenteroso che voleva effettuare una donazione.
Scrive infatti Il Giornale:

«C’è rimasto male il dottor Francesco Baldisserotto. Non più giovanissimo, ma sempre in gamba, si è fatto ieri una bella camminata per andare a versare la sua donazione per il terremoto dell’Emilia sul conto Mediafriends - Intesa Sanpaolo. Per farlo aveva scelto una banca di cui non è nemmeno correntista, la banca più vicina, tre chilometri da casa sua: la Cassa di Risparmio del Veneto in via Romea, 90 a Legnaro. Non gli abbiamo chiesto la cifra che avrebbe voluto versare, poco o tanto non importa. Importa invece che lui abbia rinunciato a versare la donazione. O, meglio, che sia stato costretto a rinunciare alla donazione dopo essersi sentito chiedere dall’impiegato allo sportello una commissione bancaria di cinque-euro-cinque per il bonifico.»Lo ammetto - spiega - è stata una reazione istintiva, mi sono sentito preso in giro. Ma come? Uno vuole aiutare i terremotati, viene a fare beneficenza e le banche ne approfittano per saccheggiare le nostre tasche? No, mi spiace per i nostri sfortunati connazionali dell’Emilia, ma io a questo gioco non ci sto".

Lo stesso Mussari, venuto al corrente del fatto, ha provveduto a fare il mea culpa, dichiarando: "Ho invitato le banche a non far pagare nulla per queste transazioni. E’ solo un problema di natura tecnica, e si tratta di far mettere a posto i sistemi informatici.
Eppure, dal 20 maggio (giorno del primo terremoto) a oggi, di tempo ce n’è stato e l’Abi stessa aveva dato «mandato al Comitato di presidenza e al direttore generale affinché vengano al più presto messi in atto interventi finanziari a sostegno delle famiglie e delle imprese così duramente provate dal terremoto di questi giorni, grazie al coinvolgimento delle banche che operano nei territori colpiti dal sisma».
Senza contare che già ai tempi dell’Aquila i problemi erano stati gli stessi, con tanto di polemiche ufficiali uscite sui giornali e sui principali organi d’informazione. Ci troviamo di fronte al solito remake italico? Aspettiamo fiduciosi.