Non sono risuonati allarmi veri e propri, ma il governo cinese, utilizzando varie perifrasi, ha fatto capire che la situazione tecnologica si sta surriscaldando. Soprattutto sul fronte dei robot umanoidi, l’ultimo settore a esser travolto dal boom degli investimenti hi-tech.
Cosa sta succedendo oltre la Muraglia? Partiamo da un paio di dati. Negli ultimi cinque anni, ha spiegato Morgan Stanley nel suo ultimo Robot Almanac, Pechino ha accumulato un clamoroso vantaggio rispetto ai suoi rivali nella corsa alla costruzione di questi robot, rilasciando un numero di brevetti cinque volte superiore a quello degli Stati Uniti: 7.705 contro i 1.561 degli Usa e i 1.102 del Giappone. E ancora: la Cina, da sola, rappresenta il 54% delle installazioni globali di robot industriali, ovvero più del resto del mondo messo insieme.
In tutto questo, importanti aziende cinesi, tra cui BYD, Geely, Xpeng, NIO, Li Auto, Xiaomi e Midea, stanno testando e impiegando umanoidi in fabbriche e contesti logistici. Midea ha addirittura presentato un robot umanoide industriale a sei braccia, mentre Xpeng vuole vendere 1 milione di robot umanoidi entro il 2030, con l’inizio della produzione di massa entro la fine del 2026.
La Cina teme la bolla dei robot
Qualche settimana fa, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) ha segnalato i rischi legati a un’eccessiva duplicazione nel settore cinese dei robot umanoidi, annunciando l’intenzione di rafforzare le linee guida per un comparto che i funzionari considerano un importante motore di crescita futura.
Grazie all’afflusso di nuovi capitali, infatti, il numero di aziende attive nel settore è salito a oltre 150 e continua ad aumentare. C’è però la necessità di evitare che il mercato venga inondato da prodotti troppo simili, comprimendo gli spazi per la ricerca e lo sviluppo. “Velocità e bolle sono sempre stati nodi da comprendere e bilanciare nello sviluppo dei settori di frontiera”, hanno spiegato gli alti funzionari cinesi.
Con l’immissione sul mercato di numerosi modelli a prezzi sorprendentemente bassi, ha evidenziato il quotidiano South China Morning Post, i critici hanno sollevato timori circa la formazione di una possibile bolla di investimenti, alimentata da strategie di marketing pensate per creare entusiasmo e attirare nuovi capitali.
Allo stesso tempo, la concorrenza si fa sempre più intensa con l’ingresso di aziende provenienti da altri settori - in particolare i produttori di veicoli elettrici - desiderose di accreditarsi come potenziali innovatori in questo mercato emergente. La NDRC, dunque, rafforzerà gli orientamenti politici per il settore e ne promuoverà uno “sviluppo sano e standardizzato” all’interno del piano quinquennale che entrerà in vigore dal prossimo anno.
Le misure includeranno l’accelerazione nella definizione di standard industriali e di sistemi di valutazione, oltre al sostegno a imprese, università e istituti di ricerca per affrontare le sfide legate alle tecnologie di base e superare i colli di bottiglia.
Il futuro è già qui
He Xiaopeng, co-fondatore e CEO di Xpeng, ha intanto minimizzato i timori di una bolla nel settore dell’intelligenza artificiale, affermando che bolle eccessive sono una fase normale di ogni rivoluzione tecnologica e difendendo le prospettive a lungo termine dell’IA; ha inoltre espresso ottimismo sul fatto che, col progresso tecnologico e la riduzione dei costi, i robot — compresi quelli umanoidi sviluppati dall’azienda — diventeranno presto accessibili alle famiglie, pur rimanendo convinto che l’adozione diffusa richiederà tempo e sviluppo continuo.
In particolare, Xpeng prevede di avviare la produzione di massa del suo robot umanoide “Iron” entro la fine del 2026, destinando inizialmente i robot a ruoli commerciali come guide turistiche e assistenti, prima di ampliare applicazioni e casi d’uso.
Lo stesso He ha spiegato che l’uso domestico dei robot è ancora lontano, soprattutto perché i bassi costi del lavoro in Cina rendono economicamente sfavorevole l’impiego industriale al momento, ma prevede che con il tempo i costi di produzione caleranno rendendo i robot più abbordabili per le famiglie.
L’azienda sta esplorando investimenti significativi nel settore - potenzialmente fino a 13,8 miliardi di dollari in hardware e sviluppo - e si aspetta che le unità robotiche possano, in futuro, superare le vendite dei veicoli elettrici nel lungo periodo.