La débacle è legata anche al motore di ricerca Bing, il cui flop costerà (e non poco) alla società di Redmond.
L’acquisizione fallimentare di aQuantive
Non ha funzionato neppure le attività di advertising su Internet elaborate dalla società aQuantive: la crescita programmata non ha risposto adeguatamente alle previsioni, anzi. E i colossi della concorrenza (Google) hanno proseguito indisturbati nel loro incedere verso il successo (soprattutto pubblicitario).
L’acquisto di aQuantive, eseguito nel 2007 per 6,3 miliardi di dollari, pesa dunque sulle teste dei dirigenti Microsoft: sebbene il movimento pubblicitario persista, non c’è crescita e questo ha penalizzato fortemente la società.
Microsoft ha infatti dato l’annuncio che nel quarto trimestre dell’anno fiscale al 2012 segnalerà un onere non deducibile per via delle svalutazioni dell’avviamento legate alla sua Online Services Division, da cui dipende prevalentemente il famigerato (e fallimentare) acquisto di aQuantive.
La tanto attesa rincorsa a Google, dunque, è ulteriormente rallentata, e nonostante una buona crescita di Bing negli Stati Uniti, fonti interne fanno sapere che le stime attuali di «crescita futura e la redditività sono inferiori» rispetto a quelle precedenti.
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